di Redazione - 25/11/2013 - Le forze speciali attaccano e sloggiano gli islamisti, che s'arrabbiano tantissimo e gettano la maschera
Dopo l’incontro a Londra tra il premier Zeidan e i rappresentanti di Gran Bretagna e Stati Uniti, la settimana si apre con il governo all’attacco.
I BLOCCHI - La Libia è piagata da settimane di blocchi delle esportazioni petrolifere provocato da diverse ribellioni delle numerose milizie che non hanno smobilitato dopo la caduta di Gheddafi e che in questo modo ricatto aziende e governo cercando di monetizzare la loro capacità militare.
In ogni guerra, ancora prima della gente, occorre assassinare la verità. Guerra alla libia: 100000 morti, 240000 persone ancora cercate, 78000 dispersi. 10300 donne violentate, 350000 rifugiati.
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sabato 7 dicembre 2013
venerdì 6 dicembre 2013
La spinta estremista di Ansar al-Sharia
In Libia e Tunisia le organizzazioni salafite stanno ponendo una grave minaccia alla stabilità dei vari Stati.
Andrea Ranelletti
Venerdì 29 Novembre 2013, 16:09
L’aggravamento del fenomeno jihadista nel Maghreb e la nascita di altri nuclei salafiti armati in conflitto con i vari Stati in cui operano sono due delle maggiori ragioni di preoccupazione per una regione alle prese con il tentativo di ricostruire tessuti sociali sfibrati e dar forma a istituzioni nuove. Così, mentre al-Qaeda nel Maghreb Islamico continua a fungere da ombrello e attore coesivo per un ampio numero di brigate e cellule estremiste attive nell’area, in Tunisia e Libia cresce per dimensioni la minaccia di Ansar al-Sharia.
Andrea Ranelletti
Venerdì 29 Novembre 2013, 16:09
L’aggravamento del fenomeno jihadista nel Maghreb e la nascita di altri nuclei salafiti armati in conflitto con i vari Stati in cui operano sono due delle maggiori ragioni di preoccupazione per una regione alle prese con il tentativo di ricostruire tessuti sociali sfibrati e dar forma a istituzioni nuove. Così, mentre al-Qaeda nel Maghreb Islamico continua a fungere da ombrello e attore coesivo per un ampio numero di brigate e cellule estremiste attive nell’area, in Tunisia e Libia cresce per dimensioni la minaccia di Ansar al-Sharia.
giovedì 5 dicembre 2013
La nuova "democrazia" libica
Syria-Press وكالة الا نباء السوريه
Un articolo segnalato dal nostro amico Smain Bedrouni.
Tahaer Dahech , un ex leader del Comitato Rivoluzionario libico, accusa i francesi di averlo torturato. Un giudice dovrebbe essere nominato per indagare.
Il 21 settembre del 2011, mentre il Colonnello andava via da Tripoli invasa dai ribelli, Tahaer Dahech fu fermato da katiba " Mohamed Shahid Madani” e portato in un albergo trasformato in una prigione in mare, per 40 giorni. L’uomo, 70 anni, dice di essere stato torturato dai libici, da alcuni agenti del Qatar e ripetutamente da tre francesi, due uomini "tra i 35 ei 45 anni , vestiti in abiti civili " e una donna ", sempre in abiti civil e la descrive così: “capelli neri , pelle bianca e misura 1,65 di altezza." Da quello che Tahaer Dahech racconta, parla francese abbastanza bene, ed è riuscito a capire i fr ancesi appartengono a un gruppo, forse mercenari, chiamati " Bernard Levi " .
Un articolo segnalato dal nostro amico Smain Bedrouni.
Tahaer Dahech , un ex leader del Comitato Rivoluzionario libico, accusa i francesi di averlo torturato. Un giudice dovrebbe essere nominato per indagare.
Il 21 settembre del 2011, mentre il Colonnello andava via da Tripoli invasa dai ribelli, Tahaer Dahech fu fermato da katiba " Mohamed Shahid Madani” e portato in un albergo trasformato in una prigione in mare, per 40 giorni. L’uomo, 70 anni, dice di essere stato torturato dai libici, da alcuni agenti del Qatar e ripetutamente da tre francesi, due uomini "tra i 35 ei 45 anni , vestiti in abiti civili " e una donna ", sempre in abiti civil e la descrive così: “capelli neri , pelle bianca e misura 1,65 di altezza." Da quello che Tahaer Dahech racconta, parla francese abbastanza bene, ed è riuscito a capire i fr ancesi appartengono a un gruppo, forse mercenari, chiamati " Bernard Levi " .
mercoledì 4 dicembre 2013
Almeno 40 morti in un esplosione vicino Sebha
Posted: 2013/11/29 ita+eng
From: Mathaba
Esplosione in una base militare libica, il bilancio potrebbe peggiorare.
Una violentissima esplosione ha sconvolto la base del' aviazione Libica di Brak Al Shatti, situata nell'area desertica a nord della città di Sebha.
