In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità. Guerra alla libia: 100000 morti, 240000 persone ancora cercate, 78000 dispersi. 10300 donne violentate, 350000 rifugiati.
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mercoledì 18 settembre 2019
Censura Fb: così i “compagni” finiscono per applaudire una multinazionale Usa
Il via alle danze lo aveva dato subito ieri pomeriggio l’immancabile ex Presidente della Camera, Laura Boldrini, seguita da Valeria Fedeli e uno splendido Nicola Zingaretti: “Ci sono persone che se vincessero negherebbero ad altre persone il diritto di esistere”. Ci sono anche persone che pur non avendo vinto, stanno al governo e negano il diritto di esistere a un movimento che si è presentato democraticamente alle elezioni. Se Fratoianni addirittura vorrebbe togliere non solo Facebook, ma anche la cittadinanza alle Tartarughe frecciate (per darla agli immigrati, chiaramente) e twitta “Chi diffonde odio e razzismo non può avere cittadinanza, neanche sui social”, Berizzi invoca la chiusura di CasaPound e Forza Nuova. La Morani, invece, esulta usando dei sobri emoticon “top” come una tredicenne su Whatsapp.
sabato 30 marzo 2019
MA COME FATE A CREDERE ANCHE A QUESTO? (Ecco perché…)
“182
appuntamenti in Italia, 300 mila in piazza”: per il “Clima”. La radio
pubblica sta seguendo le manifestazioni, esulta e fa domande sul
“Clima”. Dicono che il “Clima” “scuote le coscienze di tutti”. “E’
fantastico!”, cinguetta la giornalista…
Ora, se non capite l’artificialità di queste iniziative, l’evidente organizzazione internazionale, se non capite che vi state prestato ad un gioco losco e falso da allegare i denti, dovremo concludere che siete pronti ad applaudire qualunque dittatura orwelliana che può farvi fare qualunque cosa pericolosa, folle e odiosa. Non vi offende nemmeno l’infantilismo per il quale pensano di convincervi con argomenti da bambini? Basta che ne parli la tv, ed ecco fra noi trecentomila neo-fanatici marciano per appoggiare una “direttiva” fin troppo evidentemente dettata dal’alto, dai circoli maltusiano-globalisti e della dittatura europea – circoli che hanno bisogno di trasferire il malcontento per le austerità, le deflazioni, le disoccupazioni di massa che hanno creato, verso uno scopo da loro voluto: imporre nuove austerità per “il Clima”, fino a farvi mangiare insetti perché danno ottime proteine e in alternativa a quelle di vacche e pollame, che “inquinano”.
Che gente siete? Sapete leggere? Sono settimane che si scrive che “Greta” la ragazzina svedese, viene utilizzata per “una campagna di pubbliche relazioni” che deve preparare l’uscita di un nuovo libro della madre di Greta, la cantante d’opera svedese Malena Ernman – che ha strumentalizzato questa povera figlia affetta da sindrome di Asperger – e che si conosce anche il nome dello stratega della campagna, il professionista di pubbliche relazione Ingmar Rentzhog.
Ora, se non capite l’artificialità di queste iniziative, l’evidente organizzazione internazionale, se non capite che vi state prestato ad un gioco losco e falso da allegare i denti, dovremo concludere che siete pronti ad applaudire qualunque dittatura orwelliana che può farvi fare qualunque cosa pericolosa, folle e odiosa. Non vi offende nemmeno l’infantilismo per il quale pensano di convincervi con argomenti da bambini? Basta che ne parli la tv, ed ecco fra noi trecentomila neo-fanatici marciano per appoggiare una “direttiva” fin troppo evidentemente dettata dal’alto, dai circoli maltusiano-globalisti e della dittatura europea – circoli che hanno bisogno di trasferire il malcontento per le austerità, le deflazioni, le disoccupazioni di massa che hanno creato, verso uno scopo da loro voluto: imporre nuove austerità per “il Clima”, fino a farvi mangiare insetti perché danno ottime proteine e in alternativa a quelle di vacche e pollame, che “inquinano”.
Che gente siete? Sapete leggere? Sono settimane che si scrive che “Greta” la ragazzina svedese, viene utilizzata per “una campagna di pubbliche relazioni” che deve preparare l’uscita di un nuovo libro della madre di Greta, la cantante d’opera svedese Malena Ernman – che ha strumentalizzato questa povera figlia affetta da sindrome di Asperger – e che si conosce anche il nome dello stratega della campagna, il professionista di pubbliche relazione Ingmar Rentzhog.
venerdì 14 settembre 2018
Social network come arma non convenzionale: il caso della Libia
Con Stefano Mele (Comitato Atlantico Italiano) parliamo dell'uso dei social network a fini bellici
I recenti scontri avvenuti in Libia,
con il Governo di Tripoli aggredito nei suoi palazzi da milizie che,
fino a poche settimane fa, erano al suo servizio, ha numerose
implicazioni sia sul piano della politica interna che sul piano della
politica internazionale.
