Scritto il 07/12/13
«Se c’è un paese che ha commesso atrocità indicibili nel mondo, questi sono gli Stati Uniti d’America. A loro non importano gli esseri umani». Parola di Nelson Mandela. Mentre il mondo ricorda l’eredità di “Madiba” in veste di primo presidente nero del Sudafrica e icona anti-apartheid, va ricordato che fu anche profondamente scettico nei confronti della potenza americana, criticata all’epoca dell’invasione dell’Iraq. Inoltre, Mandela era un sostenitore cruciale dell’Olp di Arafat. «Qui di seguito», annuncia “Rt” in un servizio ripreso da “Megachip”, «potrete leggere le sette citazioni del leader che hanno meno probabilità di essere pubblicate, anche laddove si sta rendendo onore alla sua vita e si commemora la sua morte nei media mainstream». Prima dell’invasione Usa dell’Iraq, Mandela sferzò duramente gli Stati Uniti: al Forum Internazionale delle Donne a Johannesburg, dichiarò che il movente principale dell’allora presidente Bush era «il petrolio». Rincarò la dose intervistato da “Newsweek”: «L’atteggiamento degli Stati Uniti d’America è una minaccia per la pace nel mondo».
In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità. Guerra alla libia: 100000 morti, 240000 persone ancora cercate, 78000 dispersi. 10300 donne violentate, 350000 rifugiati.
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sabato 21 dicembre 2013
venerdì 20 dicembre 2013
Una guerra nel centenario dell’invasione coloniale della Libia
di : Marginalia
lunedì 21 marzo 2011 - 08h40
La guerra "umanitaria" contro la Libia è cominciata. Era nell’aria da un po’ questo profumo di guerra, di petrolio, di interessi delle grandi multinazionali. Era nell’aria da un po’ la voglia di gestire direttamente - facendo fuori "l’inaffidabile Gheddafi" - il flusso di risorse e "immigrati clandestini". Dall’ alba Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, dopo Bengasi, bombardano Tripoli. L’Italia, come altre nazioni aderenti alla coalizione internazionale, non partecipa "ufficialmente" al raid aereo, ma sappiamo che il cosiddetto "nostro paese", ha messo a disposizione le sue basi (per non parlare delle armi che abbiamo a suo tempo venduto a Gheddafi).
lunedì 21 marzo 2011 - 08h40
La guerra "umanitaria" contro la Libia è cominciata. Era nell’aria da un po’ questo profumo di guerra, di petrolio, di interessi delle grandi multinazionali. Era nell’aria da un po’ la voglia di gestire direttamente - facendo fuori "l’inaffidabile Gheddafi" - il flusso di risorse e "immigrati clandestini". Dall’ alba Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, dopo Bengasi, bombardano Tripoli. L’Italia, come altre nazioni aderenti alla coalizione internazionale, non partecipa "ufficialmente" al raid aereo, ma sappiamo che il cosiddetto "nostro paese", ha messo a disposizione le sue basi (per non parlare delle armi che abbiamo a suo tempo venduto a Gheddafi).
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giovedì 19 dicembre 2013
Libia, ecco chi ha usato le bombe a grappolo a Misurata
di : Marinella Correggia
martedì 7 giugno 2011 - 23h27
Gli ordigni sono della Nato, che ammette l’uso degli ordigni banditi e per i quali la Clinton aveva accusato Gheddafi
a Nato prolunga di altri novanta giorni il suo "impegno", ossia i bombardamenti aerei nella Libia occidentale. La notizia data ieri dal Segretario generale dell’Alleanza Atlantica Anders Fogh Rasmussen, e’ giunta mentre le Nazioni Unite accusavano di crimini di guerra e contro l’umanità sia il colonello Muammar Gheddafi che i ribelli del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi. Crimini di guerra che coinvolgono la stessa Nato.
martedì 7 giugno 2011 - 23h27
Gli ordigni sono della Nato, che ammette l’uso degli ordigni banditi e per i quali la Clinton aveva accusato Gheddafi
a Nato prolunga di altri novanta giorni il suo "impegno", ossia i bombardamenti aerei nella Libia occidentale. La notizia data ieri dal Segretario generale dell’Alleanza Atlantica Anders Fogh Rasmussen, e’ giunta mentre le Nazioni Unite accusavano di crimini di guerra e contro l’umanità sia il colonello Muammar Gheddafi che i ribelli del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi. Crimini di guerra che coinvolgono la stessa Nato.
mercoledì 18 dicembre 2013
Libia: una partita con carte truccate
sabato 19 marzo 2011
a seguito links ad articoli disgustati dell'ennesima finta guerra umanitaria con relativi retroscena.
Barbara
Abbiamo seguito le vicende della Tunisia, dell’Egitto e (oltre a qualche notizia en passant su altri paesi dell’area nord-africana/medio orientale) della Libia. Abbiamo assistito a quel risveglio tanto temuto da Brzezinski (co-fondatore con David Rockefeller della Commissione Trilaterale e regolare partecipante del Bilderberg e del Council on Foreign Relations), rispetto al quale l’Occidente sta applicando un nuovo approccio. Come scrive Andrew Gavin Marshall nel suo articolo, Are We Witnessing the Start of a Global Revolution?, è stata avviata una strategia di” democratizzazione “, con l’obiettivo di organizzare, finanziare e dare aiuto diretto alla società civile nazionale per la produzione di un sistema democratico, fatto a immagine Occidentale(…). (…) il progetto di “democratizzazione” implica la creazione di strutture esteriori visibili di uno stato democratico (elezioni multipartitiche, attività della società civile, “indipendenza” dei media, ecc) con annessa sottomissione alle corporazioni della Banca Mondiale, del FMI, delle multinazionali e delle potenze occidentali “.
a seguito links ad articoli disgustati dell'ennesima finta guerra umanitaria con relativi retroscena.
