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lunedì 16 dicembre 2019

Gli USA hanno fallito la loro strategia per destabilizzare il Libano

Di Elijah J. Magnier 12 dicembre 2019.
https://www.controinformazione.info/wp-content/uploads/2019/11/Libano-protestas-2.jpg
Per diverse settimane, gran parte della popolazione libanese ha attaccato i leader politici tradizionali e messo in discussione il sistema politico corrotto del paese. Coloro che hanno gestito il paese per decenni hanno fatto poche riforme, non hanno mantenuto le infrastrutture e hanno fatto poco o nulla per creare posti di lavoro al di fuori della loro cerchia di sostegno.
I manifestanti sono stati anche spinti in piazza dalle misure statunitensi, che hanno strangolato l’economia libanese, inclusi ostacoli per la maggioranza dei 7-8 milioni di espatriati libanesi nel trasferire denaro ai loro cari nel loro paese d’origine. L’amministrazione americana ha preso queste misure per cercare, invano, di mettere in ginocchio l’Iran e i suoi alleati.
Gli Stati Uniti sembrano credere che seminando il caos nei paesi in cui opera l’Asse della Resistenza, possa costringere l’Iran a cadere tra le braccia dell’amministrazione statunitense. Gli Stati Uniti vogliono piegare l’Iran e i suoi alleati e imporre le loro condizioni e la loro egemonia in Medio Oriente.

mercoledì 27 novembre 2019

L’europa tomba dei popoli

di Antonella Policastrese
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Non si placa il vento della protesta che sta scuotendo l’Europa della finanza e delle banche. Risulta sempre più chiaramente che da quando siamo entrati nell’euro, i popoli hanno perso la loro sovranità e qualsiasi decisione presa per scrollarsi di dosso il giogo della dittatura, finisce con un nulla di fatto. Austerità, tagli, rassicurazioni ai pochi che l’organismo centrale della BCE vigila e controlla sull’eurozona. Draghi è intervenuto nel parlamento europeo giovedì 12 novembre, affermando che in caso di bisogno il QE potrà essere prorogato anche  dopo settembre 2016,  e rassicura sullo stato delle banche greche che a suo dire non sono al collasso. Intanto in Grecia nel silenzio assordante dei media, c’è stato lo sciopero generale contro Tsipras per protestare contro l’austerità ed una Troika che continua a chiedere ancora sacrifici “lacrime e sangue” per i Greci spolpati vivi. Si continua a non voler capire che la gente comune è al tracollo ed anche nel parlamento europeo un esponente  irlandese ha ribattuto a Draghi che la BCE non è un vigile del fuoco capace di buttare acqua sul   fuoco di una crisi che si estende a macchia d’olio nei paesi dell’Eurozona.

lunedì 30 settembre 2019

Renzi a servizio del Bilderberg

di Alessandro Gallo

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Come avevamo saputo a proposito dell’ultima riunione del Bilderberg, e della decisione presa in tale sede di scoraggiare l’uso del denaro contante, al chiaro scopo di dare il potere alle banche e ai governi di controllare tutti i soldi dei cittadini, apprendiamo oggi che il Governo Renzi ha inserito una tragicomica leggina del tutto funzionale a tale programma: “multe per prelievi ingiustificati al Bancomat“:
Una scandalosa imposizione ai Popoli da parte di pochi eletti che…diciamolo pure chiaramente: si fabbricano il denaro come e quanto desiderano, liberi da antichi vincoli che possano mantenere un sostanziale equilibrio tra l’economia reale e quella finanziaria, ove il Capitale neoliberista domina e impone regole che prevaricano gli Ordinamenti democratici nazionali, e attraverso Debito e Moneta privano di Diritti Universali intere Popolazioni.