Un fattore interessante, portato in luce da un articolo del “New York Times”, è il ruolo che i social network hanno avuto nel corso di questa violenta battaglia. Nei giorni degli scontri, le pagine dei principali social network,
sono state utilizzate dai membri delle diverse fazioni in lotta per
lanciare minacce contro gli avversari al fine di galvanizzare i propri
sostenitori, diffondere notizie false che esacerbassero gli animi della
popolazione civile, comunicare le coordinate di obiettivi militari,
individuare personalità da colpire e, infine, vendere ed acquistare armi
da guerra. A ben vedere, non si tratta di vere e proprie novità: già
nella lunga guerra in Siria o durante la crisi in Ucraina si erano avuti
esempi simili di utilizzo dei social network, sia da parte dei Governi, che da parte delle milizie che combattevano dall’una e dall’altra parte.
Un fattore interessante, portato in luce da un articolo del “New York Times”, è il ruolo che i social network hanno avuto nel corso di questa violenta battaglia. Nei giorni degli scontri, le pagine dei principali social network,
sono state utilizzate dai membri delle diverse fazioni in lotta per
lanciare minacce contro gli avversari al fine di galvanizzare i propri
sostenitori, diffondere notizie false che esacerbassero gli animi della
popolazione civile, comunicare le coordinate di obiettivi militari,
individuare personalità da colpire e, infine, vendere ed acquistare armi
da guerra. A ben vedere, non si tratta di vere e proprie novità: già
nella lunga guerra in Siria o durante la crisi in Ucraina si erano avuti
esempi simili di utilizzo dei social network, sia da parte dei Governi, che da parte delle milizie che combattevano dall’una e dall’altra parte.martedì 21 agosto 2018
Come una cellula segreta di Facebook manipola l’opinione pubblica
di
Shelley Kasli
Cos’hanno
in comune AfD (Alternativa per la Germania), Rodrigo Duterte, Mauricio
Macri, Narendra Modi, Barack Obama, Partito nazionale scozzese e Donald
Trump? Tutti hanno basato la loro campagna elettorale sui buoni consigli
di Mark Zuckerberg. Basandosi sul caso delle elezioni in India, Shelley
Kasli rivela come Facebook manipola i processi democratici.
Rete Voltaire
| Bangalore (India)
English français Español Türkçe
Un recente articolo di Bloomberg ha rivelato come una cellula segreta di Facebook abbia permesso la creazione di un esercito di troll [1]
a favore di molti governi nel mondo, compresa l’India, sotto forma di
propaganda digitale finalizzata a manipolare le elezioni [2].
Sotto i riflettori, seguendo il ruolo che la sua compagnia Facebook
ha svolto come piattaforma di propaganda politica, il suo co-fondatore
Mark Zuckerberg ha risposto dichiarando che la sua missione è al di
sopra delle divisioni partigiane.Ma in realtà, Facebook non è solo uno spettatore politico. Quello che non dice è che la sua compagnia collabora attivamente con partiti e leader, anche chi usa la piattaforma per sedare l’opposizione, a volte con l’aiuto di molti troll che diffondono menzogne ed ideologie estremiste [3].
venerdì 6 aprile 2018
Il telefono è in ascolto: sa dove sei, chi incontri e cosa dici
31/3/2018
Sono negli Usa. Compro un pacchetto di sigari e pago con carta di credito. Arrivo a casa, apro il pc per iniziare il lavoro quotidiano e mi compare una pubblicità di sigari. Pochi giorni fa vado nel bar di un mio amico che aveva messo in vendita su Internet una cucina da ristorante; mi racconta la sua avventura per vendere queste apparecchiature. Torno a casa, apro il cellulare, e mi compaiono annunci di vendita di cucine da ristorante. Quello che mi ha sorpreso è la rapidità con cui il dato che io avevo fornito col mio acquisto (sigari) è stato elaborato per mandarmi una pubblicità mirata. Il tempo trascorso dall’acquisto all’apertura del pc, infatti, era di circa trenta minuti. Un tempo poco superiore è trascorso nell’intervallo in cui ero a casa del mio amico e il momento in cui mi è comparsa la pubblicità delle cucine. Ora, premetto che pur essendo un complottista convinto, non sono affatto preoccupato che venga tracciato tutto ciò che faccio, vendo, compro, ecc. Quando certi strumenti saranno ancora più invasivi, sarà forse la volta buona che inizieremo a lasciare sempre più spesso a casa i cellulari e solleveremo sempre più lo sguardo dagli schermi dei nostri apparecchi elettronici, per volgerlo all’ambiente attorno a noi o al cielo. Le domande che mi faccio sono due, e di altro tipo.
