Cos’hanno
in comune AfD (Alternativa per la Germania), Rodrigo Duterte, Mauricio
Macri, Narendra Modi, Barack Obama, Partito nazionale scozzese e Donald
Trump? Tutti hanno basato la loro campagna elettorale sui buoni consigli
di Mark Zuckerberg. Basandosi sul caso delle elezioni in India, Shelley
Kasli rivela come Facebook manipola i processi democratici.
Rete Voltaire
| Bangalore (India)
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Un recente articolo di Bloomberg ha rivelato come una cellula segreta di Facebook abbia permesso la creazione di un esercito di troll [1]
a favore di molti governi nel mondo, compresa l’India, sotto forma di
propaganda digitale finalizzata a manipolare le elezioni [2].
Sotto i riflettori, seguendo il ruolo che la sua compagnia Facebook
ha svolto come piattaforma di propaganda politica, il suo co-fondatore
Mark Zuckerberg ha risposto dichiarando che la sua missione è al di
sopra delle divisioni partigiane.Ma in realtà, Facebook non è solo uno spettatore politico. Quello che non dice è che la sua compagnia collabora attivamente con partiti e leader, anche chi usa la piattaforma per sedare l’opposizione, a volte con l’aiuto di molti troll che diffondono menzogne ed ideologie estremiste [3].