sabato 9 marzo 2019

Mai che l’Isis colpisca le banche e il potere, chissà perché

21/12/2016
«Ed è subito terrore. Ancora una volta. Secondo modalità che ritornano sempre invariate, sempre le stesse. Quasi come se si trattasse di un copione già scritto, un orrendo copione da mettere in scena a cadenza regolare». Dopo Parigi, Bruxelles e Nizza, è toccato a Berlino. Ma a chi serve, il terrorismo contemporaneo? Se lo domanda il filosofo Diego Fusaro. Che ha già la risposta: tutto quel sangue serve all’élite, per il suo dominio sul resto dell’umanità. Gli attentati, osserva Fusaro, si abbattono «sempre e solo sulle masse subalterne, precarizzate, sottopagate e supersfruttate», e mai «sui luoghi reali del potere occidentale», le banche, le centrali finanziarie: «I signori mondialisti non vengono mai nemmeno sfiorati». Le vittime dei terroristi sono le stesse dell’oligarchia, cioè «le masse schiavizzate, sottoproletarie, precarizzate e pauperizzate», che rappresentano il «nemico di classe», lettaralmente «bombardato» dal super-potere, attraverso «agenzie terze» che possono chiamarsi Al-Qaeda o Isis, dietro cui si intravede la regia di servizi segreti, pronti a guidare i killer e depistare regolarmente la polizia.
Diego FusaroIl terrorismo, scrive Fusaro sul “Fatto Quotidiano”, produce «un grandioso spostamento dello sguardo dalla contraddizione principale», cioè «il nesso di forza classista finanziarizzato». A reti unificate, continua il filosofo, «ci fanno credere che il nostro nemico sia l’Islam e non il terrorismo quotidiano del capitalismo finanziario (guerre imperialistiche, ecatombi di lavoratori, suicidi di piccoli imprenditori, popoli mandati in rovina)». Ci fanno credere che il nemico, «per il giovane disoccupato cristiano», sia «il giovane disoccupato islamico» e non già «il delocalizzatore, il magnate della finanza, l’apolide e sradicato signore del mondialismo che sta egualizzando il pianeta nella disuguaglianza del libero mercato». Per questa via, continua Fusaro, «il conflitto servo-signore è, ancora una volta, frammentato alla base: si ha l’ennesima guerra tra poveri, della quale a beneficiare sono coloro che poveri non sono», perché il terrorismo «frammenta il conflitto di classe e mette i servi in lotta tra loro (islamici vs cristiani, orientali vs occidentali)».

venerdì 25 gennaio 2019

Banche centrali: il patrimonio netto negativo e il paradosso dell’indipendenza

Luca Pezzotta 11 Aprile 2016 -

Banche centrali: l’opportunità di operare con patrimonio netto negativo crea ostacoli nelle manovre restrittive. Indipendenza a rischio.

Banche centrali: il patrimonio netto negativo e il paradosso dell'indipendenza 
 
Possibilità di operare con patrimonio netto negativo per le banche centrali: se non è un limite nel caso di manovre espansive, potrebbe diventarlo in caso di manovre restrittive.
Vediamo perché.
È uscito in questi giorni il documento n° 169 della BCE (aprile 2016) dal titolo “Profit distribution and loss coverage rules for central banks” che ha suscitato fermento, ed anche un certo scalpore, a causa della nota n°7 a pagina 14 che recita testualmente:
“Le banche centrali sono protette contro l’insolvenza a causa della loro capacità di creare denaro e possono perciò operare con patrimonio netto negativo”.
Pertanto, secondo il testo di questa nota, le banche centrali sarebbero protette dall’insolvenza grazie alla loro possibilità di emettere moneta che gli permetterebbe comunque di operare anche qualora avessero un patrimonio netto negativo.

giovedì 24 gennaio 2019

Così la Bce finanzia le multinazionali (e affossa le Pmi italiane)

Roma, 19 gen – Pinocchio ci insegnò a sue spese che l’albero degli zecchini d’oro non esiste. Ma è davvero così? Se la realtà supera la fantasia, è proprio questo il caso. E non si parla di qualche soldino, ma di centinaia di miliardi di euro. In una società dominata dal denaro, per trovare il Dio che la governa occorre seguire il denaro fino alla fonte: le banche centrali. Esse possono creare moneta senza alcun limite teorico, visto che la moneta che creano non è altro che una voce al passivo del bilancio espandibile anche con capitale negativo. Di conseguenza hanno poteri immensi, che spiegano gli incessanti tentativi di rendere indipendenti tali entità, dove per “indipendenti” possiamo intendere “fuori dal controllo statale” e quindi slegate dalla missione di servire la nazione, ponendosi invece al servizio dei più influenti operatori economici privati.