Innanzitutto a me pare che l’analisi dei dati che vengono
immagazzinati per dare pubblicità sia sempre più sofisticata e vada
molto al di là di quello che ci raccontano. Ci viene detto, infatti, che
Google usa decine di indicatori per mandare pubblicitàmirate,
comprese il luogo in cui siamo. E fin qui ok, lo si può intuire anche
dal fatto che ormai quasi tutti i siti ti chiedono “la tua posizione”,
quando addirittura non la individuano in automatico. Mi accorgo infatti
che se apro il pc in Francia, immediatamente mi compaiono pubblicità in francese; in Usa
mi compaiono pubblicità in inglese, e così via. Se faccio una ricerca
su Amazon compare in automatico “luogo di spedizione”, seguito dalla
nazione in cui mi trovo. A me pare invece che emerga un controllo
molto più permeante e globale, che comprende l’analisi immediata e
incrociata di tutti i dati possibili, compresi gli acquisti fatti con
carta di credito e il luogo specifico in cui ci troviamo (casa,
supermercato, indirizzo di un amico, ecc.). Non si tratta, cioè, di un
banale (si fa per dire) incrocio di dati, per rilevare la propensione al
consumo degli utenti, ma di qualcosa di molto più specifico e
permeante.
Sono negli Usa. Compro un pacchetto di sigari e pago con carta di credito. Arrivo a casa, apro il pc per iniziare il lavoro quotidiano e mi compare una pubblicità di sigari. Pochi giorni fa vado nel bar di un mio amico che aveva messo in vendita su Internet una cucina da ristorante; mi racconta la sua avventura per vendere queste apparecchiature. Torno a casa, apro il cellulare, e mi compaiono annunci di vendita di cucine da ristorante. Quello che mi ha sorpreso è la rapidità con cui il dato che io avevo fornito col mio acquisto (sigari) è stato elaborato per mandarmi una pubblicità mirata. Il tempo trascorso dall’acquisto all’apertura del pc, infatti, era di circa trenta minuti. Un tempo poco superiore è trascorso nell’intervallo in cui ero a casa del mio amico e il momento in cui mi è comparsa la pubblicità delle cucine. Ora, premetto che pur essendo un complottista convinto, non sono affatto preoccupato che venga tracciato tutto ciò che faccio, vendo, compro, ecc. Quando certi strumenti saranno ancora più invasivi, sarà forse la volta buona che inizieremo a lasciare sempre più spesso a casa i cellulari e solleveremo sempre più lo sguardo dagli schermi dei nostri apparecchi elettronici, per volgerlo all’ambiente attorno a noi o al cielo. Le domande che mi faccio sono due, e di altro tipo.
lunedì 6 febbraio 2017
L’offensiva dei gate keepers
La
recente decisione di Google-Adsense di cancellare Byoblu, il sito
diretto da Claudio Messora, dalla lista di quelli che possono ospitare
inserzioni pubblicitarie a pagamento è la conferma definitiva della
grande offensiva censoria che sta investedo il web e tutta
l’informazione alternativa al mainstream.
Il
recentissimo caso della decisione di Google-Adsense di cancellare
Byoblu, il sito diretto da Claudio Messora, dalla lista di quelli che
possono ospitare inserzioni pubblicitarie a pagamento (seppure secondo i
criteri giugulatori del colosso americano) è la conferma definitiva
della grande offensiva censoria che sta investedo il web e tutta
l'informazione/comunicazione alternativa al mainstream.La natura di questa offensiva è chiara: i poteri che detengono la proprietà di tutti i principali organi di comunicazione del mondo occidentale (radio-televisivi, tele-cinematografici, giornali e riviste) stanno registrando una evidentissima crisi di consenso. La Grande Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne non ha smesso di produrre e riprodurre l'inganno globale per cui è stata costruita. Ma perde colpi a grande rapidità. Bastano tre esempi clamorosi che sono sotto gli occhi di tutti: il Brexit, la vittoria elettorale di Trump e il "no" plebiscitario alla cancellazione della Costituzione italiana.
martedì 31 gennaio 2017
TERREMOTATI SI PREPARANO A MARCIARE SU ROMA
22 gennaio 2017
Su Facebook di recente è nato il gruppo “Manifestazione terremotati a Roma” che in pochi giorni vanta più di 7000 iscritti.
Su Facebook di recente è nato il gruppo “Manifestazione terremotati a Roma” che in pochi giorni vanta più di 7000 iscritti.
