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venerdì 7 settembre 2018

Le due immagini pubblicate da Avvenire non sono tratte da un video sui lager in Libia

L’immagine di quell’uomo di colore a torso nudo, legato, con la faccia stravolta, ha fatto il giro del mondo, suscitando commozione e rabbia contro i lager in Libia, dove i trafficanti di esseri umani torturano le loro vittime per ricattare le famiglie. E si è commosso anche il Papa che nelle scorse settimane aveva voluto vedere i video di questi lager e, di ritorno dall’Irlanda, aveva esortato a “pensarci bene” prima di rimandare indietro i migranti.

giovedì 6 settembre 2018

Libia. Ma quali foto hanno mostrato al Pontefice?

29/8/2018

“Prima di mostrarli al Pontefice, i video sono stati (da noi) verificati”. Peccato che i redattori  de L’Avvenire,  prima di presentare come “autentici” i video (e/o i fotogrammi di questi)  a Papa Bergoglio non si siano degnati neanche di dare una occhiata a qualche sito italiano (ad esempio il blasonato Butac, che riprende una inchiesta del sito Snopes, corredata da un interessante video) che attesta come, ad esempio, la raccapricciante foto mostrata da L’Avvenire come (“Fermo immagine dal video dei lager libici”) e  sbandierata anche da Repubblica (foto n. 3), non rappresenti affatto “migranti torturati nei lager della Libia” bensì tre presunti criminali catturati in Nigeria nel 2017 dalla folla prima di essere consegnati alla polizia. Del resto, non è questa l’unica immagine fake che dovrebbe documentare le torture a richiedenti asilo imprigionati in Libia. Ad esempio, quella, famosissima, dei segni delle frustate sulla schiena è stata creata da un intraprendente nigeriano, esperto in Makeup – tale Hakeem Onilogbo – che crediamo abbia fatto una fortuna vendendo foto raccapriccianti ai media occidentali. Media che si direbbero prendano per buona qualsiasi “documentazione dalla Libia”; come, ad esempio una fustigazione ripresa chissà dove e che viene presentata dalla RAI come “video girato con smartphone di profughi frustati e picchiati in lager libici” o addirittura il farlocchissimo video diffuso dalla CNN nel quale due tizi sorridenti (presunti “richiedenti asilo in Libia”) vengono venduti come “schiavi” da un tizio provvidenzialmente celato da un muro.

mercoledì 5 settembre 2018

Vergognosa speculazione: il mainstream utilizza il terremoto per diffondere fake news sul Venezuela

23/8/2018

Una vera e propria opera di speculazione e sciacallaggio portata avanti dal circuito informativo mainstream italico, proprio in una fase dove il governo Maduro è impegnato nell’implementazione di importanti misure in campo economico



di Fabrizio Verde
  Il Venezuela è stato colpito da un forte terremoto, di intensità 7.7 della scala Richter, avvertito in diverse zone del paese e finanche nel nord della Colombia. L’evento naturale ha dato la stura a tutta una serie di fake news volte a colpire il governo bolivariano. Una vera e propria opera di speculazione e sciacallaggio portata avanti dal circuito informativo mainstream italico, proprio in una fase dove il governo Maduro è impegnato nell’implementazione di importanti misure in campo economico volte a superare l’assedio finanziario, aggirare le sanzioni statunitensi, portare il paese al completo recupero della propria economia. Insomma, vincere la guerra economica.

martedì 4 settembre 2018

John McCain e i suoi laudatori in vita e in morte

di Fabrizio Poggi

 
Chi sia stato John McCain, è stato detto in maniera concisa e puntuale da più parti; le parole con cui i socialdemocristiani nostrani lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio sono state riportate quel tanto che basta per definire l'uno e gli altri.