domenica 4 novembre 2018

La tirannide dei “ricchi competenti”

27 ottobre 2018
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di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)
I greci avevano due termini per indicare il governo dei competenti e il governo dei ricchi: chiamavano il primo ‘aristocrazia’, il secondo ‘oligarchia’.
La nostra società sconsolatamente borghese non distingue più. Scrive Sabino Cassese:
“Le banche centrali non possono avere istruzioni dai governi, né sottostare a loro direttive, i loro dirigenti non possono essere rimossi, le loro competenze sono esclusive, la loro indipendenza finanziaria e organizzativa è piena. Tutto questo per sottrarre la politica monetaria alle influenze dei governi, per assicurare la stabilità dei prezzi e il controllo indipendente dei tassi di interesse”.
Tutto questo, scrive il giurista, per evitare la tirannide della maggioranza.

giovedì 27 settembre 2018

Sankara: basta rapinare l’Africa, col debito. E lo uccisero

10/9/2017.
Noi pensiamo che il debito si analizzi prima di tutto dalla sua origine. Le origini del debito risalgono alle origini del colonialismo. Quelli che ci hanno prestato denaro sono gli stessi che ci avevano colonizzato. Sono gli stessi che gestivano i nostri Stati e le nostre economie. Sono i colonizzatori che indebitavano l’Africa con i finanziatori internazionali, che erano i loro fratelli e cugini. Noi non c’entravamo niente con questo debito. Quindi non possiamo pagarlo. Il debito è ancora il neocolonialismo, con i colonizzatori trasformati in assistenti tecnici – anzi, dovremmo invece dire “assassini tecnici”. Sono loro che ci hanno proposto dei canali di finanziamento, dei “finanziatori”. Un termine che si usa ogni giorno, come se ci fossero degli uomini che solo “sbadigliando” possono creare lo sviluppo degli altri. Questi finanziatori ci sono stati consigliati, raccomandati. Ci hanno presentato dei dossier e dei movimenti finanziari allettanti. Noi ci siamo indebitati per cinquant’anni, sessant’anni e più. Cioè siamo stati portati a compromettere i nostri popoli per cinquant’anni e più.
Thomas SankaraIl debito nella sua forma attuale, controllata e dominata dall’imperialismo, è una riconquista dell’Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee. In modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cioè schiavo tout court, di quelli che hanno avuto l’opportunità, l’intelligenza, la furbizia, di investire da noi con l’obbligo di rimborso. Ci dicono di rimborsare il debito.

mercoledì 26 settembre 2018

idee LIBRE friends LIBRE news Recensioni segnalazioni Francia cannibale, si mangia l’Africa: il bilancio dell’orrore

