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sabato 31 maggio 2014

Video: Il capo della falsa rivoluzione libica ammette che Gheddafi non uccise i manifestanti

23 maggio 2014
L’America e la NATO hanno distrutto il secolarismo e la laicità in Libia e hanno portato gli estremisti islamici al potere. Oltre a questo, hanno commesso molti crimini tra cui il massacro di migliaia di libici neri durante le fasi immediate alla distruzione del regime di Gheddafi.

Descrizione del video.
Mustafa Abdul Jalil, capo del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi nel 2011, ammette:

Gheddafi non ha ordinato la sparatoria che ha iniziato la falsa rivoluzione in Libia. Ora, dopo la distruzione della Libia, Jalil ammette al mondo sul canale libico Channel One che i manifestanti che sono stati uccisi a Bengasi e che hanno causato l’intervento congiunto ONU-NATO, per attaccare la Libia, sono stati uccisi da un gruppo di spie e mercenari che non erano libici. Egli ammette che sapeva già la verità al momento in cui accaddero questi eventi, ma che tutto fu fatto per abbattere il governo libico e distruggere il paese. Egli ammette che era stato informato in anticipo riguardo cosa sarebbe successo e che il popolo libico non ha riconosciuto i manifestanti morti perché indossavano abiti civili e non c’era nessuno per i loro funerali poichè non avevano parenti o amici in Libia . Come abbiamo detto sin dal febbraio 2011, la cosiddetta rivoluzione in Libia è stata un’operazione così detta ”falsa bandiera” (False Flag).

venerdì 30 maggio 2014

Miliziani di Misurata confluiscono a Tripoli

Posted: 2014-05-22
From: Mathaba
Il governo di occupazione della Libya ha chiesto aiuto ai terroristi di Misurata contro le truppe di Haftar.

Colonne di miliziani del Central Libya Shield stanno confluendo nella capitale Tripoli.

Dopo qualche giorno di attesa alla fine gli estremisti di Misurata stanno correndo in aiuto del governo di occupazione libico.

Siamo con molta probabilità alla vigilia della guerra civile tra gli occupanti della Libya, una guerra tra criminali, una guerra tra traditori del popolo libico.

Da una parte ci sono gli estremisti di Ansar al Sharia, Muslim Brotherhood, Al Qaeda, miliziani di Misurata e la maggioranza del governo fantoccio di Tripoli. Dall'altra parte ci sono miliziani di Zintan, paramilitari del Libyan National Army di Haftar, parte della Marina e Aereonautica militare e i federalisti della Cirenaica.

Dopo che la NATO ha regalato la Libya agli estremisti ora ha lanciato la seconda fase della colonizzazione: instaurare un uomo della CIA e storico traditore del popolo libico al potere per avere un accesso piú facile al petrolio libico.

La maggioranza del popolo libico non é schierata con nessuna delle due fazioni, i libici non vogliono ne i vecchi fantocci della NATO ne i nuovi capitanati dall' "americano" Haftar, i libici vogliono il ritorno della democrazia diretta, le tribú della Libia vogliono il ritorno della Jamahiriya.

Sono giorni di attesa, i colonizzatori della Libya si stanno avventurando in una guerra fraticida che gli annienterà, presto la Resistenza Verde libererà il Paese dagli invasori.
dr
Fonte: : www.mathaba.net/news/?x=634034

giovedì 29 maggio 2014

Battaglia a Tripoli

Posted: 2014-05-18
From: Mathaba
Duri scontri nella capitale libica, attaccato il Congresso, colpi di armi pesanti rimbombano tra le vie della città


L'operazione ''Dignity of Libya'' comandata dall'ex Generale Haftar ha raggiunto oggi la capitale libica Tripoli.

Nella città c'é il caos piú totale, colpi di armi pesanti echeggiano in vari punti della capitale, dalla sede del Congresso Nazionale si alza una colonna di fumo.

mercoledì 28 maggio 2014

Operazione Dignity of Libya: sale il bilancio delle vittime

Posted: 2014-05-18
From: Mathaba

Continua l'operazione dei militari fedeli all'ex Generale Haftar nella zona di Benghazi

Continua l'operazione Dignity of Libya nella città di Benghazi, seconda città della Libia.

