6/10/2013
Qualcosa non torna nella cattura del numero uno di Al Qaeda in Libia Anas Al Liby avvenuta sabato a Tripoli.
C'e' qualcosa di strano nel ''presunto'' blitz dei Navy Seals americani a Tripoli avvenuto sabato che ha portato alla cattura di Anas Al Liby, numero uno di Al Qaeda in Libia e principale indiziato degli attentati del 1998 contro le ambasciate in Kenya e Tanzania.
La prima domanda e': mai il governo di occupazione di Tripoli era stato avvisato del blitz?
Gli americani sostengono di aver comunicato i propri piani al governo libico ma il premier Ali Zidan nega questo fatto e anzi chiede spiegazioni agli USA.
Chi erano i componenti del gruppo armato che ha prelevato Al Liby?
In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità. Guerra alla libia: 100000 morti, 240000 persone ancora cercate, 78000 dispersi. 10300 donne violentate, 350000 rifugiati.
Translate
domenica 13 ottobre 2013
sabato 12 ottobre 2013
Breaking : 15 soldati uccisi a Bani Walid
5/10/2013
Attaccato un check point delle forze armate del governo di occupazione sulla strada che congiunge Bani Walid e Tarhouna.
Un attacco contro un check point presidiato da militari del governo di occupazione della Jamahiriya Libica ha causato la morte di 15 soldati e il ferimento di altri 5.
Attaccato un check point delle forze armate del governo di occupazione sulla strada che congiunge Bani Walid e Tarhouna.
Un attacco contro un check point presidiato da militari del governo di occupazione della Jamahiriya Libica ha causato la morte di 15 soldati e il ferimento di altri 5.
Etichette:
bani walid,
jamahiriya,
misurata,
resistenza,
tarhuna
venerdì 11 ottobre 2013
Tragedia a Lamepedusa
3/10/2013
Un barcone di immigrati partito da Misurata ha preso fuoco davanti le coste italiane, centinaia i morti.
Una vergogna.
Non esistono altre parole per descrivere la sciagura che e' avvenuta oggi in prossimita' delle coste dell'isola italiana di Lampedusa.
Un barcone carico di immigrati prevalentemente etiopi ed eritrei ha preso fuoco causando la morte di centinaia di persone, comprese donne e bambini.
Un barcone di immigrati partito da Misurata ha preso fuoco davanti le coste italiane, centinaia i morti.
Una vergogna.
Non esistono altre parole per descrivere la sciagura che e' avvenuta oggi in prossimita' delle coste dell'isola italiana di Lampedusa.
Un barcone carico di immigrati prevalentemente etiopi ed eritrei ha preso fuoco causando la morte di centinaia di persone, comprese donne e bambini.
giovedì 10 ottobre 2013
Obama e i falsi follower in Twitter
25/9/2013
La maggior parte dei follower del Presidente degli Usa Obama sono falsi
Il 55% dei follower del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, su Twitter sono falsi od inattivi, ha verificato uno studio del gruppo di analisi della rete sociale.
L’applicazione di Status People ha descritto come persone non reali 20.240.107 degli utenti dell’account del presidente democratico, che ha registrato un totale di 36.802.378 dei cosiddetti seguaci.
Secondo questo strumento, la maggior parte dei casi sono account di e-mail indesiderate.
La maggior parte dei follower del Presidente degli Usa Obama sono falsi
Il 55% dei follower del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, su Twitter sono falsi od inattivi, ha verificato uno studio del gruppo di analisi della rete sociale.
L’applicazione di Status People ha descritto come persone non reali 20.240.107 degli utenti dell’account del presidente democratico, che ha registrato un totale di 36.802.378 dei cosiddetti seguaci.
Secondo questo strumento, la maggior parte dei casi sono account di e-mail indesiderate.
mercoledì 9 ottobre 2013
Allah, Mu‘ammar wa Libia bas. Gheddafiani a Mineo
PREMESSA: l'autore di questo articolo,e del blog da cui ho preso questo articolo è chiaramente contro Gheddafi, ma ho voluto riportare lostesso l' articolo che segue; basta ascoltare le voci di chi in Libia ha vissuto.
12 May 2011 Allah, Mu‘ammar wa Libia bas. Gheddafiani a Mineo
“Sono venuto qui, ma oggi me ne pento. Perché sono venuto qui? Perché invece non ho iniziato la guerra in Libia? Me ne pento. Ogni giorno. Lo vedi, non parlo mai con nessuno. La mia mente ribolle. Ogni benedetto giorno non parlo con nessuno. Voglio solo stare da solo. Perché se solo penso… ah… il mio cervello… mi sento che personalmente potrei uccidermi. È così ingiusto. Quell’uomo sta cercando… Gheddafi sta cercando in Libia… lui ha sfamato tutta l’Africa! Gheddafi ha sfamato tutta l’Africa!” Mohamed Ibrahim è eccitato. Tenta di difendere Gheddafi. Parla in pijin english con toni concitati, ha una brutta cicatrice sull’occhio e accompagna le frasi con ampi gesti delle mani. Ma non fa in tempo a finire il discorso. Perché intorno a lui si è formato un capannello di una ventina di ragazzi. Ascoltano a nervi tesi. Siamo sulla statale Catania - Gela, davanti al centro d'accoglienza di Mineo. Sono le tredici di martedì 10 maggio.