10/8/2018.Sapevate che molti paesi africani continuano a pagare una tassa coloniale alla Francia dalla loro indipendenza fino ad oggi? Quando Sékou Touré della Guinea decise nel 1958 di uscire dall’impero coloniale francese, e optò per l’indipendenza del paese, l’élite coloniale francese a Parigi andò su tutte le furie e, con uno storico gesto, l’amministrazione francese della Guinea distrusse qualsiasi cosa che nel paese rappresentasse quelli che definivano i vantaggi della colonizzazione francese. Tremila francesi lasciarono il paese, prendendo tutte le proprietà e distruggendo qualsiasi cosa che non si muovesse: scuole, ambulatori, immobili dell’amministrazione pubblica furono distrutti; macchine, libri, strumenti degli istituti di ricerca, trattori furono sabotati; i cavalli e le mucche nelle fattorie furono uccisi, e le derrate alimentari nei magazzini furono bruciate o avvelenate. L’obiettivo di questo gesto indegno era quello di mandare un messaggio chiaro a tutte le altre colonie: il costo di rigettare la Francia sarebbe stato molto alto. Lentamente la paura serpeggiò tra le élite africane e nessuno, dopo gli eventi della Guinea, trovò mai il coraggio di seguire l’esempio di Sékou Touré, il cui slogan fu “Preferiamo la libertà in povertà all’opulenza nella schiavitù”.
Sékou Touré, primo presidente della Guinea indipendenteSylvanus Olympio, il primo presidente della Repubblica del Togo, un piccolo paese in Africa occidentale, trovò una soluzione a metà strada con i francesi. Non voleva che il suo paese continuasse ad essere un dominio francese, perciò rifiutò di siglare il patto di continuazione della colonizzazione proposto da de Gaulle, tuttavia si accordò per pagare un debito annuale alla Francia per i cosiddetti benefici ottenuti dal Togo grazie alla colonizzazione francese. Era l’unica condizione affinché i francesi non distruggessero tutto prima di lasciare il paese.

domenica 23 settembre 2018

Davide Serra: ecco chi è il finanziere che vuol resuscitare Matteo Renzi

Roma, 16 set –  Davide Serra ha fondato un nuovo think tank: l’Algebris Policy & Research Forum. Il nome si inspira chiaramente alla sua società di gestione di risparmio (Algebris).  Lo scopo, come si legge sul sito ufficiale, è quello “di promuovere e incoraggiare un’economia forte ed equilibrata in Europa, sulla base di un solido sistema finanziario supportato da un ambiente regolamentare e fiscale trasparente a beneficio delle società nel loro insieme, condividendo le conoscenze e la ricerca di esperti con il pubblico, enti governativi e non governativi”. Con Serra gli europei saranno in una botte di ferro.
 
Scorrendo la home del sito accanto alla foto di Davide Serra (fondatore e numero uno del gruppo) non si può fare a meno di notare il ritratto del nostro ex premier Matteo Renzi. Il senatore fiorentino sarà uno degli advisor di punta. Una scelta che dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, l’assoggettamento della politica alle ragioni della finanza.

lunedì 13 agosto 2018

Hitler fu finanziato da Federal Reserve e Banca d’Inghilterra

1 giugno 2017

Hitler
Ru-polit – Fort Russ 14 maggio 2016
Più di 70 anni fa iniziò il peggior massacro della storia. La recente risoluzione dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE equipara il ruolo di Unione Sovietica e Germania nazista allo scoppio della Seconda guerra mondiale, salvo il fatto che abbia per scopo estorcere soldi dalla Russia per via di certe economie fallite, è volta a demonizzare la Russia successore dell’URSS e preparare il terreno giuridico per la privazione del diritto di pronunciarsi contro la revisione dei risultati della guerra. Ma se ci affidiamo al problema della responsabilità della guerra, va prima risposto alla domanda chiave: chi aiutò i nazisti ad andare al potere? Chi li spinse verso la catastrofe mondiale? La storia della Germania prima della guerra dimostra che politiche “necessarie” furono dettate dalle turbolenze finanziarie, in cui, all’epoca, il mondo era immerso.
Le istituzioni finanziarie centrali di Gran Bretagna e Stati Uniti, Banca d’Inghilterra e Sistema della riserva federale (FRS), e le organizzazioni finanziarie e industriali associate definirono le strutture fondamentali che decisero la strategia post-bellica dell’occidente.

giovedì 2 agosto 2018

Signoraggio: In TV, dire la verità è un atto rivoluzionario




Non finirò mai di ringraziare Vito Monaco per essere l’unico Giornalista in Italia, caso più unico che raro, che ha il coraggio di ospitarmi nelle sue trasmissioni televisive.

