- Valentin Vasilescu - Réseau International -
15 luglio 2013
Parliamo sempre dell’imminente scoppio della terza Guerra mondiale, derivante da focolai latenti in Medio Oriente ed Estremo Oriente. Ma nessuno spiega chi li crea, a vantaggio di cosa e soprattutto come appaiono? E’ necessaria una breve introduzione alla geopolitica per capire le cause dei cambiamenti nell’evoluzione umana che abbiamo menzionato nell’ultimo articolo. Nel 1904, Halford John Mackinder pubblicò per la Royal Geographical Society il concetto geostrategico chiamato teoria dell’Heartland, preso e adattato, dopo la seconda guerra mondiale, dagli Stati Uniti. Questa dottrina è ora la base della politica estera degli Stati Uniti e porta con sé i germi della continua aggressione militare in tutto il mondo. Secondo la teoria di Mackinder, la superficie della Terra è suddivisa come segue:
1. La culla della Civiltà (Isola-Mondo) considerata la principale struttura geografica che comprende tre continenti collegati tra loro: Europa, Africa e Asia. E’ l’area più grande, più popolosa, più ricca di risorse e assai accessibile via terra.
In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità. Guerra alla libia: 100000 morti, 240000 persone ancora cercate, 78000 dispersi. 10300 donne violentate, 350000 rifugiati.
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giovedì 29 agosto 2013
Come capire i profondi cambiamenti geopolitici mondiali
mercoledì 28 agosto 2013
I respingimenti tra Italia, Libia e Malta
- Fulvio Vassallo - 15 luglio 2013
Proprio all`indomani della visita del Papa a Lampedusa, il governo maltese aveva programmato un volo di Air Malta per respingere a Tripoli in Libia 102 migranti somali ed eritrei arrivati nell`isola nei giorni precedenti. I volontari di alcune NGO, che si erano subito rivolte alla Corte Europea dei diritti dell`Uomo ed alla Commissione Europea, si erano schierati di fronte alla centrale di polizia di Floriana dalla quale dovevano partire gli autobus carichi di migranti da respingere verso l`aeroporto. Come avviene anche in molti centri di prima accoglienza in Italia, ad esempio a Pozzallo (Ragusa) ed a Porto Empedocle (Agrigento), queste associazioni non avevano avuto modo di incontrare i migranti per informarli sui loro diritti, incluso il diritto di chiedere asilo.
Proprio all`indomani della visita del Papa a Lampedusa, il governo maltese aveva programmato un volo di Air Malta per respingere a Tripoli in Libia 102 migranti somali ed eritrei arrivati nell`isola nei giorni precedenti. I volontari di alcune NGO, che si erano subito rivolte alla Corte Europea dei diritti dell`Uomo ed alla Commissione Europea, si erano schierati di fronte alla centrale di polizia di Floriana dalla quale dovevano partire gli autobus carichi di migranti da respingere verso l`aeroporto. Come avviene anche in molti centri di prima accoglienza in Italia, ad esempio a Pozzallo (Ragusa) ed a Porto Empedocle (Agrigento), queste associazioni non avevano avuto modo di incontrare i migranti per informarli sui loro diritti, incluso il diritto di chiedere asilo.
martedì 27 agosto 2013
Libia: escalation di battaglie e violenze, sul Paese lo spettro del caos.
10 ago – TRIPOLI – Lo spettro del caos incombe sulla Libia, fra violenze e rese dei conti sanguinose. A confermarlo – malgrado gli sforzi per provare a riportare la situazione sotto controllo, culminati in queste ore anche nel dispiegamento di rinforzi dell’esercito tanto a Tripoli quanto a Bengasi – sono l’ondata di assassinii politici e lo stillicidio di scontri tra milizie armate rimaste in campo dopo la rivoluzione che ha messo fine al regime di Muammar Gheddafi.
La violenza imperversa soprattutto nell’est del Paese, teatro nel mese di giugno di un vera e propria battaglia all’interno della base di una milizia a Bengasi costata la vita ad almeno 31 persone. Ma l’instabilità riguarda anche Tripoli, dove continuano ad affluire reparti militari: soldati a bordo di più di un centinaio di blindati e pick-up armati con mitragliatrici e cannoni antiaerei erano arrivati ieri sera nella capitale e oggi sono stati dispiegati in varie zone del centro cittadino e nei sobborghi, nel tentativo di ”rassicurare la popolazione”.
La violenza imperversa soprattutto nell’est del Paese, teatro nel mese di giugno di un vera e propria battaglia all’interno della base di una milizia a Bengasi costata la vita ad almeno 31 persone. Ma l’instabilità riguarda anche Tripoli, dove continuano ad affluire reparti militari: soldati a bordo di più di un centinaio di blindati e pick-up armati con mitragliatrici e cannoni antiaerei erano arrivati ieri sera nella capitale e oggi sono stati dispiegati in varie zone del centro cittadino e nei sobborghi, nel tentativo di ”rassicurare la popolazione”.
lunedì 26 agosto 2013
“La lotta per l’Africa”, resoconto, foto e video
23 aprile 2012
Resoconto della conferenza: “La lotta per l’Africa. Il neocolonialismo occidentale in Africa, l’ingerenza di Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. La nuova politica africana della Repubblica Popolare Cinese“.