Il bilancio degli scontri sale a 79 morti e circa 150 feriti. Interi quartieri del capoluogo cirenaico sono stati evacuati dalla cittadinanza, soprattutto la parte occidentale dove si trovano le sedi delle brigate salafiste.

martedì 27 maggio 2014

"Yankee Stay Home!" L'Algeria rifiuta agli Usa una base militare sul suo territorio!!

La Repubblica Algerina ha rispedito al mittente con esito negativo la richiesta americana di stabilire una base militare sul suo territorio, nell'ambito della strategia yankee di infiltrazione del Continente Nero e di provocazione continua tramite gruppi islamici estremisti creati, riforniti e manipolati dalla CIA (vedi Boko Haram in Nigeria et simili...).

Il governo Usa ha creato il suo 'Comando Africano' nel 2008 e ha pensato bene di insediarlo sul territorio italiano nella base vicentina di Dal Molin; nonostante le enormi manifestazioni di protesta della popolazione locale, col beneplacito di ogni esecutivo di "centrodestrasinistra".

lunedì 26 maggio 2014

LIBIA, MATTANZA DI PROFUGHI NEI LAGER E NEL DESERTO

Di Emilio Drudi– 16 maggio 2014

Ancora migranti morti, inghiottiti dal Mediterraneo. Uomini, donne e bambini spariti in mare, senza una tomba e, assai spesso, senza nemmeno un nome. Sembra di rivivere le tragedie di Lampedusa e di Malta dell’ottobre scorso. Sono almeno 70 le vittime degli ultimi naufragi di barconi carichi di disperati: una cinquantina nelle acque libiche l’undici maggio e 17 a cento miglia a sud di Lampedusa il giorno dopo. Oltre a circa 200 dispersi, per i quali si è persa ormai ogni speranza. Ma sulla terraferma, in Libia, per i profughi forse va anche peggio. La vita non conta nulla: può dipendere dal capriccio di un miliziano fanatico o di un militare ubriaco. Da una crudeltà gratuita o da un gioco perverso. Come è accaduto nel centro di detenzione situato nei sobborghi di Gharyan, una città del distretto di Jabal al Garbi, nel nord ovest, famosa per la resistenza contro gli italiani nel 1911 e per la battaglia tra i ribelli e l’esercito di Gheddafi durante la rivoluzione del 2011. E’ uno dei campi profughi maggiori del paese, con più di 450 prigionieri: 400 eritrei, 30 provenienti da vari paesi dell’Africa Occidentale, 10 etiopi, 2 somali e una quindicina di sudanesi. Dipende formalmente dal ministero degli Interni e, nei documenti ufficiali, è definito “sicuro”. Altroché sicuro, però. Qualche notte fa è diventato un girone dantesco. Con i detenuti terrorizzati, in balia dei miliziani di guardia che sparavano all’impazzata nel mucchio. Per ore.

domenica 25 maggio 2014

Mare Nero …. in Libia

12 maggio 2014 mcc43
Venti? Quaranta? Di più? Quanti sono gli ultimi martiri dell’emigrazione svaniti nel mare della Libia? Il barcone era salpato martedì 7 aprile, ma poco oltre le due miglia marine il fondo è collassato causando il capovolgimento dello scafo, cinquantadue le persone tratte in salvo e dicono: “a bordo eravamo centotrenta“. Oggi un altro barcone: le navi italiane hanno salvato duecento migranti che dicono “eravamo quattrocento”.
Umanità stipata sulla carretta di un viaggio della disperazione – che preferiamo definire della speranza – a un prezzo che era tutto quanto la famiglia, talvolta il villaggio, aveva potuto mettere insieme. Migliaia di dollari, certamente, immolati alla voracità dei trafficanti di vite che mandano a morire per naufragio o per tutto quello che il viaggio comporta. Il Mediterraneo è ormai una grande tomba.