Quando mi ha chiamato per partecipare alla sua trasmissione del 22 giugno 2018, mi ha avvertito però subito, quasi scusandosi, che ci sarebbero stati anche dei fautori dell’Euro con i quali avrei dovuto confrontarmi, in una discussione che si preannunciava molto “accesa”.
Mi sono trovato davanti due esemplari in via di estinzione, una nostalgica PD ed un convinto “Più Europa”. Devo subito dire che la discussione “Euro sì o Euro no” non mi appassiona, anzi la ritengo fuorviante, perchè concentra la discussione su un aspetto secondario del problema.I nostri problemi non sono necessariamente legati all’Unione Europea ed alla moneta Euro, ma sono la diretta conseguenza di sistema della moneta creata solo con il prestito e gli interessi, rendendoci completamente schiavi del debito. Perchè il debito e le disuguaglianze aumentano in tutti i paesi del mondo, anche in quelli che non hanno adottato l’euro, a vantaggio dell’aristocrazia finanziaria costituita dall’1% della popolazione più ricca?
Il problema non è l’euro ma la spirale perversa del debito, che se vogliamo davvero affrontare e risolvere, dobbiamo prima comprendere come si genera e come può essere cancellato dalla nostra vita.
Oggi essere rivoluzionari in televisione, significa raccontare la pura e semplice verità, come ho cercato di fare nei miei interventi nella trasmissione Notizie Oggi Lineasera condotta da Vito Monaco su Canale Italia 53, nella puntata del 22 giugno 2018 dal titolo “Debito Pubblico: diamoci un taglio”:

sabato 16 giugno 2018

Il Papa con le Sette Sorelle. E manda Parolin al Bilderberg

7/6/2018
Papa Francesco
Papa Francesco spedisce a Torino alla riunione del Bilderberg il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano, mentre – negli stessi giorni, il 6-7 giugno – promuove a Roma un inedito summit con le Sette Sorelle e alcuni super-boss della finanza globale, come Larry Fink del fondo BlackRock. Maurizio Blondet lo definisce «improvviso interesse della centrali globaliste per l’Italia». La notizia: rispondono all’appello del pontefice i capi supremi delle multinazionali del greggio, insieme alle loro finanziarie ausiliarie transnazionali. L’incontro è ovviamente a porte chiuse, come quello quello del Bilderberg, al quale sono invitati Lilli Gruber, Lucio Caracciolo di “Limes” e l’economista Alberto Alesina di Harvard, insieme ad Elena Cattaneo dell’ateneo milanese, Vittorio Colao di Vodafone, Mariana Mazzuccato dell’University College di Londra e il solito John Elkann. Ma l’incontro tra Francesco e i petrolieri? Come mai il Papa delle periferie e dell’accoglienza verso i migranti «si riunisce in privato coi più potenti capitalisti e miliardari globalisti, ossia attivi promotori delle feroci iniquità del capitalismo terminale? “Chiedetelo a loro”, vien voglia di dire, parafrasando lo slogan dell’8 per Mille», scrive Blondet sul suo blog, interpretando come un pretesto il tema dichiarato del vertice: l’emergenza climatica, dopo il ritiro di Trump dagli accordi sulle emissioni climalteranti.