“Questo gruppo nasce dal malcontento di persone indipendenti deluse su
come è stata mal coordinata e mal gestita tutta l'emergenza del
post-terremoto, che ha fatto sì che arrivassero tante promesse seguente
da nessun fatto”, spiega il fondatore Diego Camillucci, anch’egli in
prima persona colpito dagli effetti del terremoto sia nella dimensione
abitativa che in quella lavorativa.
La finalità del gruppo è “contestare un decreto indecifrabile che ci
lascia sospesi ad una burocrazia inattuativa, contestare il modo di come
vuol essere gestita la ricostruzione e contestare questo sistema di mal
politica generale. Serve l'immediato ripristino delle attività
produttive e delle vie di collegamento”.
mercoledì 11 gennaio 2017
Le fake news come arma al servizio del potere
5 gennaio 2017
da Zenit
L’anno nuovo sembra essersi aperto con una sindrome che sta contagiando diversi ambienti, quella delle cosiddette “fake news”, le notizie false.
Il leader del M5S, Beppe Grillo, invoca la necessità di formare improbabili giurie popolari con il compito di controllare la veridicità delle notizie diffuse da stampa e tv. Facebook ha elaborato un software che avrebbe la capacità di segnalare agli utenti le notizie ritenute inattendibili. C’è poi chi, come il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, propone un’agenzia statale di vigilanza.
Quest’ultima idea ha suscitato diverse critiche. Molti la paragonano a quegli uffici statali, tipici dei totalitarismi, che hanno il compito di controllare ogni pubblicazione e sequestrare quelle potenzialmente pericolose o esplicitamente ostili al potere. Altri ancora, più in vena letteraria, agitano l’accostamento con il ministero della Verità del libro 1984, di George Orwell.
Tra questi c’è Vladimiro Giacchè, economista e filosofo, presidente del Centro Europa Ricerche, autore de La fabbrica del falso. Strategie della menzogna nella politica contemporanea (nuova ed. aggiornata 2016). ZENIT lo ha intervistato.
da Zenit
L’anno nuovo sembra essersi aperto con una sindrome che sta contagiando diversi ambienti, quella delle cosiddette “fake news”, le notizie false.
Il leader del M5S, Beppe Grillo, invoca la necessità di formare improbabili giurie popolari con il compito di controllare la veridicità delle notizie diffuse da stampa e tv. Facebook ha elaborato un software che avrebbe la capacità di segnalare agli utenti le notizie ritenute inattendibili. C’è poi chi, come il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, propone un’agenzia statale di vigilanza.
Quest’ultima idea ha suscitato diverse critiche. Molti la paragonano a quegli uffici statali, tipici dei totalitarismi, che hanno il compito di controllare ogni pubblicazione e sequestrare quelle potenzialmente pericolose o esplicitamente ostili al potere. Altri ancora, più in vena letteraria, agitano l’accostamento con il ministero della Verità del libro 1984, di George Orwell.
Tra questi c’è Vladimiro Giacchè, economista e filosofo, presidente del Centro Europa Ricerche, autore de La fabbrica del falso. Strategie della menzogna nella politica contemporanea (nuova ed. aggiornata 2016). ZENIT lo ha intervistato.
domenica 25 settembre 2016
Facebook e Israele si accordano per eliminare le pubblicazioni anti israeliane
16 settembre 2016
Secondo quanto pubblicato, ieri, dal quotidiano britannico, The Independent,
che cita fonti israeliane, i dirigenti di Facebook e delle autorità
israeliane stanno elaborando una legge che costringe ad eliminare da
questo social tutti i tipi di contenuti considerati anti-israeliani.
Il quotidiano britannico ha riferito che il più recente incontro tra funzionari israeliani e dirigenti di Facebook ha avuto luogo la scorsa settimana e comprendeva anche il ministro degli affari legali del regime israeliano, Ayelet Shaked, noto per le sue controverse posizioni e gli appelli per a commettere un genocidio contro i palestinesi.
Fonti palestinesi riferiscono che già prima di tale normativa entri in vigore, sono state segnalati casi dove Facebook ha rimosso contenuto scomodi al governo di Tel Aviv.
Il quotidiano britannico ha riferito che il più recente incontro tra funzionari israeliani e dirigenti di Facebook ha avuto luogo la scorsa settimana e comprendeva anche il ministro degli affari legali del regime israeliano, Ayelet Shaked, noto per le sue controverse posizioni e gli appelli per a commettere un genocidio contro i palestinesi.
Fonti palestinesi riferiscono che già prima di tale normativa entri in vigore, sono state segnalati casi dove Facebook ha rimosso contenuto scomodi al governo di Tel Aviv.
mercoledì 21 settembre 2016
VIDEOCORSO PER SMASCHERARE LE BUFALE DI GUERRA

“Tu dammi le fotografie e io ti darò la guerra” tuonava l’editore William Hearst al suo fotografo Frederick Remington che, nel 1898, non trovava a Cuba nessuna scena che giustificasse una invasione USA.
