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domenica 31 marzo 2013

"L'attacco all'ambasciata Usa a Bengasi non è mai avvenuto"

Le dichiarazioni shock del giornalista freelance Jim Stone



Le dichiarazioni shock del giornalista freelance Jim Stone
La notizia è stata diffusa dal quotidiano online IbTimes. Il giornalista freelance Jim Stone, sostiene con convinzione che l'attacco all'ambasciata di Benghazi non sia mai avvenuto. Lo scrive sul suo blog. Il giornalista, si legge su IbTimes, "afferma la non esistenza di un'ambasciata Usa a Benghazi in quanto, secondo il sito ufficiale del Dipartimento di Stato Usa, l'unica ambasciata in Libia risulta essere quella di Tripoli".

L'ambasciata di Benghazi, quindi, non esisterebbe. La prova è anche su Google Maps, dove non è possibile individuare ambasciate americane a Benghazi. Anche su Wikipedia, la lista delle ambasciate Usa confermata la presenza dell'unica ambasciata a Tripoli.

sabato 30 marzo 2013

LIBIA, UCCISO L'AMBASCIATORE AMERICANO - FOTO

di Redazione Cadoinpiedi.it - 12 Settembre 2012

Il presidente Usa Barack Obama condanna duramente gli "attacchi oltraggiosi" che hanno portato all'uccisione dell'ambasciatore e di altri tre americani

LIBIA, UCCISO L'AMBASCIATORE AMERICANO - FOTO 


Redazione Cadoinpiedi.it BENGASI - L'ambasciatore americano in Libia, Chris Stevens, è rimasto ucciso ieri nell'assalto contro la sede di rappresentanza Usa a Bengasi, assieme a un funzionario e due Marines. Il diplomatico era arrivato nel pomeriggio nella 'capitale' della Cirenaica per raccogliere gli umori alla vigilia della nomina del nuovo premier libico, prevista oggi.

venerdì 29 marzo 2013

Libia, venti detenuti torturati per ore

di Riccardo Noury - 9 Giugno 2012

La Libia è ancora lontana dal ripristino dello stato di diritto. L'ultimo episodio, accertato da Amnesty International, è avvenuto nella prigione di Ain Zara, già nota ai tempi di Gheddafi. 20 detenuti sono stati picchiati e torturati con bastoni e tubi di gomma. E le denunce non si fermano



Riccardo Noury La settimana che si sta concludendo dimostra ancora una volta quanto la Libia sia lontana dal ripristino dello stato di diritto e del controllo delle autorità centrali: occupato l'aeroporto internazionale di Tripoli (nella foto), rinviate le elezioni, l'attentato a Bengasi e, per quello che riguarda in particolare questo post, la scoperta di nuovi casi di tortura.

giovedì 28 marzo 2013

SIRIA E LIBIA, UN DESTINO COMUNE

di Marinella Correggia - 26 Febbraio 2012

Due Paesi tra loro assai diversi da un anno condividono una sorte comune. Due sollevazioni basate sulla demonizzazione dei due governi e la santificazione degli oppositori da parte dell'Onu, dei governi e dei media. Un'operazione fatta di menzogne e omissioni

SIRIA E LIBIA, UN DESTINO COMUNE 


Marinella  Correggia Sibia e Liria; possiamo mescolare le sillabe di Siria e Libia. Perché due paesi così diversi da un anno hanno molto in comune. Poco importano le responsabilità dei due governi nazionali. Il copione internazionale ne prescinde. Così come le agende geopolitiche delle potenze esterne coinvolte.

mercoledì 27 marzo 2013

Quello che i libici non avranno più.

Vorrei ricordare agli assassini e traditori vari, ( ma anche a chi finge di non sapere ), come era la Libia di Gheddafi e cosa è stato " democraticamente " distrutto.

Elettricità domestica gratuita per tutti
■Acqua domestica gratuita per tutti
■Il prezzo della benzina è di 0,08 euro al litro
■Il costo della vita in Libia è molto meno caro di quello dei paesi occidentali. Per esempio il costo di una mezza baguette di pane in Francia costa più o meno 0,40 euro, quando in Libia costa solo 0,11 euro. Se volessimo comprare 40 mezze baguette si avrebbe un risparmio di 11,60 euro.
■Le banche libiche accordano prestiti senza interessi
■I cittadini non hanno tasse da pagaren e l’IVA non esiste.
■Lo stato ha investito molto per creare nuovi posti di lavoro
■La Libia non ha debito pubblico, quando la Francia aveva 223 miliardi di debito nel Gennaio 2011, che sarebbe il 6,7% del PIL. Questo debito per i paesi occidentali continua a crescere

martedì 26 marzo 2013

RICORDARE LA JAMAHIRIYA LIBICA

Geopolitica DI ALEXANDER MEZYAEV
strategic-culture.org

La Libia uno stato autosufficiente e prospero è collassato due anni fa. Riporta alla memoria i drammatici eventi e ciò che hanno prodotto. Prima di tutto, è stato un nuovo tipo di guerra, una «rivoluzione virtuale» e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite erano basate su …la revisione delle sequenze di un film Tv.

Dopo l’adozione della risoluzione numero 1970 da parte del Consiglio di Sicurezza ONU, il Consiglio ONU per i diritti umani ha inviato in Libia la Commissione d’indagine indipendente. Il governo libico acconsentì alla visita di tutti i posti dove sarebbe stato aperto il fuoco su chi protestava pubblicamente. I membri della commissione furono autorizzati ad andare ovunque volessero recarsi e loro … in tutta fretta lasciarono il paese.

lunedì 25 marzo 2013

La sporca guerra in Libia, i gas democratici sui civili.

23 ottobre 2012.
Ci vorrebbero tomi interi per scrivere tutto quello che la stampa italiana occulta. Se continueremo a seguire le vicende della sporca guerra civile in Siria, di oggi le bombe ribelli sugli inermi civili cristiani, dall’altra parte del Mediterraneo un’altra sporca guerra è invece dimenticata: la guerra civile in Libia. I diritti umani, si sa, sono merce pregiata, pertanto vanno maneggiati con parsimonia.
Quindi sarebbe inutile versare pianti o rabbrividire per quello che stanno facendo i governativi sulla popolazione tripolitana. I governativi, cui è stata immediatamente data la patente di liberatori democratici, sono i “nostri alleati” (o meglio alleati della Francia, dell’Inghilterra e di quegli italiani, pacifisti o pacifinti fino al giorno prima, che tanto hanno premuto perché Berlusconi non bloccasse la guerra democratica a Gheddafi), quindi non è proprio il caso che i nostri mezzi di informazione ci informino di cosa stiano facendo quelli che Sarkozy e alleati vari hanno fatto vincere.