12 May 2011 Allah, Mu‘ammar wa Libia bas. Gheddafiani a Mineo
“Sono venuto qui, ma oggi me ne pento. Perché sono venuto qui? Perché invece non ho iniziato la guerra in Libia? Me ne pento. Ogni giorno. Lo vedi, non parlo mai con nessuno. La mia mente ribolle. Ogni benedetto giorno non parlo con nessuno. Voglio solo stare da solo. Perché se solo penso… ah… il mio cervello… mi sento che personalmente potrei uccidermi. È così ingiusto. Quell’uomo sta cercando… Gheddafi sta cercando in Libia… lui ha sfamato tutta l’Africa! Gheddafi ha sfamato tutta l’Africa!” Mohamed Ibrahim è eccitato. Tenta di difendere Gheddafi. Parla in pijin english con toni concitati, ha una brutta cicatrice sull’occhio e accompagna le frasi con ampi gesti delle mani. Ma non fa in tempo a finire il discorso. Perché intorno a lui si è formato un capannello di una ventina di ragazzi. Ascoltano a nervi tesi. Siamo sulla statale Catania - Gela, davanti al centro d'accoglienza di Mineo. Sono le tredici di martedì 10 maggio.
martedì 8 ottobre 2013
La vera arma di distruzione di massa é la democrazia
domenica 16 settembre 2012
Marco Cedolin
Uno dei tratti salienti che hanno caratterizzato l'ultimo decennio é senza dubbio l'esportazione della democrazia occidentale, omologata secondo il modello americano e veicolata ovunque sia stato possibile, spesso in maniera coatta e con l'ausilio delle bombe.
Dopo la "democraticizzazione" dell'Europa dell'Est, intervenuta come corollario del crollo dell'Unione Sovietica e del mito del comunismo, per realizzare la quale é stata necessaria solamente qualche "spinta" data al momento giusto nel luogo più consono (da Ceausescu a Milosevic sarebbero molte le storie da raccontare e sulle quali riflettere) da parte dell'amministrazione USA, dei suoi padroni e dei suoi servi é maturato il convincimento che si dovesse proseguire sulla strada intrapresa raddoppiando gli sforzi e sostituendo le spintarelle con veri e propri schiaffoni.
Prima é toccato all'Afghanistan di Bin Ladin, reo di essere stato scelto come caprio espiatorio degli auto attentati dell'11 settembre, assaporare il dolce gusto delle bombe e della democrazia....
Marco Cedolin
Uno dei tratti salienti che hanno caratterizzato l'ultimo decennio é senza dubbio l'esportazione della democrazia occidentale, omologata secondo il modello americano e veicolata ovunque sia stato possibile, spesso in maniera coatta e con l'ausilio delle bombe.
Dopo la "democraticizzazione" dell'Europa dell'Est, intervenuta come corollario del crollo dell'Unione Sovietica e del mito del comunismo, per realizzare la quale é stata necessaria solamente qualche "spinta" data al momento giusto nel luogo più consono (da Ceausescu a Milosevic sarebbero molte le storie da raccontare e sulle quali riflettere) da parte dell'amministrazione USA, dei suoi padroni e dei suoi servi é maturato il convincimento che si dovesse proseguire sulla strada intrapresa raddoppiando gli sforzi e sostituendo le spintarelle con veri e propri schiaffoni.
Prima é toccato all'Afghanistan di Bin Ladin, reo di essere stato scelto come caprio espiatorio degli auto attentati dell'11 settembre, assaporare il dolce gusto delle bombe e della democrazia....
Etichette:
afganistan,
democrazia,
donne,
droni,
gheddafi,
iraq,
mercenari,
siria,
tomahawk,
uranio,
usa
lunedì 7 ottobre 2013
Regalo a Gheddafi o alla lobby del cemento?
lunedì 1 settembre 2008
Marco Cedolin
Il cosiddetto accordo fra Italia e Libia siglato sabato da Berlusconi a Bengasi e venduto all’opinione pubblica come un artifizio di raffinata diplomazia volto a risolvere il problema dell’immigrazione clandestina proveniente dal Nord Africa, non ha mancato di suscitare molte perplessità sia in merito ai contenuti dello stesso sia per quanto concerne le reali motivazioni che hanno indotto il Cavaliere a impegnare le dissestate casse dello Stato italiano nel devolvere alla Libia la cifra di 5 miliardi di dollari nel corso dei prossimi 25 anni.
Marco Cedolin
Il cosiddetto accordo fra Italia e Libia siglato sabato da Berlusconi a Bengasi e venduto all’opinione pubblica come un artifizio di raffinata diplomazia volto a risolvere il problema dell’immigrazione clandestina proveniente dal Nord Africa, non ha mancato di suscitare molte perplessità sia in merito ai contenuti dello stesso sia per quanto concerne le reali motivazioni che hanno indotto il Cavaliere a impegnare le dissestate casse dello Stato italiano nel devolvere alla Libia la cifra di 5 miliardi di dollari nel corso dei prossimi 25 anni.
Etichette:
africa,
berlusconi,
finmeccanica,
gheddafi
Iscriviti a:
Post (Atom)