Da allora molte cose sono cambiate, ovviamente in peggio. E oggi, secondo Sheldon Rampton – già autore di un libro che ha fatto scuola – soltanto negli USA, le organizzazioni governative e gli istituti, organizzazioni e fondazioni ad esse aggregate spenderebbero annualmente più di un miliardo di dollari per promuovere, tramite la Rete, le guerre dell’Impero. Un lavoro condotto, spesso con maestria, da legioni di giornalisti, pubblicitari, esperti in video… e che gli ignari utenti della Rete (un miliardo e mezzo di persone solo Facebook) provvedono a diffondere in ogni dove.
lunedì 8 agosto 2016
MILITARI USA: COME INFLUENZARE GLI UTENTI DI TWITTER GRAZIE AD UNA RICERCA FINANZIATA DA DARPA
Postato il Giovedì, 28 luglio @ 23:05:00 BST di davide
FONTE: GUARDIAN.COM
Le attività degli utenti di Twitter e altri social media sono state registrate e analizzate come parte di un grande progetto finanziato dai militari USA, all'interno di un programma che copre aspetti simili al controverso esperimento di Facebook sul controllo delle emozioni attraverso la manipolazione del suo feed di news.
La ricerca, finanziata direttamente e indirettamente dal centro di ricerca del Dipartimento di Difesa statunitense , conosciuto come DARPA, ha coinvolto utenti dei più grossi social, inclusi Facebook, Twitter, Pinterest e Kickstarter. Lo studio riguarda le connessioni tra social networks e come i messaggi si diffondono all'interno di essi.
FONTE: GUARDIAN.COM
Le attività degli utenti di Twitter e altri social media sono state registrate e analizzate come parte di un grande progetto finanziato dai militari USA, all'interno di un programma che copre aspetti simili al controverso esperimento di Facebook sul controllo delle emozioni attraverso la manipolazione del suo feed di news.
La ricerca, finanziata direttamente e indirettamente dal centro di ricerca del Dipartimento di Difesa statunitense , conosciuto come DARPA, ha coinvolto utenti dei più grossi social, inclusi Facebook, Twitter, Pinterest e Kickstarter. Lo studio riguarda le connessioni tra social networks e come i messaggi si diffondono all'interno di essi.
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lunedì 25 aprile 2016
Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale
Renato Curcio • •
Incontro-dibattito sul libro L’Impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Renato Curcio (Sensibili alle foglie, 2015) presso La casa in Movimento, Cologno Monzese (MI), 14 febbraio 2016
L’Impero virtuale, nonostante il titolo, non è un lavoro su internet; internet è solo lo sfondo, è un territorio che oggi fa parte dello spazio in cui viviamo e quindi in qualche modo, parlando di questo libro, lo attraverseremo. Non è neanche un sermone contro le tecnologie, che esistono fin da quando un uomo ha preso in mano una clava, ossia uno strumento, e che quindi accompagnano l’intera storia dell’umanità. Non si tratta dunque di essere né pro né contro, ma di mantenere vivo un pensiero critico – che in quest’epoca fa un po’ difetto – anche sugli strumenti, soprattutto quelli che non sono né secondari né trascurabili per il fatto che investono la nostra vita, sia lavorativa che relazionale.venerdì 1 gennaio 2016
la logica dei RATTI: " sono orgogliosa della bandiera nera.Ma loro non c'entrano niente con l'Is."
"VIVA LA BANDIERA NERA" Lo sfregio sui quotidiani della filo-terrorista liberata
24 dicembre 2015
Sul suo profilo Facebook c'è la bandiera nera dell'Isis ma lei, Khadiga Shabbi, ricercatrice libica arrestata e poi liberata dal giudice di Palermo, nega ogni accusa: "Io non sono una terrorista. L'ho
detto a tutte le ragazze che ho incontrato qui dentro. Soltanto una non
mi ha creduta. E questo mi fa male, perché io sono un'insegnante".
In una intervista a Repubblica la Shabbi ripete: "Sono contro l'Is. Contro, contro, contro. Sono una musulmana" e "non c'è alcuna frase nel Corano che possa giustificare ciò che fanno queste persone". Eppure la ricercatrice - stando alle intercettazioni - era in contatto con gruppi estremisti in Libia: "Ma loro non c'entrano niente con l'Is. In Libia c'è la guerra fra due gruppi, e quelli con cui io ero in contatto sono gli stessi che hanno deposto Gheddafi" e "comunque io volevo solo sapere notizie di mio nipote, ero preoccupata per lui. E poi purtroppo è morto".
