Translate

Visualizzazione post con etichetta finmeccanica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta finmeccanica. Mostra tutti i post

lunedì 10 giugno 2019

La nave d’assalto dei nuovi crociati

lunedì 1 agosto 2016

Altri droni italiani per le infinite guerre mediorientali

15 luglio 2016

I più moderni aerei senza pilota made in Italy alle belligeranti petromonarchie arabe. Durante il Farnborough International Airshow in corso in Gran Bretagna, i manager della holding militare-industriale Leonardo-Finmeccanica hanno comunicato che un numero imprecisato dei droni “Falco Evo”, la versione evoluta del sistema a pilotaggio remoto Falco, saranno consegnati a due misteriosi paesi, “rispettivamente del Medio Oriente e della regione del Golfo”.

“L’azienda italiana non ha voluto fornire I’identità dei clienti ma ha spiegato che essi già operano con i velivoli Falco”, ha riferito l’agenzia specializzata statunitense Defense News. “Dato che ad oggi, i paesi e le organizzazioni internazionali che hanno acquistato i Falco sono Giordania, Arabia Saudita, Pakistan, le Nazioni Unite e il Turkmenistan, è presumibile che i due nuovi clienti dei Falco Evo siano le forze armate di Arabia Saudita e Giordania”.

domenica 8 febbraio 2015

Libia: la guerra silente

2 febbraio 2015
di Nuccia Decio

Libia, cuore pulsante di tutti i traffici, dopo la "morte" del Colonnello Gheddaffi, pare non desti grande attenzione da parte degli organi quanto meno della stampa internazionale. Eppure è una bomba ad orologeria pronta a scoppiare a 200 chilometri dalle nostre coste sulle quali ogni giorno vengono riversati corpi senza vita di disperati partiti dal paese dei Garamanti.

Fantasmi caduti nelle mani delle mafie dei trafficanti, che possono operare senza alcun controllo sulle coste libiche, anche se oggi da tutti è considerata zona di guerra.
E’ lecito attendersi dai nostri governanti una spiegazione sul dramma che sta avvenendo oltre confine, dobbiamo conoscere sotto quali condizioni operano le imprese italiane che nonostante la grave situazione locale hanno ancora in corso relazioni d’affari , sotto forma di rifornimento energetico, (ENI), esportazione di armi (Finmeccanica), enti a carattere azionario (Unicredit).

mercoledì 29 gennaio 2014

In Libia si combatte per la Libertà

21 gennaio 2014
In Libia si combatte per la Libertà, con le bandiere verdi, al grido di Viva Gheddafi!

Dopo aver assassinato il suo “alleato” Gheddafi, l’Italia di Napolitano & altri straccioni tenta di riprendersi il suo posto al sole in Libia, provando a comprarsi gli attuali fantocci che la NATO ha messo al potere a Tripoli nel 2011. Perciò all’inizio di gennaio, 341 militari libici vengono addestrati dall’Esercito italiano a Cassino, nel quadro dell’Accordo di cooperazione Italia-Libia per la “formazione di reclute provenienti dalle regioni di Tripolitania, Cirenaica e Fezzan”, allo scopo di ricostruire le forze armate “libiche”. Inoltre, è presente in Libia la Missione Italiana in Libia (MIL) che “ha il compito di organizzare, condurre e coordinare le attività addestrative, di assistenza e consulenza nella Difesa”. L’addestramento condotto in Libia è gestito dai carabinieri della MIL, che si occupano anche dell’addestramento degli agenti di polizia libici.
Altri militari libici vengono addestrati a Vicenza, presso la scuola per le forze di polizia africane e asiatiche, controllata dai Carabinieri, e presso la Scuola del Genio dell’Esercito di Velletri (Roma), sulle “tecniche di bonifica degli ordigni esplosivi convenzionali” e la manutenzione dei 20 blindati FIAT “Puma” ceduti ai libici il 6 febbraio 2013.

mercoledì 25 dicembre 2013

In Libia affari di 480 miliardi di dollari per l’Italia

15/12/2013
Giacomo Pugliese* «La Libia può rappresentare un’opportunità di prim’ordine per molti settori produttivi oltre all'energia e alla sicurezza. I costi della ricostruzione, infatti, sono stimati fino...
«La Libia può rappresentare un’opportunità di prim’ordine per molti settori produttivi oltre all'energia e alla sicurezza. I costi della ricostruzione, infatti, sono stimati fino a 480 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni». Lo ha detto Aurelio Regina, presidente del Network Globale - l’agenzia della camera di commercio di Roma per l’internazionalizzazione.

lunedì 7 ottobre 2013

Regalo a Gheddafi o alla lobby del cemento?

lunedì 1 settembre 2008
Marco Cedolin

Il cosiddetto accordo fra Italia e Libia siglato sabato da Berlusconi a Bengasi e venduto all’opinione pubblica come un artifizio di raffinata diplomazia volto a risolvere il problema dell’immigrazione clandestina proveniente dal Nord Africa, non ha mancato di suscitare molte perplessità sia in merito ai contenuti dello stesso sia per quanto concerne le reali motivazioni che hanno indotto il Cavaliere a impegnare le dissestate casse dello Stato italiano nel devolvere alla Libia la cifra di 5 miliardi di dollari nel corso dei prossimi 25 anni.

martedì 2 aprile 2013

Armi e militari italiani per l'emiro del Qatar

di Antonio Mazzeo - 30 Dicembre 2012

L'accordo di cooperazione siglato da Italia e Qatar durante la guerra di Libia è pienamente operativo. I due paesi possono collaborare nell'"organizzazione" e nell'"equipaggiamento" delle unità militari e, soprattutto, nello "scambio" di know how e materiali bellici



Antonio Mazzeo L'ultimo incontro al vertice tra le autorità politiche e militari d'Italia e Qatar, uno dei più ricchi e armati emirati arabi, si è tenuto a Doha a fine novembre. Dal sovrano Sheikh Hamad Ben Khalifa al-Thani, al potere in Qatar dal 1995 quando con un golpe spodestò il padre, si sono recati in visita il sottosegretario alla difesa Filippo Milone, il sottocapo di Stato maggiore ammiraglio Cristiano Bettini e il consigliere strategico del ministro della difesa, Andrea Margelletti. Motivo ufficiale della missione l'esercitazione multinazionale "Falcone Feroce 3", svoltasi nei pressi della capitale e a cui l'Italia ha partecipato con alcuni "osservatori" militari.