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venerdì 30 novembre 2012

L’Alleanza dei Tuareg del Mali entra ufficialmente in guerra per la Libia

  • L’Alleanza dei Tuareg del Mali entra ufficialmente in guerra per la Libia
    [12.10.2011]

Il portavoce dell’Alleanza democratica del 23 maggio per il Cambiamento (ADC) che comprende le tribù tuareg del Mali, Sid’Ahmed Hama Haj ha rilasciato la seguente dichiarazione ufficiale: “I ​​Tuareg politicamente e militarmente sono pronti a unirsi alla resistenza libica. E i combattenti tuareg già fluiscono in Libia per combattere l’occupazione della NATO e aiutare i loro fratelli libici nel processo di liberazione nazionale“.
I Tuareg assieme alla maggior parte del popolo libico e al popolo algerino stanno conducendo una guerra eroica di liberazione nazionale che si concluderà con la vittoria.
http://news.stcom.net/
http://resistencialibia.info/?p=1344

giovedì 29 novembre 2012

Libia, catturati 16 paracadutisti delle SAS e 44 uccisi

  • Libia,  catturati 16 paracadutisti delle SAS e 44 uccisi
    [11.10.2011] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks
Dopo che Mahmud Jibril ieri ha ritirato i combattenti a lui fedeli da Sirte, chiamando senza senso la morte di 200 combattenti per un 1 minuto di vittoria televisiva, l’irlandese Mahdi AL-Harati, il secondo in comando del consiglio militare di Tripoli, guidato da Abdelhakim Belhadj, ha lasciato il suo incarico. L’esaurimento dei combattenti del CNT di importazione, e la resistenza contro i pesanti attacchi sulla Sirte costringe la NATO ad incrementare l’utilizzo di unità di operazioni speciali. Stasera 16 paracadutisti delle SAS sono stati catturati e 44 uccisi durante un’operazione all’interno di Sirte.
dal Dott. Christof Lehmann
Il Consiglio Nazionale di transizione della Libia è nel caos. Nelle ultime settimane sono fuoriusciti il 90% dei suoi membri, e i tentativi di assassinio di entrambi, il presidente del CNT, Mahmud Jibril e il Comandante del Consiglio Militare di Tripoli (CMT), alias Gruppo combattente islamico libico, Abdelhakim Belhadj, sono stati seguiti dalle dimissioni del libico-irlandese Mahdi Al-Harati, secondo in comando presso il CMT. La decisione di al-Harati è tra i libici ampiamente percepita come il ratto proverbiale che abbandona la nave che affonda. E’ inoltre ancora una volta mette in luce che il racconto ufficiale della rivoluzione libica copre il fatto che la stragrande maggioranza di tutti i combattenti alleati della NATO sono reclutati da Al Qaeda, Talebani, e da varie organizzazioni terroristiche e dalle milizie dei signori della guerra nelle ex repubbliche sovietiche al confine con il Pakistan, Cina, Afghanistan e Russia.

mercoledì 28 novembre 2012

Si dimette il comandante libico-irlandese da vice capo del consiglio militare di Tripoli

  • Si dimette il comandante libico-irlandese da vice capo del consiglio militare di Tripoli [11.10.2011]
    di Mary Fitzgerald – Corrispondente affari esteri (trad. di Levred per GilGuySparks)
Il comandante libico-irlandese che guidava l’intera brigata anti-Gheddafi a Tripoli durante il mese di agosto, si è dimesso dal suo incarico di vice capo del consiglio militare di Tripoli. La decisione di al-Mahdi Harati di dimettersi dal consiglio nel quale aveva lavorato per ristabilire il controllo della capitale libica, dopo che era caduta in mano alle forze rivoluzionarie, arriva tra crescenti tensioni sopra la sicurezza a lungo termine nella città.
Il consiglio militare di Tripoli è guidato dal controverso Belhaj Abdel Hakim, ex leader dell’ora defunto Gruppo Combattente Islamico Libico, un’organizzazione militante che rappresentò la più grande minaccia al colonnello Gheddafi negli anni 90.
Combattenti di alcune Brigate Rivoluzionarie, la maggior parte dei quali provenienti dal di fuori di Tripoli, che sono rimasti in città dalla fine di agosto, dicono che non sono disposti a riconoscere il consiglio o il signor Belhaj.

martedì 27 novembre 2012

Sirte 200 morti per 1 minuto di vittoria televisiva; Jibril ritira i suoi combattenti del CNT da Sirte

  • Sirte 200 morti per 1 minuto di vittoria televisiva; Jibril ritira i suoi combattenti del CNT da Sirte[10.10.2011]
Un massiccio assalto su Sirte ha portato alla breve occupazione di un campus universitario e dell’ospedale nei sobborghi sud-orientali. Dopo che la battaglia ha infuriato avanti e indietro tutto il giorno, un massiccio contrattacco che ha lasciato 200 combattenti del CNT morti e innumerevoli feriti è stato abbastanza per Mahmud Jibril che sta ritirando “i combattenti a lui fedeli” fuori dalla battaglia, dichiarando “insensata la morte di oltre 200 combattenti per un minuto di vittoria su Al-Jazeera”. La decisione di Jibril è un ulteriore esempio del fatto che la narrativa della NATO sia screditata e dell’intrinseca instabilità e delle lotte interne nel regime a delega NATO. La guerra libica è ferma in una posizione di stallo, mentre la crisi umanitaria continua.