L'esplosione ha causato 40 morti e decine di feriti gravi ma il bilancio sembra destinato ad aggravarsi.
From: Mathaba
Esplosione in una base militare libica, il bilancio potrebbe peggiorare.
Una violentissima esplosione ha sconvolto la base del' aviazione Libica di Brak Al Shatti, situata nell'area desertica a nord della città di Sebha.
L'esplosione ha causato 40 morti e decine di feriti gravi ma il bilancio sembra destinato ad aggravarsi.
martedì 3 dicembre 2013
Libia, acqua dolce sotterranea grande come la Germania
Venerdì 25 Marzo 2011, 15:00
di Paolo della Sala
L'ignoranza genera mostri e produce miseria. L'Italia dei reality show non è diversa da quella che spediva agricoltori nel deserto libico ai tempi della colonizzazione. Abbiamo partecipato con successo all'estrazione dell'oro nero della Libia, ma abbiamo ignorato l'uranio che si trova nel suo deserto, vicino al Ciad, mentre i francesi ci stavano lavorando, prima di pensare -forse- di prendersi tutta la miniera (del resto la Francia già controlla l'uranio del Ciad).
Inoltre i nostri politici, imprenditori, scienziati ignorano o non hanno saputo comunicare che la Libia è ricchissima di acqua, l'oro blu, un tesoro prezioso quanto il petrolio. Invece -mentre lo studio della storia e della geografia nelle nostre scuole è giunto al grado zero- altrove il sistema scientifico-industriale-militare funziona anche troppo bene.
di Paolo della Sala
L'ignoranza genera mostri e produce miseria. L'Italia dei reality show non è diversa da quella che spediva agricoltori nel deserto libico ai tempi della colonizzazione. Abbiamo partecipato con successo all'estrazione dell'oro nero della Libia, ma abbiamo ignorato l'uranio che si trova nel suo deserto, vicino al Ciad, mentre i francesi ci stavano lavorando, prima di pensare -forse- di prendersi tutta la miniera (del resto la Francia già controlla l'uranio del Ciad).
Inoltre i nostri politici, imprenditori, scienziati ignorano o non hanno saputo comunicare che la Libia è ricchissima di acqua, l'oro blu, un tesoro prezioso quanto il petrolio. Invece -mentre lo studio della storia e della geografia nelle nostre scuole è giunto al grado zero- altrove il sistema scientifico-industriale-militare funziona anche troppo bene.
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lunedì 2 dicembre 2013
Il Grande Fiume Fatto dall'Uomo
lunedì, aprile 02, 2007
Posted by Ugo Bardi
Fra le risorse che chiamiamo "fossili" non c'è solo il petrolio e gli altri combustibili. La definizione di fossile si può estendere a qualunque risorsa che si è accumulata nel remoto passato e, oggi, viene estratta enormemente più in fretta di quanto si possa riformare. Fra queste, c'è l'acqua.
Molta dell'acqua in uso oggi in ogni parte del mondo viene estratta da giacimenti sotterranei chiamati "acquiferi." In alcuni casi, l'acquifero si rinnova continuamente con l'apporto di acqua da fiumi e precipitazioni. In altri casi, l'acqua sotterranea è veramente fossile, ovvero si è accumulata decine o anche centinaia di migliaia di anni fa. Una volta estratta, quest'acqua non ritorna più nell'acquifero, se non in tempi lunghissimi.
Posted by Ugo Bardi
Fra le risorse che chiamiamo "fossili" non c'è solo il petrolio e gli altri combustibili. La definizione di fossile si può estendere a qualunque risorsa che si è accumulata nel remoto passato e, oggi, viene estratta enormemente più in fretta di quanto si possa riformare. Fra queste, c'è l'acqua.
Molta dell'acqua in uso oggi in ogni parte del mondo viene estratta da giacimenti sotterranei chiamati "acquiferi." In alcuni casi, l'acquifero si rinnova continuamente con l'apporto di acqua da fiumi e precipitazioni. In altri casi, l'acqua sotterranea è veramente fossile, ovvero si è accumulata decine o anche centinaia di migliaia di anni fa. Una volta estratta, quest'acqua non ritorna più nell'acquifero, se non in tempi lunghissimi.
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domenica 1 dicembre 2013
Libia, violenti scontri a Bengasi tra militari e terroristi: 14 morti e 51 feriti, esercito in stato d'allerta
Ancora tumulti in Libia. È di almeno 14 morti e 51 feriti il bilancio di violenti scontri stamani a Bengasi tra militari filo-governativi e miliziani jihadisti di Ansar al Sharia. Lo hanno annunciato funzionari del ministero della Sanità, citati dalla tv locale Nabaa. Il gruppo filo-al Qaida è considerato responsabile dell'attacco del 2011 contro il consolato della città in cui perse la vita anche l'ambasciatore Usa, Chris Stevens.
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