di Rocco Bellantone
Il massacro nella base aerea di Brak al-Shati rischia di far deragliare sul nascere la prima intesa per la risoluzione libica raggiunta lo scorso 2 maggio ad Abu Dhabi tra il premier del Governo di Accordo Nazionale Faiez Al Serraj e il generale Khalifa Haftar. Le 140 vittime del 18 maggio scorso, per lo più soldati Libyan National Army (LNA) ma anche civili, verranno infatti presto vendicate dalle forze agli ordini di Haftar con altri spargimenti di sangue.
Lo
Stato profondo occidentale vuole introdurre la “democrazia” in
Venezuela con sanzioni politiche, pirateria finanziaria e guerra
religiosa per via del rifiuto del Paese a cedere il controllo delle
risorse energetiche ai banchieri di Wall Street. Tali attacchi multipli
dello Stato profondo al Venezuela sono molto persistenti nell’ultimo
decennio. Come sempre, i media occidentali continuano ad essere
strumento cruciale per demonizzare i leader latinoamericani che
continuano ad esercitare i principi bolivariani. “Le accuse contro
il Vicepresidente del Venezuela non avrebbero potuto essere più gravi.
Annunciando sanzioni contro Tariq al-Aysami, il dipartimento del Tesoro
degli USA lo descriveva da “noto narcotrafficante” che aveva vigilato e
diretto l’invio di narcotici dal Venezuela agli Stati Uniti. Da
governatore dello Stato di Aragua e Ministro degli Interni,
presumibilmente controllava o inviava droga per più di una tonnellata
dal Venezuela, e aveva incontrato gli Zetas del Messico e il colombiano
Daniel El Loco Barrera. A gennaio fu promosso vicepresidente. Ma per
quanto cattivo appaia, al-Aysami è solo l’ultimo, anche se di alto
livello, della lunga lista di funzionari venezuelani o persone vicine al
potere legate al traffico di droga”. (