lunedì 26 novembre 2012

Libyan Chronicles 13.3.4

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

domenica 25 novembre 2012

Libyan Chronicles 13.3.3

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)
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  • Libia – Notizie da Zawiya
    [10.10.2011]
ALGERIA ISP / Secondo il sito Zangetna ieri, l’ospedale di Zawiya ha ricevuto 30 corpi di ribelli uccisi sul fronte di Bani-Walid.
Quando i ribelli di Zawiya hanno visto i corpi, si sono diretti direttamente alla prigione di Godaúm e si sono vendicati, uccidendo 30 prigionieri fedeli a Gheddafi e gettando i loro corpi sulla strada.
Lo stesso giorno, l’arrivo all’ospedale di Zawiya di un gran numero di vittime di ribelli portati dal fronte da sei ambulanze.
Durante l’arrivo dei ribelli morti e feriti in ospedale, c’era un volontario fedele a Gheddafi portato per le cure, una volta che hanno visto l’arrivo dei 30 corpi di ribelli, si sono vendicati uccidendolo a bruciapelo davanti ad un suo amico, quest’ultimo ha avuto un attacco di cuore ed è attualmente in terapia intensiva.
I ribelli hanno trascorso la giornata visitando la città in auto con altoparlanti chiedendo alle persone di donare sangue a causa dell’aumento del numero di feriti.
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sabato 24 novembre 2012

Libyan Chronicles 13.3.2

“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)
“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso.”
(Guy Debord)
“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati.” (Bertold Brecht)
  • I lealisti di Sirte resistono asserragliati sotto una pioggia di fuoco[09.10.2011]
Forze ribelli libiche hanno lanciato una sanguinosa offensiva”finale”sulla roccaforte lealista di Sirte, combattendo per cancellare la città degli uomini in lotta per la Jamaihiria.
”Stiamo per porre fine a questa resistenza. Sirte è nostra!”
Aveva gridato il comandante Amin El Turki ai suoi uomini ieri, mentre tra le loro fila si stagliavano le mitragliatrici pesanti.

L’ennesima offensiva finale con carri armati T55, camion lanciarazzi e combattenti, aiutati nell’avanzata dai bombardamenti della Nato con jet ed elicotteri, è stata lanciata ancora più feroce nelle ultime ore.
Nel più grande attacco coordinato della campagna ribelle fino ad oggi, migliaia di combattenti armati e camion pick-up delle brigate sono stati raccolti sulle strade intorno alla città assediata prima dell’alba. In un attacco simultaneo, brigate dalla Libia orientale spingono assieme ad altre sul versante sud, mentre un’altra brigata avanza lungo la costa. Nelle prime ore del mattino decine di edifici erano in fiamme, e un denso fumo nero avvolgeva la città. La battaglia per Sirte è il culmine di otto mesi di guerra civile libica. Mustafa Abdul Jalil, il presidente del Consiglio nazionale di transizione, ha detto che il successo della campagna sarà ufficiale solo quando la città cadrà. Ma i combattenti del CNT hanno incontrato una dura resistenza all’interno della città. I lealisti hanno colpito di nuovo all’ingresso del centro conferenze Ouagadougou, una fortezza militare a due chilometri dal centro.
La feroce battaglia è in corso.  I proiettili dei cecchini volano fitti e veloci attraverso l’aria da tutte le direzioni mentre granate e razzi esplodono sopra le teste.
I lealisti possono contare sulla conoscenza precisa dei luoghi che sono stati disseminati di trappole; se l’artiglieria non piegherà la resistenza, le forze golpiste del CNT saranno costrette ad una avanzata casa per casa che li esporrà enormemente al fuoco delle difese della città, con un numero di perdite ancora maggiore di quelle che hanno subito in queste ultime settimane. Solo ieri sono stati restituiti ai familiari a Bengasi 200 cadaveri di combattenti ribelli che sono caduti sul fronte di Sirte, mentre centinaia sono i feriti gravi che stanno per essere trasferiti in stati esteri per le cure; i costi dei trattamentei sanitari, lo ha chiesto il CNT, dovrebbero essere stornati dai fondi esteri congelati dello stato libico.
Ambulanze sono avanzate per evacuare i feriti, e un paramedico è morto, colpito alla testa mentre caricava un ferito. Molti ribelli sono terrorizzati, mentre accovacciati, rimangono intrappolati e sotto i loro occhi cadono i loro compagni e la loro caduta porta al fallimento della nuova offensiva.
Fonti ribelli, la cui inattendibilità è divenuta proverbiale, sostengono di avere circondato 2000 lealisti nel centro congressi di Ouagadougou, trasformato dai lealisti in un fortino militare e di controllare le principali arterie della città.
Quel che è certo da fonti sanitarie dei ribelli è che oggi in quattro ore di attacco i golpisti hanno guadagnato più di 227 feriti mentre 17 erano i morti accertati, tra cui il colonnello Amin El Turki che aveva, solo poche ore prima, cantato vittoria …troppo presto.