In una intervista a Repubblica la Shabbi ripete: "Sono contro l'Is. Contro, contro, contro. Sono una musulmana" e "non c'è alcuna frase nel Corano che possa giustificare ciò che fanno queste persone". Eppure la ricercatrice - stando alle intercettazioni - era in contatto con gruppi estremisti in Libia: "Ma loro non c'entrano niente con l'Is. In Libia c'è la guerra fra due gruppi, e quelli con cui io ero in contatto sono gli stessi che hanno deposto Gheddafi" e "comunque io volevo solo sapere notizie di mio nipote, ero preoccupata per lui. E poi purtroppo è morto".
martedì 29 dicembre 2015
Terrorismo, ricercatrice libica fermata a Palermo, faceva propaganda per la jihad
24/12/2015
La
polizia, su ordine della Procura, ha fermato a Palermo una cittadina
libica di 45 anni, ricercatrice universitaria nell'Ateneo siciliano, per
istigazione a commettere reati di terrorismo. Era in contatto con
diversi foreign fighters e faceva propaganda per Al Qaeda sul web. Khadgia Shabbi vive a Palermo da tre anni. E' ricercatrice in Economia e riceve un assegno di duemila euro al mese dall'ambasciata libica.
I
pm le contestano l'istigazione a delinquere in materia di terrorismo
aggravata dalla transnazionalità. La polizia l'ha monitorata per mesi,
dopo alcune segnalazioni, accertando i suoi contatti con due foreign
fighters, uno in Belgio, l'altro in Inghilterra. La donna avrebbe anche
cercato di pianificare l'arrivo in Italia di un suo cugino, poi morto in
Libia in uno scontro a fuoco e avrebbe mandato diverse somme di denaro
in Turchia. La ricercatrice sarebbe imparentata con esponenti di una
organizzazione terroristica coinvolta nell'attentato all'ambasciata
americana in Libia nel 2012 e avrebbe fatto propaganda sui social ad Al
Qaeda. Gli inquirenti hanno trovato molto materiale investigativo
interessante.
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lunedì 19 ottobre 2015
Social e motori di ricerca scelgono per noi. Occorre tornare a essere carbonari del web
Oramai il tema della censura va reinterpretato. Non esiste
più, e da un decennio almeno, il muro invalicabile, composto dal costo
delle strutture, per poter pubblicare praticamente ogni cosa e
riuscire a raggiungere un numero potenzialmente infinito di persone.
Certo, l'estensione del numero delle possibilità e dei media sui quali
pubblicare messaggi e contenuti che prima era del tutto impossibile
riuscire a diffondere, ad esempio il web, non significa automaticamente
che l'efficacia di tale azione sia uguale a quella che tuttora hanno i
media mainstrem, televisione sopra ogni cosa.
Il discorso dovrebbe essere chiaro a tutti ed è inutile tornarci
sopra a lungo: ancora oggi, a dominare la scena sono la televisione e
tutto il carrozzone che in televisione continua a essere rappresentato,
dai giornali di massa (che in Tv hanno ospitalità e megafono) a tutta la
pletora di opinionisti e comunicatori che alla televisione vengono
fatti accedere a discapito di tutti gli altri. Con i criteri ben precisi
che conosciamo. Ma è parimenti importante considerare come le nuove
strategie dei nodi fondamentali della rete, oggi, e cioè Google e i
social network, stiano operando al fine di rendere anche internet molto
meno libero di quanto originariamente non fosse e di quanto ancora oggi
si abbia percezione che sia.domenica 4 ottobre 2015
Libia: prova di forza dello Stato Islamico a Tripoli.
23/9/2015
(Il Mattino) – Ieri (18 settembre) Tripoli è stata teatro di uno scontro armato tra un gruppo facente capo allo Stato Islamico (IS) e una forza del Ministero degli Interni del Governo di Salvezza Nazionale, il governo internazionalmente non riconosciuto che controlla la capitale. Gli scontri sono avvenuti all’interno della base aerea di Mitiga, pochi chilometri ad est dal centro della capitale, e sono stati preceduti da una forte esplosione che ha aperto una breccia nel muro di cinta dell’aeroporto. Sembra comunque che questi disordini non abbiano influito sul traffico aereo della base, che ospita anche una prigione, uno dei sette carceri illegali di Tripoli, prigioni improvvisate sotto il controllo delle milizie che garantiscono la sicurezza nella capitale.
(Il Mattino) – Ieri (18 settembre) Tripoli è stata teatro di uno scontro armato tra un gruppo facente capo allo Stato Islamico (IS) e una forza del Ministero degli Interni del Governo di Salvezza Nazionale, il governo internazionalmente non riconosciuto che controlla la capitale. Gli scontri sono avvenuti all’interno della base aerea di Mitiga, pochi chilometri ad est dal centro della capitale, e sono stati preceduti da una forte esplosione che ha aperto una breccia nel muro di cinta dell’aeroporto. Sembra comunque che questi disordini non abbiano influito sul traffico aereo della base, che ospita anche una prigione, uno dei sette carceri illegali di Tripoli, prigioni improvvisate sotto il controllo delle milizie che garantiscono la sicurezza nella capitale.
martedì 18 agosto 2015
Perchè non siamo capaci di ribellarci?
