Translate

giovedì 14 novembre 2013

AQMI e i rischi per il Nordafrica

Al-Qaeda in Maghreb e Sahel
AQMI e i rischi per il Nordafrica
AQMI ripensa le proprie strategie per aumentare la presenza nei Paesi maggiormente indeboliti dell'intero Maghreb.
Andrea Ranelletti
Giovedì 31 Ottobre 2013, 8:37

Mentre i Paesi della regione lavorano per incrementare la sinergia per combattere la minaccia terroristica nel Maghreb e nel Sahel, al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI) continua a cercare nuove strade per cercare di radicare ulteriormente la propria presenza sui vari territori statali e reclutare nuove leve. L’indietreggiamento nel Mali del Nord, causato dalla serie di sconfitte subite a seguito dell’intervento franco-africano del gennaio 2013, aveva fatto presagire un indebolimento complessivo di AQMI. La costante discesa del Nord Africa nella spirale dell’instabilità sta, però, offrendo all’organizzazione terrorista rinnovate possibilità per radicare la propria presenza nella regione, approfittando del deterioramento della situazione della sicurezza nei vari Paesi per mettere a punto strategie più efficaci.

mercoledì 13 novembre 2013

LA PRIMAVERA ARABA E’ COSTATA 800 MILIARDI DI DOLLARI

Scritto da Arrigo d'Armiento on 17 ottobre 2013.

Fausto Biloslavo sul Giornale riferisce che, secondo uno studio di una banca britannica, “la primavera araba è costata alle economie del Medio Oriente 800 miliardi di dollari. Una voragine, che il presidente americano Barack Obama voleva riempire con il cucchiaino. Nel 2012 offriva 800 milioni per rimettere in piedi le economie travolte dalle rivolte. La stima del drammatico impatto della primavera araba è stata preparata dalla banca inglese Hsbc”.

martedì 12 novembre 2013

MIGRANTI | DALLA LIBIA ALL’ITALIA SUI BARCONI PAGATI COI SOLDI DELL’ONU

Scritto da Arrigo d'Armiento on 1 novembre 2013.

Da tempo ci si domandava come e dove i poveri migranti trovano i soldi per pagare a caro prezzo, anche quello della vita, il passaggio sui barconi degli scafisti dalla Libia all’Italia. C’è la risposta: in molti casi i soldi glieli dà l’Onu. Magari incosapevolmente, ma glieli dà.

Ecco come racconta la faccenda Fausto Biloslavo sul Giornale: “L`Onu finanzia i migranti per sistemarsi in Tunisia e molti di loro utilizzano i soldi per imbarcarsi sulle coste libiche verso l`Italia. Sembra assurdo, ma l`agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) «aiuta», suo malgrado, l`arrivo dei clandestini sulle nostre coste. Lo ha rivelato un servizio del Tg2 andato in onda mercoledì sera sull`ex campo profughi di Choucha, che nel 2011 era stato allestito dall`Unhcr in Tunisia.

lunedì 11 novembre 2013

L’accordo segreto tra Letta e Obama sulla Libia

di Mazzetta - 04/11/2013 -
Una crisi dimenticata che ora il governo Letta prende in carico, cominciando dalla sorveglianza dei confini africani del paese .
La liberazione da Gheddafi è stata molto più semplice di quanto non sia dare al paese un assetto politicamente sostenibile in un contesto nel quale troppi vogliono avere voce in capitolo.



LA LIBIA È COSA NOSTRA - C’è chi vorrebbe che il nostro governo diventasse una specie di tutor della Libia e del suo cammino verso il futuro, convinto che noi italiani possiamo venire a capo dei problemi che sta vivendo il paese, per questo dice che bisognerebbe convincere Obama a lasciarci fare.

domenica 10 novembre 2013

Il crollo di uno stato

Proteste e attentati
Il crollo di uno Stato
L'attacco ai siti estrattivi libici e l'aumento delle proteste continuano a danneggiare l'economia libica

Andrea Ranelletti
Lunedì 4 Novembre 2013, 17:36

La storia della Libia post-Gheddafi è quella di una discesa incessante in un gorgo di instabilità che pare non aver fondo. Il progressivo indebolimento della sicurezza, delle istituzioni, dell’economia e della tenuta sociale del Paese stanno producendo una crisi in costante avvitamento che pare ormai priva di vie di uscita.<<< Le forze positive che lavorano da due anni>>>> DAVVERO ?????

sabato 9 novembre 2013

Libia, i veri numeri di una guerra assurda

04-11-2013 di Gianandrea Gaiani

Non ci sarebbe bisogno di nuove rivelazioni per ricordarci l’assurdità del conflitto libico che nel 2011 portò all’uccisione di Muammar Gheddafi e alla caduta del suo regime. Fomentato dagli emirati del Golfo, Qatar in testa, con il supporto di Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna, quel conflitto ha determinato il caos in Libia, paese ormai “somalizzato” in mano a milizie tribali, terroristi islamici e bande criminali, come aveva ammonito l’Unione Africana. La stessa guerra ha provocato danni ingentissimi all’Italia, obbligata dagli “alleati” della Nato a intervenire contro un governo con il quale aveva stretto un Trattato di Amicizia e contro il suo primo fornitore di petrolio: caso unico nella storia delle guerre.

venerdì 8 novembre 2013

LASCIATE IN PACE NURI AHUSAIN! VIVA GHEDDAFI! VIVA MANDELA!

13 ottobre 2013
Nuri Ahusain Shahib Ali, presidente della Lega Studenti Libici in Italia veniva arrestato il 27 maggio 2011, da Digos e Ucigos: su richiesta dei terroristi e dei mafiosi “bengasini” e “misuratini” protetti dall’intelligence militare italiana&C. e avallata de facto dall’Eni di Scaroni e dal “Boldriname” diffuso? E sennò da Chi?.
L’accusa, formulata dall’ambiente giudiziario-poliziesco perugino, compromessosi nella vicenda Meredith Kercher (oggi si scopre che il ramo ‘scientifico’ dei carabinieri, il ROS, ha ‘trovato’ tracce di DNA di Amanda Knox, fatta scarcerare su ordine di Hillary Clinton), era che Nuri Ahusain Shahib avrebbe dovuto guidare “l’assalto”, in realtà la liberazione, dell’ambasciata libica di Roma, l’Ufficio Popolare di via Nomentana, occupata illegalmente dai golpisti-terroristi sostenuti dalle fogne governative romane contro Gheddafi e contro la Moneta Sovrana Africana.