Alla presenza di un folto pubblico che ha riempito la sala dell’Hotel Farnese quasi in ogni ordine di posti, si è svolto venerdì 20 aprile il Seminario di “Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici” dal titolo: “La lotta per l’Africa. Il neocolonialismo occidentale in Africa, l’ingerenza di Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. La nuova politica africana della Repubblica Popolare Cinese“.
L’incontro è stato introdotto e moderato dal prof. Claudio Mutti, direttore di “Eurasia”, che ha premesso come gli USA vogliano usufruire entro il 2015 del 25% del petrolio presente in Africa e a questo proposito tentino di disturbare la proficua politica di cooperazione della Cina con numerosi paesi africani.
Resoconto della conferenza: “La lotta per l’Africa. Il neocolonialismo occidentale in Africa, l’ingerenza di Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. La nuova politica africana della Repubblica Popolare Cinese“.
Alla presenza di un folto pubblico che ha riempito la sala dell’Hotel Farnese quasi in ogni ordine di posti, si è svolto venerdì 20 aprile il Seminario di “Eurasia – Rivista di Studi Geopolitici” dal titolo: “La lotta per l’Africa. Il neocolonialismo occidentale in Africa, l’ingerenza di Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. La nuova politica africana della Repubblica Popolare Cinese“.
L’incontro è stato introdotto e moderato dal prof. Claudio Mutti, direttore di “Eurasia”, che ha premesso come gli USA vogliano usufruire entro il 2015 del 25% del petrolio presente in Africa e a questo proposito tentino di disturbare la proficua politica di cooperazione della Cina con numerosi paesi africani.
domenica 25 agosto 2013
DROGA, PETROLIO E GUERRA
:::: Peter Dale Scott :::: 7 luglio, 2013 ::::
Peter Dale Scott prosegue la sua analisi del sistema di dominazione statunitense. Durante una conferenza tenutasi a Mosca, ha riassunto i risultati delle sue ricerche sul finanziamento di questo sistema attraverso il traffico di droghe e gli idrocarburi. Sebbene tutto ciò sia risaputo, la verità è ancora oggi difficile da ammettere.
Ho pronunciato questo discorso nel corso di una conferenza anti-NATO, tenutasi l’anno scorso a Mosca. Sono stato l’unico relatore statunitense invitato all’evento. Sono stato ospitato in concomitanza della pubblicazione in Russia del mio libro Drugs, oil and war, – un’opera mai tradotta in francese, contrariamente a La Route vers le nouveau désordre mondial e al libro precedente (1).
Da vecchio diplomatico preoccupato per la pace, sono stato felice di parteciparvi. In effetti ho l’impressione che il dialogo tra gli intellettuali statunitensi e russi sia meno serio oggi rispetto al periodo della Guerra Fredda.
Peter Dale Scott prosegue la sua analisi del sistema di dominazione statunitense. Durante una conferenza tenutasi a Mosca, ha riassunto i risultati delle sue ricerche sul finanziamento di questo sistema attraverso il traffico di droghe e gli idrocarburi. Sebbene tutto ciò sia risaputo, la verità è ancora oggi difficile da ammettere.
Ho pronunciato questo discorso nel corso di una conferenza anti-NATO, tenutasi l’anno scorso a Mosca. Sono stato l’unico relatore statunitense invitato all’evento. Sono stato ospitato in concomitanza della pubblicazione in Russia del mio libro Drugs, oil and war, – un’opera mai tradotta in francese, contrariamente a La Route vers le nouveau désordre mondial e al libro precedente (1).
Da vecchio diplomatico preoccupato per la pace, sono stato felice di parteciparvi. In effetti ho l’impressione che il dialogo tra gli intellettuali statunitensi e russi sia meno serio oggi rispetto al periodo della Guerra Fredda.