Forse non guasta sapere con chi si siano trovati in compagnia gli italici ostensori di cotanto eroe. Senza scomodare le lagrime sparse dai pupilli ucraini del defunto senatore yankee, a partire dal neonazista speaker della Rada Andrej Parubij, alle latitudini in cui maggiormente si sono apprezzati gli sforzi di tale “eroe” (per la cronaca, i vietnamiti, pur ricordandone la figura, hanno sempre smentito le sue dichiarazioni secondo cui sarebbe stato torturato durante la prigionia) “in difesa del mondo libero dall'aggressione russa”.

lunedì 3 settembre 2018

CAOS LIBIA: Il piano di Macron ha scatenato il tutti contro tutti

Scontro a Tripoli fra forze fedeli a Serraj e milizie avversarie, si registrano anche dei morti. Qual è la posizione del presidente francese Macron? 
 
Carri armati a Tripoli (LaPresse) 
Carri armati a Tripoli (LaPresse)

Il numero dei morti è incerto, si è parlato di otto civili e diversi feriti, ma la situazione è incandescente. Ieri mezzi corazzati delle truppe fedeli a Serraj sono scesi nelle strade di Tripoli mentre pezzi di artiglieria pesante venivano dispiegati a posti di blocco tra la zona a sudest dell'ex capitale libica e il campo di Yarmouk a sud. Milizie non precisate hanno infatti cercato di attaccare il centro cittadino. "La situazione al momento è fluida" ci ha detto in questa intervista il generale Marco Bertolini "ed è difficile dire chi abbia fatto cosa e per quale motivo". Sicuramente, ha aggiunto, Serraj è in forte difficoltà, e il piano di elezioni nazionali previste a dicembre dal presidente francese Macron potrebbe essere uno dei motivi di questa nuova instabilità".

domenica 2 settembre 2018

Libia: ennesimo scontro tra RATTI a Tripoli

27 agosto 2018.
Ancora una volta i RATTI che occupano la Libia si scontrano tra loro, questo è uno degli articoli che si trovano sui media italiani:  http://www.repubblica.it/esteri/2018/08/27/news/libia_violenti_scontri_tra_milizie_a_tripoli-205041237/?refresh_ce
TRIPOLI – La situazione torna ad infiammarsi in Libia, dove secondo quanto riportato da Lybian Express milizie rivali si stanno scontrando in varie zone di Tripoli. Testimoni riferiscono di mezzi corazzati sulle strade e posti di blocco presidiati da pezzi di artiglieria pesante. Gli scontri, secondo le fonti, interessano l’intersezione di Wadi Al-Rabee, a sud-est di Tripoli e poi quelle di Al-Khaila e il campo di Yarmouk a sud. Le autorità hanno messo in stato di allerta tutti gli ospedali e le cliniche private, invitando a prestare immediato soccorso ai feriti. E perfino Reporter senza Frontiere ha lanciato un appello ai giornalisti sul campo perché esercitino la massima attenzione

sabato 1 settembre 2018

Se non capiamo la lotta di classe, non capiamo niente

di Ken Loach e Lorenzo Marsili – 21 agosto 2018
http://znetitaly.altervista.org/wp-content/uploads/2018/08/cant-we-all-just-get-along.gif
Il regista cinematografico britannico Ken Loach è una delle voci più celebrate del cinema del nostro tempo. Un artista profondamente impegnato e uno di un pugno di registi a essere insignito due volte della prestigiosa Palma d’Oro. Il lavoro di Loach affronta spesso temi sociali e politici. La sua opera ha attraversato la guerra civile spagnola (Terra e Libertà), lo sciopero degli addetti alle pulizie di Los Angeles (Pane e Rose), l’occupazione dell’Iraq (L’Altra Verità), la guerra d’indipendenza irlandese (Il vento che accarezza l’erba) e il lato coercitivo dello stato sociale (Io, Daniel Blake). Mentre la cosiddetta “rivolta populista” ha innescato un grande dibattito sul ruolo delle disuguaglianze economiche e dell’esclusione sociale, Ken Loach è stato uno dei più grandi narratori della coscienza della classe lavoratrice e delle sue trasformazioni sotto il neoliberismo.