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mercoledì 31 maggio 2017

Libia, chi c’è dietro il massacro di Brak al-Shati

24 maggio 2017


di Rocco Bellantone
Il massacro nella base aerea di Brak al-Shati rischia di far deragliare sul nascere la prima intesa per la risoluzione libica raggiunta lo scorso 2 maggio ad Abu Dhabi tra il premier del Governo di Accordo Nazionale Faiez Al Serraj e il generale Khalifa Haftar. Le 140 vittime del 18 maggio scorso, per lo più soldati Libyan National Army (LNA) ma anche civili, verranno infatti presto vendicate dalle forze agli ordini di Haftar con altri spargimenti di sangue.

I fatti

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La base aerea di Brak al-Shati si trova 650 chilometri a sud rispetto a Tripoli, nel distretto di Wadi al-Shati nella regione del Fezzan. Dal dicembre scorso è sotto il controllo del Libyan National Army, la principale forza militare libica agli ordini del generale Haftar. Nell’attacco del 18 maggio sono state uccise oltre 140 persone, in prevalenza soldati del 12° battaglione, oltre a decine di civili. L’offensiva è stata improvvisa. I militari dell’LNA sono stati colti alla sprovvista, colpiti nel momento in cui rientravano alla base al termine di una parata militare.

martedì 30 maggio 2017

Le “sporche mani” dello Stato profondo sul Venezuela


Covert Geopolitics 21 maggio 2017Lo Stato profondo occidentale vuole introdurre la “democrazia” in Venezuela con sanzioni politiche, pirateria finanziaria e guerra religiosa per via del rifiuto del Paese a cedere il controllo delle risorse energetiche ai banchieri di Wall Street. Tali attacchi multipli dello Stato profondo al Venezuela sono molto persistenti nell’ultimo decennio. Come sempre, i media occidentali continuano ad essere strumento cruciale per demonizzare i leader latinoamericani che continuano ad esercitare i principi bolivariani. “Le accuse contro il Vicepresidente del Venezuela non avrebbero potuto essere più gravi. Annunciando sanzioni contro Tariq al-Aysami, il dipartimento del Tesoro degli USA lo descriveva da “noto narcotrafficante” che aveva vigilato e diretto l’invio di narcotici dal Venezuela agli Stati Uniti. Da governatore dello Stato di Aragua e Ministro degli Interni, presumibilmente controllava o inviava droga per più di una tonnellata dal Venezuela, e aveva incontrato gli Zetas del Messico e il colombiano Daniel El Loco Barrera. A gennaio fu promosso vicepresidente. Ma per quanto cattivo appaia, al-Aysami è solo l’ultimo, anche se di alto livello, della lunga lista di funzionari venezuelani o persone vicine al potere legate al traffico di droga”. (The Guardian)
La conseguenza di ciò che i media dicono è che il popolo del Venezuela è così immaturo da mettere al potere questi trafficanti e ciarlatani, e l’occidente è moralmente nel giusto introducendo nella regione la democrazia come in Libia.

lunedì 29 maggio 2017

Manchester Arena False Flag


Aanirfan 23 maggio 2017 
La polizia ha collegato Salman Abadi all’attentato di Manchester “attraverso un bancomat  trovatogli in tasca”. Ecco cose se ne sa. Negli attentati sotto falsa bandiera, i servizi di sicurezza ‘piazzerebbero’ prove false. I ‘sospetti’ dirottatori dell’11 settembre vivi e vegeti / 11 settembre, i passaporti furono rilasciati dalla CIA
Secondo la NBC News, citando funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti, “Abadi si recò in più Paesi, come la Libia, nell’ultimo anno, per addestrarsi con il gruppo terroristico al-Qaida“. Va ricordato che la CIA e amici hanno creato al-Qaida e SIIL.

domenica 28 maggio 2017

Libia, gli alleati dell’Italia compiono una strage

Alessandro Lattanzio, 21/5/2017
Mentre questo Sito viene aggredito e insultato da fogne mediatiche come Huffington Post e Vice, che propagandano l’accoglienza a 90 gradi verso i profughi creati dalle guerre celebrate, invocate e salutate dai su medesimi siti di disinformazione imperialista (Left, Vice, Huffington Post e altra spazzatura), in Libia, il 18 maggio, bande armate composte dai miliziani armati dal governo Renzi-Gentiloni e dai terroristi di al-Qaida, che diverse ONG italiane definiscono ‘umanitari numero uno‘, uccidevano, decapitavano e bruciavano vive 150 persone nell’aeroporto libico di Baraq al-Shati. Ovvio il sonoro silenzio del sistema merdiatico italiano. SitoAurora è l’unico sito a riferire in Italia di questo massacro commesso dagli alleati dei servizi segreti italiani e della Farnesina in Libia, ovvero al-Qaida e la fratellanza mussulmana turcofila di Misurata, dove l’esercito italiano ha posto la propria base operativa libica.

sabato 27 maggio 2017

Vaccini: Vaxxed come Fahrenheit 451 (Il censore ragazzino, segugio meccanico premiato dal regime)

DI EMANUELA LORENZI
informasalus.it

“Mai l’individuo è stato così completamente abbandonato a una collettività cieca, e mai gli uomini sono stati più incapaci non solo di sottomettere le loro azioni ai loro pensieri, ma persino di pensare”
“Appare abbastanza chiaro che l’umanità contemporanea tende un po’ dovunque a una forma totalitaria di organizzazione sociale …, vale a dire a un regime in cui il potere di Stato deciderebbe sovranamente in tutti gli ambiti, anche e soprattutto nell’ambito del pensiero”
Simone Weil 1934 – Riflessioni sulle cause della libertà e dell’oppressione sociale.

venerdì 26 maggio 2017

L’Economist: “Marx ha ancora molto da insegnare ai politici”



15 maggio 2017
Una regola non scritta delle elezioni britanniche vuole che non si citino i grandi pensatori. Il 7 maggio John McDonnell, il cancelliere-ombra, ha infranto questa regola menzionando nientemeno che Karl Marx. Il giorno successivo, il leader labour Jeremy Corbyn ha acclamato Marx come un “grande economista”. La cosa ha scatenato i giornali: il Daily Telegraph ha soprannominato McDonnell e Corbyn “i fratelli Marx”; il Daily Mail ha ricordato loro la storia sanguinosa del comunismo. David Gauke, ministro conservatore, ha avvertito che “la dirigenza marxista dei Labours” vuole trasformare il paese in un “esperimento socialista”, aggiungendo che il pensiero di Marx è “insensato”.

giovedì 25 maggio 2017

Così le ambasciate europee aiutano i jihadisti a tornare a casa



Centinaia di foreign fighters intasano i centralini delle rappresentanze diplomatiche europee in Turchia chiedendo aiuto per tornare in patria.
«Pronto, chiamo dalla Siria, sospetto che consultando le vostre liste riconoscerete il mio nome – esordiscono -. Ho combattuto per lo Stato Islamico ma ora sono pentito, davvero, e mi vengono le lacrime agli occhi ogni volta che penso alla mia vera casa».