15 giugno 2014
Ti sei mai chiesto perché nessuno reagisce difronte all’infame ondata di oppressione e abuso di ogni tipo che stiamo subendo? Non rimani perplesso del fatto che non succede assolutamente nulla, viste le tante rivelazioni di casi di corruzione, ingiustizia, ruberie e prese in giro della legge e della popolazione in genere, alla quale si è rubato letteralmente il presente e il futuro? Ti sei mai chiesto perché non scoppia una rivoluzione di massa e perché tutti sembrano essere addormentati e ipnotizzati?
In questi ultimi anni ogni tipo di informazione resa "pubblica" di politici corrotti, mazzette e quant'altro - che avrebbe dovuto danneggiare la "struttura del Sistema" fino alle sue fondamenta - continua a essere intatta senza neppure un graffio superficiale. Questo rende palese un fatto veramente preoccupante che sta sotto gli occhi di tutti e al quale nessuno presta attenzione.
Ti sei mai chiesto perché nessuno reagisce difronte all’infame ondata di oppressione e abuso di ogni tipo che stiamo subendo? Non rimani perplesso del fatto che non succede assolutamente nulla, viste le tante rivelazioni di casi di corruzione, ingiustizia, ruberie e prese in giro della legge e della popolazione in genere, alla quale si è rubato letteralmente il presente e il futuro? Ti sei mai chiesto perché non scoppia una rivoluzione di massa e perché tutti sembrano essere addormentati e ipnotizzati?
In questi ultimi anni ogni tipo di informazione resa "pubblica" di politici corrotti, mazzette e quant'altro - che avrebbe dovuto danneggiare la "struttura del Sistema" fino alle sue fondamenta - continua a essere intatta senza neppure un graffio superficiale. Questo rende palese un fatto veramente preoccupante che sta sotto gli occhi di tutti e al quale nessuno presta attenzione.
lunedì 1 settembre 2014
1 Settembre 1969 - La sola vera rivoluzione in Libia.
in questa data storica, voglio pubblicare un post di un ragazzo Libico ( o almeno così si definisce) non sono daccordo con alcune sue osservazioni ( Gheddafi, morto, e sui numeri dei ribelli) ma ancora una volta lasciamo che a parlare siano i libici.
1 Settembre 1969 - Una rivoluzione in Libia porta il colonnello Muammar Gheddafi al potere. Di fatto, in Libia, oggi è festa nazionale. Lo sapevate?
Forse è ora di porsi qualche domandina sulla Libia, Gheddafi e quanto abbiamo visto in Tv, dall’esplosione delle “primavere arabe” al brutale omicidio del colonnello. Però, prima, è necessario un piccolissimo riassunto della storia della Libia dalla rivoluzione che portò Gheddafi al potere fino a quella che lo uccise. Sarò breve, promesso :) LEGGETE TUTTO ATTENTAMENTE, CI SONO COSE CHE NON VI HANNO DETTO IN TV…
1 Settembre 1969 - Una rivoluzione in Libia porta il colonnello Muammar Gheddafi al potere. Di fatto, in Libia, oggi è festa nazionale. Lo sapevate?
Forse è ora di porsi qualche domandina sulla Libia, Gheddafi e quanto abbiamo visto in Tv, dall’esplosione delle “primavere arabe” al brutale omicidio del colonnello. Però, prima, è necessario un piccolissimo riassunto della storia della Libia dalla rivoluzione che portò Gheddafi al potere fino a quella che lo uccise. Sarò breve, promesso :) LEGGETE TUTTO ATTENTAMENTE, CI SONO COSE CHE NON VI HANNO DETTO IN TV…
sabato 9 agosto 2014
Come i collaborazionisti informatici della CIA hanno distrutto il mondo arabo
2 agosto 2014
In esclusiva, pubblichiamo questo capitolo del libro capitale sulle “rivoluzioni” arabe e le conseguenze caotiche che ora misuriamo. Il titolo di questo libro collettivo è “Il volto nascosto delle rivoluzioni arabe” e il capitolo in questione s’intitola “ONG e reti sociali al cuore delle rivoluzioni arabe”. Mentre di venti cyber-collaborazionisti tunisini, l’unico nome citato è Salim Amamu, abbiamo però un altro nome della massima importanza, Alec Ross, giovane consulente di Hillary Clinton, passato al dipartimento della Difesa dal gennaio 2011 per guidare il suo esercito virtuale. Secondo la stessa confessione di Sami Ben Gharbia, in un articolo pubblicato nel settembre 2010, Alec Ross era suo amico e “grande capo”. Oltre ai famigerati cyber-collaborazionisti, tra i gruppi che parteciparono attivamente alla destabilizzazione della Tunisia, in particolare vanno inclusi “Anonymous”, “Wikileaks”, “Telecomix”, “Pirates” e “Nawaat”, che Sami Ben Gharbia ha co-fondato e che fu finanziato da Freedom House e Open Society Institute. Documento da leggere e archiviare per la Storia.