sabato 27 gennaio 2018

Borsa nera, come in guerra, dopo l’abolizione del contante

22/1/2018

In un paper pubblicato lo scorso marzo, Alexei Kireyev del Fondo Monetario Internazionale consiglia di abolire il denaro contante senza informare i cittadini. Inizialmente bisognerebbe ritirare dalla circolazione le banconote di grosso taglio, quindi devono essere imposti i limiti sulle transazioni in contanti, poi il sistema finanziario mondiale deve essere informatizzato e messe sotto controllo le transazioni internazionali in contanti e, infine, le imprese private devono essere incoraggiate ad evitare operazioni in contanti. Kireyev si basa sulle idee dell’ex capo del Fmi Kenneth Rogoff. Nel suo libro del 2016 “The Curse of Money”, raccomanda l’abolizione del contante, perché, a suo parere, ciò contribuirebbe alla lotta contro la criminalità, l’evasione fiscale e la riduzione del settore sommerso. La Bce lo ha subito sostenuto e ha promesso di non stampare la banconota da 500 euro dopo il 2018. Il governo dell’India ha fatto la stessa cosa: nel novembre 2016 ha inaspettatamente messo fuori corso, da un giorno all’altro, tutte le banconote da 500 e 1000 rupie – un bel colpo contro l’economia in nero e la corruzione! Il giorno seguente, sulle strade dell’India regnava il caos – folle di persone davanti a banche, sportelli bancomat vuoti – tutti volevano ritirare i propri soldi, scambiare le vecchie rupie con quelle nuove e valide, e ci sono state anche delle vittime.
Alexei KireyevGli altri governi hanno subito seguito con entusiasmo le idee dei grandi guru dell’economia, senza curarsi di ciò che stava accadendo nelle strade indiane: l’Australia vuole ritirare dalla circolazione le sue banconote da 100, e il Venezuela ha già abolito la banconota da 100 bolivar. Francia, Italia, Spagna e Grecia hanno già dei limiti massimi per i prelievi di contante e in Germania è attualmente in discussione un tetto di Eur 5000. In alcuni paesi, l’abolizione del contante sta diventando un mezzo di lotta politica. In Polonia, il primo ministro Mateusz Morawiecki ha introdotto i pagamenti cashless al servizio postale pubblico.

domenica 7 gennaio 2018

L’Italia non ha nessun Debito Pubblico, anzi è in credito di oltre 1000 miliardi di euro!



Facendo due conti molto semplici, potremmo accorgerci di un’anomalia piuttosto bizzarra nel computo del famigerato debito pubblico italiano.

La cosa richiede una certa concentrazione e la ferrea volontà di capire a fondo cosa diavolo sia questo ”debito”, che tutti abbiamo sul groppone, che nessuno di noi ha mai contratto, ma che dobbiamo, per misteriosi motivi, ripagare interamente con le nostre tasche e con il nostro lavoro.
Il debito pubblico non è una cosa da poco, in quanto è la causa principale del costante aumento della pressione fiscale nel nostro Paese. Persino nel 2014, anno della ”finta ripresina” con i bluff economici del governo Renzi, le tasse sono aumentate comunque dello 0,2%, arrivando alla soglia record imbattuta del 44%, senza contare le tasse indirette come l’IVA, le accise sui carburanti o le imposte sui beni come il bollo auto, l’IMU, il canone RAI ecc… che fanno schizzare il totale dei balzelli da pagare allo Stato a ben oltre il 68% del proprio guadagno!
Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire cos’è il debito pubblico e perché aumenta sempre. Come funziona, economicamente parlando, una Nazione o un Gruppo di Nazioni?
Immagina, per semplicità, che una Nazione sia rappresentabile come una piramide divisa in tre fasce: la punta, in alto, è il Governo. La fascia centrale sono gli ”statali”, ovvero tutti quei soggetti che vengono pagati direttamente dal Governo, mentre la terza fascia (la base della piramide) sono i privati cittadini, le aziende private, i negozi, i commercianti ecc…

mercoledì 29 novembre 2017

Ma che bello, la Svezia ha abolito il contante!

Oggi è passata per almeno tre volte nei telegiornali la notizia che la Svezia ha praticamente abolito il contante. Anche il Corriere ha rilanciato la stessa notizia.
In tutti i servizi l'accento viene messo soprattutto sull'aspetto innovativo di questa "rivoluzione" telematica. Si vuole cioè sottolineare l'aspetto positivo di questo cambiamento. Addirittura, nei servizi dei TG vengono mostrati i negozi svedesi che espongono con orgoglio i cartelli con la scritta "cash free", come se il contante fosse un male da cui ci si è finalmente liberati, da mettere alla pari con una malattia o con l'inquinamento.

mercoledì 3 maggio 2017

FMI: “Come abolire il contante contro la volontà popolare”

Un paper firmato da un’analista del Fondo Monetario Internazionale ha messo in luce gli effetti macroeconomici dell’abolizione del contante nell’economia

