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giovedì 7 dicembre 2017

La mafia dietro il traffico di migranti dalla Tunisia? Il racconto dello scafista

25 novembre 2017, Valentina Petrini.
La mafia dietro il traffico di migranti dalla Tunisia? Il racconto dello scafista

Nell’ultima inchiesta per Nemo-Nessuno Escluso firmata con David Chierchini e Matteo Keffer, ho scoperto questo. Seguitemi!
Totò è un intermediario: la prima persona che bisogna cercare per organizzare il viaggio dalla Tunisia all’Italia. Sulla piazza non c’è solo lui: nel suo quartiere (periferia di Tunisi) ci sono altri quattro intermediari. Ce ne sono tanti sparsi per la città, non si conoscono tra di loro: “Ognuno fa i cazzi suoi, con i marinai suoi… anche perché quando qualcuno muore ce li hai sulla coscienza”.

mercoledì 6 dicembre 2017

Esperto: dalla Libia andrebbero evacuati tutti i migranti, non solo i clandestini

1/12/2017


All'ultimo summit afro-europeo, tenutosi ad Abidjan il 29 novembre, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'immediata evacuazione dei migranti clandestini che si trovano in Libia e l’adozione parallelamente di misure contro i trafficanti di esseri umani.
Tuttavia non è chiaro chi sarà evacuati, in che modo, e dove finiranno i migranti clandestini.
"C'è un piano. Secondo alcuni, si tratta di circa 17.000 persone che vivono nei campi in Libia, dove vengono trattati come schiavi. Ma non solo loro. Questo vale per l'intero flusso di rifugiati", ha detto a Sputnik Félix Tchicaya, africanista e politologo presso l'Istituto per la prevenzione e la sicurezza in Europa (IPSE):

martedì 5 dicembre 2017

CAOS LIBIA: Il piano di Macron, usare i migranti e l'Onu contro l'Italia


Emmanuel Macron (LaPresse) 
Emmanuel Macron (LaPresse)

Non è la prima volta che il ministro dell'Interno Marco Minniti lancia questo allarme, come ha fatto ancora pochi giorni fa: l'arrivo in Italia e in Europa di foreign fighters attraverso la Libia mischiandosi tra le ondate di migranti. Il fatto che lo abbia sottolineato ancora dimostra che il pericolo c'è ed è un rischio reale. Come dice a ilsussidiario.net l'inviato di guerra de Il Giornale, Gian Micalessin, Minniti parla perché è al corrente "di informative precise da parte dei servizi segreti". "Foreign fighters di ritorno da Mosul e Raqqa" spiega ancora Micalessin "si dirigono sicuramente in Libia dove l'Isis è stato sconfitto ma non debellato ed è la strada più sicura per entrare in Europa, passando dall'Italia". Le prediche di Macron sull'intenzione di "salvare le persone intrappolate in Libia per risolvere la compravendita di schiavi", invece, "fanno parte del suo dichiarato tentativo di imporre la leadership della Francia sulla Libia ai danni dell'Italia". Un quadro oscuro e complesso, conclude, "in cui non si sa chi fa la guerra a chi".

lunedì 4 dicembre 2017

PERCHE’ SOROS HA SPOSTATO 18 MILIARDI DI DOLLARI AI SUOI “FONDI BENEFICI? , PER ORGANIZZARE LA PIU’ GRANDE ELUSIONE FISCALE DELLA STORIA (come tnti altri prima di lui)

Novembre 28, 2017 posted by


Per chi lo avesse notato, alcune settimane fa è stata pubblicata la notizia secondo la quale George Soros, il discusso magnate finanziario americano avrebbe donato 18 miliardi alle onlus da lui fondate.
Si tratta di vera generosità ? Come correttamente informa Zerohedge si tratta comunque di una attività molto lucrativa. Prima di tutti ricordiamo che i trasferimenti sono stati fatti a quelle che si chiamano “Personal Charity”, quindi una fondazione personale che risponde direttamente a lui, ai suoi ordini.  Questo denaro quindi verrà ad essere gestito direttamente da lui, ma con il vantaggio di essere assolutamente esentasse.
Oltre a questo vantaggio colossale si uniscono poi dei privilegi personali: il 20% di quanto donato potrà essere detratto dalle dichiarazione dei redditi per 5 anni, per cui i risparmi fiscali anche personali di Soros saranno incredibilmente sostanziosi.