sabato 24 agosto 2013
Il Bay’ah del Qatar dal re saudita
agosto 11, 2013 Lascia un commento
Vijay Prashad Counterpunch 7 agosto 2013
Le cose non vanno bene per il Qatar del nuovo emiro, lo sceicco 33enne Tamim bin Hamad al-Thani. Questo fine settimana, un volo della Qatar Airways da Doha (Qatar) a Tripoli (Libia) ha dovuto deviare su Alessandria (Egitto) e ritornare a Doha. Uomini armati hanno sequestrato la torre di controllo dell’aeroporto di Mitiga, le cui piste sono state poi chiuse a questo volo da Doha. Il giorno prima, uomini armati erano entrati nell’ufficio della Qatar Airways presso l’aeroporto e minacciato di fare quello che hanno fatto il giorno successivo. Dissero anche che avevano in programma di scacciare la Qatar Airways dagli uffici delle Tripoli Towers. Questa non è la prima indicazione di una violenta reazione anti-Qatar in Libia. A metà giugno, la Qatar Airways sospese i voli per l’aeroporto di Bengasi-Benina, quando uomini armati di quella città turbolenta ne impedirono il transito. Si dice che gli uomini armati provenissero dalla brigata al-Zadin al-Waqwaq, che si risentirebbe per l’influenza del Qatar nella politica e nella società libiche. Tutto questo segue le manifestazioni anti-Qatar in Tunisia e in Libia, in cui i manifestanti hanno detto che vi è armonia tra Qatar e Israele nella loro politica verso la Siria. La dimostrazione davanti al Tibesti Hotel di Bengasi è stata particolarmente grintosa. La rabbia per la politica del Qatar in Siria era accompagnata dalla rabbia per il sostegno del Qatar ai jihadisti in Libia (così come dalle accuse di acquisto di terreni in Libia del Qatar).
Vijay Prashad Counterpunch 7 agosto 2013
Le cose non vanno bene per il Qatar del nuovo emiro, lo sceicco 33enne Tamim bin Hamad al-Thani. Questo fine settimana, un volo della Qatar Airways da Doha (Qatar) a Tripoli (Libia) ha dovuto deviare su Alessandria (Egitto) e ritornare a Doha. Uomini armati hanno sequestrato la torre di controllo dell’aeroporto di Mitiga, le cui piste sono state poi chiuse a questo volo da Doha. Il giorno prima, uomini armati erano entrati nell’ufficio della Qatar Airways presso l’aeroporto e minacciato di fare quello che hanno fatto il giorno successivo. Dissero anche che avevano in programma di scacciare la Qatar Airways dagli uffici delle Tripoli Towers. Questa non è la prima indicazione di una violenta reazione anti-Qatar in Libia. A metà giugno, la Qatar Airways sospese i voli per l’aeroporto di Bengasi-Benina, quando uomini armati di quella città turbolenta ne impedirono il transito. Si dice che gli uomini armati provenissero dalla brigata al-Zadin al-Waqwaq, che si risentirebbe per l’influenza del Qatar nella politica e nella società libiche. Tutto questo segue le manifestazioni anti-Qatar in Tunisia e in Libia, in cui i manifestanti hanno detto che vi è armonia tra Qatar e Israele nella loro politica verso la Siria. La dimostrazione davanti al Tibesti Hotel di Bengasi è stata particolarmente grintosa. La rabbia per la politica del Qatar in Siria era accompagnata dalla rabbia per il sostegno del Qatar ai jihadisti in Libia (così come dalle accuse di acquisto di terreni in Libia del Qatar).
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venerdì 23 agosto 2013
La guerra scontro di civiltà in arrivo, per preparare una nuova civiltà postindustriale e globale
Cristina Bassi - Posted 07 febbraio 2012
(…) Ha un senso che il collasso della Civiltà Occidentale stia iniziando nella sua antica culla:la Grecia. Questa grande nazione è caduta nelle mani dei banksters, che sono dietro il dispotico Nuovo Ordine Mondiale.
Nell’articolo “Art Cashin: Beware The Ides Of March–Or Maybe A Few Days Later,” il giornalista Gus Lubin dice che gli investitori globali si attendono che in Grecia avvenga un default strutturato, il 20 marzo 2012.
Alcuni credono che un default Greco e un crollo della economia globale siano un buon e benefico sviluppo per il pianeta, lo dicono soprattutto i radicali della decrescita nell’élite e i circoli new age che amano la versione che considera il pianeta sotto attacco da parte della industrializzazione moderna e dello sviluppo.
A loro non importa vedere affondare nazioni come la Grecia. Giustificano la loro guerra economica dicendo che la distruzione delle economie delle nazioni viene fatta per il bene dell’ambiente.
(…) Ha un senso che il collasso della Civiltà Occidentale stia iniziando nella sua antica culla:la Grecia. Questa grande nazione è caduta nelle mani dei banksters, che sono dietro il dispotico Nuovo Ordine Mondiale.
Nell’articolo “Art Cashin: Beware The Ides Of March–Or Maybe A Few Days Later,” il giornalista Gus Lubin dice che gli investitori globali si attendono che in Grecia avvenga un default strutturato, il 20 marzo 2012.
Alcuni credono che un default Greco e un crollo della economia globale siano un buon e benefico sviluppo per il pianeta, lo dicono soprattutto i radicali della decrescita nell’élite e i circoli new age che amano la versione che considera il pianeta sotto attacco da parte della industrializzazione moderna e dello sviluppo.
A loro non importa vedere affondare nazioni come la Grecia. Giustificano la loro guerra economica dicendo che la distruzione delle economie delle nazioni viene fatta per il bene dell’ambiente.
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