Abolizione del contante e tracciabilità di tutti i pagamenti: ci risiamo. Le spinte in questo senso sono aumentate vertiginosamente negli ultimi mesi. Se da un lato la tracciabilità completa sarebbe un’arma letale nei confronti dell’evasione fiscale, dall’altro va affrontata la ritrosia della maggioranza di contribuenti e cittadini, che spesso preferisce l’utilizzo del denaro fisico: vuoi per ragioni di privacy, vuoi per la percezione più chiara delle spese effettuate in rapporto a quanto resta in tasca.

lunedì 3 aprile 2017

Chi controlla Bitcoin?


di Daniel Krawisz


Una preoccupazione comune e comprensibile su Bitcoin, è che potrebbe essere danneggiato a livello di protocollo per servire interessi particolari piuttosto che le masse. Ad esempio, potrebbero essere adottate caratteristiche che potrebbero rendere Bitcoin molto meno anonimo o che lo trasformerebbero in un sistema centralizzato. Si teme la presenza di qualcuno che possa influenzare lo sviluppo degli aggiornamenti e bloccarli. Chiunque potrebbe creare fork in Bitcoin, ma supponiamo che ci sia un aggiornamento proposto da alcune persone influenti -- gli sviluppatori principali -- e supponiamo che creino una hard fork nel protocollo Bitcoin. Gli sviluppatori principali potrebbero dire che si tratta una buona idea, ma forse sono stati pagati dalla NSA. La domanda a cui risponderò qui è se e come possa essere impedito a tale aggiornamento di diventare standardizzato. Chi controlla Bitcoin?

martedì 14 marzo 2017

Prima la guerra al contante, poi la guerra all'oro


di James Rickards


Le élite globali stanno utilizzando i tassi d'interesse negativi e l'inflazione per sottrarre il vostro denaro. L'idea dietro la guerra al contante è quella di convogliare i risparmiatori nei conti bancari digitali in modo che il denaro possa essere sottratto loro sotto forma di tassi d'interesse negativi.

Un modo per evitare i tassi d'interesse negativi è quello di detenere contanti. Non si può imporre i tassi d'interesse negativi sui contanti.

Al fine d'impedire alle persone d'utilizzare questa opzione, le élite hanno dichiarato guerra al contante, come hanno confermato gli eventi recenti. La guerra al contante è una vecchia storia, ma si sta diffondendo rapidamente...

La decisione dell'India di bandire le banconote da 1,000 e 500 rupie sta avendo effetti a catena devastanti per l'economia indiana e per il mercato dell'oro.

giovedì 23 febbraio 2017

I Mezzi di Comunicazione in mano all’elite mondialista – Dr. William Pierce


Per giovare al nostro piano mondiale, che si avvicina al termine desiderato, dobbiamo impressionare i Governi dei Gentili mediante la cosiddetta Pubblica opinione, che in realtà viene dovunque preparata da noi per mezzo di quel massimo fra i poteri che è la stampa, la quale, fatte insignificanti eccezioni di cui non è caso di tenere conto, è completamente nelle nostre mani. In breve: per dimostrare che tutti i Governi dei Gentili sono nostri schiavi, faremo vedere il nostro potere ad uno di essi per mezzo di atti di violenza, vale a dire, con un regno di terrore, e qualora tutti i governi insorgessero contro di noi, la nostra risposta sarà data dai cannoni americani, cinesi e giapponesi.
Protocollo VII tratto da: I “PROTOCOLLI” dei Savi Anziani di Sion.
Distruggere i media del regime usurocratico, è un obbiettivo primario per tutti coloro che stanno intraprendendo la grande battaglia del nostro tempo.
La morsa velenifera dei loro media si sta esaurendo; sempre più  gente comincia a capire che l’informazione mainstream è falsa, completamente manipolatoria, completamente corrotta e con lo scopo di distruggere e avvelenare la mente dei nostri giovani, per non trovare resistenza al compimento del loro progetto di dominio dell’Europa e del mondo intero.

Questi vili criminali dell’informazione dovranno rispondere di reati contro l’umanità intera che non sono neanche elencabili in migliaia di pagine.