domenica 3 dicembre 2017

Israele è responsabile della morte di centinaia di migranti


Il regime di Vichy non uccise gli ebrei, si “accontentò” di consegnarli ai loro carnefici tedeschi; Israele non uccide i richiedenti asilo, li manda a morte a centinaia, con la complicità attiva di Ruanda ed Uganda, rivela una lunga indagine del quotidiano Haaretz. Il sistema sviluppato dai leader dei tre Paesi per liberare Israele dai migranti privi di documenti, in particolare quelli che fuggono dalla dittatura in Eritrea, credendo di trovare la salvezza nella “Terra Promessa”, è intelligente. Innanzitutto, Israele ha adottato una legislazione che le consente di mantenere indefinitamente in detenzione i richiedenti asilo arrestati durante i raid di massa, come il sistema di detenzione amministrativa imposto a centinaia di palestinesi in modo permanente. Ma poi c’è il problema di rimandare questi sfortunati non nel loro Paese di origine, ma su una cosiddetta base “volontaria” in un altro Paese ospitante: questo è il contributo di Ruanda ed Uganda. Israele paga così 5000 dollari a questi due Paesi per ogni immigrato espulso “volontariamente”.

sabato 2 dicembre 2017

Libia: non solo petrolio e gas da depredare. La presunta tratta di schiavi copre altro?


(di Andrea Cucco)


23/11/17 

Sulle macerie delle istituzioni libiche si stanno abbattendo diverse campagne mediatiche. Da vecchi e rodati lettori di Difesa Online, concorderete che nemmeno quattro manifestanti con una bandiera o un cartello si attivano “spontaneamente”...
L'ultimo caso che sta interessando da giorni la Libia riguarda una presunta "tratta di schiavi": un commercio inaccettabile per qualsiasi essere umano.
Sull'attendibilità e fondatezza del caso alcuni lettori d'oltremare hanno già sollevato dubbi e perplessità (leggi la lettera a Difesa Online).
Ma a cosa mai potrebbe portare un attacco sul piano umanitario in un Paese già devastato, un failed state?

venerdì 1 dicembre 2017

ITALIA PARALIZZATA DAGLI INCOMPETENTI

23 novembre 2017,
di Francesca Romana Fantetti

E’ strategicamente e diplomaticamente da ammirare, e fare tesoro, ciò che sta accadendo davanti ai nostri occhi, cioè la nuova Yalta per il Medio Oriente. Si sta portando a “soluzione” il problema siriano e terroristico ad opera della Russia e dei suoi alleati, stante l’accordo e la fiducia di Trump in Putin. La storia non si fa con i “se” né con i “ma”, ma il conflitto siriano, iniziato nel 2011, ha rischiato drammaticamente di divenire il gorgo all’interno del quale coinvolgere anche noi e scomparire.
Se alla Presidenza degli Stati Uniti si fosse malauguratamente imposta Hillary Clinton, sarebbe continuata la tragica cieca allucinazione di Barack Obama che ha sostenuto, e non poteva non sapere, i gruppi ribelli ingrossanti le fila dei jihadisti. Differentemente, grazie agli americani che ringraziamo e che hanno scelto Donald Trump, il disastro siriano è ormai alla fase finale con effetti grandemente positivi anche in nostro favore. Fine delle bandiere nere in Siria e in Iraq. I soldati del partito di Allah torneranno in Libano, togliendo in tal modo ogni possibilità, per i sauditi, di accusare il movimento sciita di interferire con gli affari degli Stati della regione. Grazie alla Russia. Grazie a Trump.