In esclusiva, pubblichiamo questo capitolo del libro capitale sulle “rivoluzioni” arabe e le conseguenze caotiche che ora misuriamo. Il titolo di questo libro collettivo è “Il volto nascosto delle rivoluzioni arabe” e il capitolo in questione s’intitola “ONG e reti sociali al cuore delle rivoluzioni arabe”. Mentre di venti cyber-collaborazionisti tunisini, l’unico nome citato è Salim Amamu, abbiamo però un altro nome della massima importanza, Alec Ross, giovane consulente di Hillary Clinton, passato al dipartimento della Difesa dal gennaio 2011 per guidare il suo esercito virtuale. Secondo la stessa confessione di Sami Ben Gharbia, in un articolo pubblicato nel settembre 2010, Alec Ross era suo amico e “grande capo”. Oltre ai famigerati cyber-collaborazionisti, tra i gruppi che parteciparono attivamente alla destabilizzazione della Tunisia, in particolare vanno inclusi “Anonymous”, “Wikileaks”, “Telecomix”, “Pirates” e “Nawaat”, che Sami Ben Gharbia ha co-fondato e che fu finanziato da Freedom House e Open Society Institute. Documento da leggere e archiviare per la Storia.
mercoledì 30 aprile 2014
Elezioni in Libia
Cloro 8 luglio 2013
Dopo che, dal marzo 2011, il popolo libico fu inaspettatamente aggredito dalle forze di coalizione della NATO nella conosciuta maniera secondo la quale un paese viene attaccato militarmente “per proteggerlo” e si fa piazza pulita della sua identità istituzionale, infrastrutturale e umana, la Libia, tuttora in preda ad una guerra sanguinosa, ha celebrato le elezioni.
Poichè con questo blog abbiamo seguito abbastanza da vicino le vicende libiche, ho fatto una piccola ricerca su facebook guidata da un amico . Mi sono aiutata, in mancanza di meglio, con le traduzioni di Bing , con i filmati di Russia TV e dell’agenzia reuter, per cercare di capire in quale clima e con quale stato d’animo quel popolo s’è assoggettato al volere dell’alleanza atlantica. />
Premesso che su facebook ci sono migliaia di gruppi in tutte le lingue dove si rimpiange e si esalta Gheddafi, l’impressione che se ne ricava è che , al di la di ogni credo politico, vi sia un clima di terrore e di sopraffazione generalizzato, piu’ rigido e crudele in alcune parti, piu’ mite in altre. E la pressione del CNT sulla Libia occupata s’è sentita soprattutto durante queste elezioni perchè era importante dare all’occidente un’immagine di “serenità” e di “accondiscendenza” dopo che da mesi che la guerra infuria, nessuno della Libia aveva piu’ parlato.
Dopo che, dal marzo 2011, il popolo libico fu inaspettatamente aggredito dalle forze di coalizione della NATO nella conosciuta maniera secondo la quale un paese viene attaccato militarmente “per proteggerlo” e si fa piazza pulita della sua identità istituzionale, infrastrutturale e umana, la Libia, tuttora in preda ad una guerra sanguinosa, ha celebrato le elezioni.
Poichè con questo blog abbiamo seguito abbastanza da vicino le vicende libiche, ho fatto una piccola ricerca su facebook guidata da un amico . Mi sono aiutata, in mancanza di meglio, con le traduzioni di Bing , con i filmati di Russia TV e dell’agenzia reuter, per cercare di capire in quale clima e con quale stato d’animo quel popolo s’è assoggettato al volere dell’alleanza atlantica. />
Premesso che su facebook ci sono migliaia di gruppi in tutte le lingue dove si rimpiange e si esalta Gheddafi, l’impressione che se ne ricava è che , al di la di ogni credo politico, vi sia un clima di terrore e di sopraffazione generalizzato, piu’ rigido e crudele in alcune parti, piu’ mite in altre. E la pressione del CNT sulla Libia occupata s’è sentita soprattutto durante queste elezioni perchè era importante dare all’occidente un’immagine di “serenità” e di “accondiscendenza” dopo che da mesi che la guerra infuria, nessuno della Libia aveva piu’ parlato.
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