Barbara
Abbiamo seguito le vicende della Tunisia, dell’Egitto e (oltre a qualche notizia en passant su altri paesi dell’area nord-africana/medio orientale) della Libia. Abbiamo assistito a quel risveglio tanto temuto da Brzezinski (co-fondatore con David Rockefeller della Commissione Trilaterale e regolare partecipante del Bilderberg e del Council on Foreign Relations), rispetto al quale l’Occidente sta applicando un nuovo approccio. Come scrive Andrew Gavin Marshall nel suo articolo, Are We Witnessing the Start of a Global Revolution?, è stata avviata una strategia di” democratizzazione “, con l’obiettivo di organizzare, finanziare e dare aiuto diretto alla società civile nazionale per la produzione di un sistema democratico, fatto a immagine Occidentale(…). (…) il progetto di “democratizzazione” implica la creazione di strutture esteriori visibili di uno stato democratico (elezioni multipartitiche, attività della società civile, “indipendenza” dei media, ecc) con annessa sottomissione alle corporazioni della Banca Mondiale, del FMI, delle multinazionali e delle potenze occidentali “.
martedì 17 dicembre 2013
Duri scontri a Sirte
Posted: 2013-12-13
From: Mathaba
Scontri tra mercenari di Misurata e Resistenza Popolare.
Martedì 11 Dicembre è stato un giorno di guerra nella gloriosa città di Sirte, città martire della lotta contro l'imperialismo filo occidentale nel 2011.
Nella splendida città costiera terribilmente colpita dalle bombe della NATO la stragrande maggioranza della popolazione era,è e sempre sarà fedele ai principi democratici della Jamahiriya Araba Socialista e alla sua guida Muammar Gaddafi.
From: Mathaba
Scontri tra mercenari di Misurata e Resistenza Popolare.
Martedì 11 Dicembre è stato un giorno di guerra nella gloriosa città di Sirte, città martire della lotta contro l'imperialismo filo occidentale nel 2011.
Nella splendida città costiera terribilmente colpita dalle bombe della NATO la stragrande maggioranza della popolazione era,è e sempre sarà fedele ai principi democratici della Jamahiriya Araba Socialista e alla sua guida Muammar Gaddafi.
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lunedì 16 dicembre 2013
Al Qaeda, Libia e Siria
Tonguessy on January 31, 2013
Quando Al Qaeda si è trovata a decidere con chi stare nel momento in cui sono scoppiate le rivolte in Libia, non ha avuto molti dubbi. Con il paese degli homeless e contro il paese delle case gratis. Con il paese dell'istruzione pagata caramente, e contro il paese dell'istruzione gratis. Con l'imperialismo euroatlantista di Obama, Sarkozy e Cameron e contro il socialismo della jamahiriya di Gheddafi.
Il multipolarismo non gode molta simpatia in casa di Al Qaeda, ed il sogno panafricano di Gheddafi ha dovuto confrontarsi con le armi fornite dalla CIA ad Al Qaeda. Che alle volte vengono rivolte contro gli stessi USA, come nel caso dell'assalto all'ufficio diplomatico di Bengasi dove gli assalitori pesantemente armati (cannoni antiaereo e lanciagranate) ebbero la meglio sugli agenti di Gheddafi e su quelli americani, ed anche sulla squadra di otto uomini della Security USA arrivata in elicottero per soccorrere i diplomatici.[1]
Quando Al Qaeda si è trovata a decidere con chi stare nel momento in cui sono scoppiate le rivolte in Libia, non ha avuto molti dubbi. Con il paese degli homeless e contro il paese delle case gratis. Con il paese dell'istruzione pagata caramente, e contro il paese dell'istruzione gratis. Con l'imperialismo euroatlantista di Obama, Sarkozy e Cameron e contro il socialismo della jamahiriya di Gheddafi.
Il multipolarismo non gode molta simpatia in casa di Al Qaeda, ed il sogno panafricano di Gheddafi ha dovuto confrontarsi con le armi fornite dalla CIA ad Al Qaeda. Che alle volte vengono rivolte contro gli stessi USA, come nel caso dell'assalto all'ufficio diplomatico di Bengasi dove gli assalitori pesantemente armati (cannoni antiaereo e lanciagranate) ebbero la meglio sugli agenti di Gheddafi e su quelli americani, ed anche sulla squadra di otto uomini della Security USA arrivata in elicottero per soccorrere i diplomatici.[1]
domenica 15 dicembre 2013
LIBERATO LEADER DEI WARFALLA
Posted: 2013-12-08
From: Mathaba ita+eng
Sheik Mohamed Al Bargouty si trovava in una prigione clandestina d Zawia dal 2011.
Finalmente è stato rilasciato Sheik Mohamed Al Bargouty, capo carismatico della tribù di Warfalla dai suoi carcerieri della città di Zawia.
Si trovava in un carcere dal 2011 e in questi 2 anni non ha subito nessun processo perchè nessun crimine ha commesso.
From: Mathaba ita+eng
Sheik Mohamed Al Bargouty si trovava in una prigione clandestina d Zawia dal 2011.
Finalmente è stato rilasciato Sheik Mohamed Al Bargouty, capo carismatico della tribù di Warfalla dai suoi carcerieri della città di Zawia.
Si trovava in un carcere dal 2011 e in questi 2 anni non ha subito nessun processo perchè nessun crimine ha commesso.
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