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mercoledì 20 febbraio 2019

Libia, il premier-fantoccio della Ue al Serraj adesso ha paura e strilla: “Haftar sta arrivando” (ita+eng).

sabato 9 febbraio 18:51 - di antonio pannullo



Ora il premier-fantoccio della Libia Fayez al Serraj ha davvero paura. Il Consiglio presidenziale del governo di concordia nazionale libico denuncia l’intervento dei caccia delle forze del generale Khalifa Haftar nel sudovest della Libia. Il portale di notizie The Libyan Address ha riferito di un “raid di avvertimento” per bloccare un velivolo nei pressi del giacimento petrolifero di El Feel. Secondo lo stesso sito di notizie una nota dell’esecutivo guidato da Fayez al-Serraj sostiene che a bordo del velivolo c’erano persone ferite che dovevano essere trasportate a Tripoli. Il governo di concordia nazionale minaccia di segnalare quanto avvenuto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nelle ultime ore i caccia delle forze libiche guidate dal generale Haftar hanno infatti effettuato un “raid di avvertimento” per bloccare un velivolo nei pressi del giacimento petrolifero di El Feel, nel sudovest della Libia.
La tv al Hadath ha riferito di obiettivi colpiti nei pressi del giacimento, precisando che non si registrato danni nel sito. Ieri le forze di Haftar hanno imposto il divieto di volo nei cieli del sud della Libia. Intanto le forze del generale Haftar nel Fezzan hanno colpito una delle tre colonne di mercenari del Ciad che ancora operano in Libia. Si tratta di miliziani che non hanno alcuna relazione con il governo ciadiano e che, anzi, sono su posizioni diametralmente opposte. Non per niente una colonna simile è stata colpita, nel Ciad settentrionale, da velivoli francesi due giorni  prima, con il pieno appoggio del Governo del Ciad.

L’Italia deve cambiare politica in Libia prima che sia tardi

Il “premier” Serraj era stato presentato come terza forza rispetto alle milizie della Tripolitania e a quelle dell’Esercito Nazionale Libico. Ora ha gettato la maschera in quanto ha nominato un personaggi come Ali Kanna, uno dei capi delle milizie tuareg, come responsabile dell forze di Tripoli nel Fezzan, visto che le forze di Haftar lo stanno prendendo sotto il loro controllo. Vi sono già stati i primi scontri e le prime vittime. È chiaro a tutti ormai che Serraj rappresenta solo le milizie di Tripoli, e non tutte, e a questo punto, visto come si è schierato, non può dichiararsi “neutrale”. E vista la svolta nelle operazioni, rischia di perdere il posto anche perché ora gran parte dei pozzi di petrolio e gas sono controllati dalle unità di Haftar. E sarebbe anche l’ora che l’Italia, per troppo tempo sponsor di Haftar grazie al governo Gentiloni, si renda conto della situazione. E forse sarebbe bene portare via i militari da Tripoli rischiarandoli sulle navi a largo, magari con rinforzi, se a qualcuno venisse in mente di danneggiare le stazioni di pompaggio e altre installazioni. Insomma, non l’abbiamo proprio indovinata nel decidere di appoggiare Serraj in Libia. Le forze dell’Esercito Nazionale Libico, rinforzate dai suoi alleati (Egitto, Francia e Russia oltre ad Arabia Saudita ed Emirati), stanno avanzando in modo significativo, prendendo il controllo di ampie zone del Paese, pozzi di petrolio e gas inclusi. Se si ricongiungeranno ai loro alleati a occidente di Tripoli, la capitale non potrà resistere a lungo anche perché Misurata, che ha un peso non lieve sul piano militare, sembra chiamarsi fuori.
L’Italia ha seguito le indicazioni dell’Eni volte a proteggere le sue fonti energetiche e i punti di partenza del gasdotto per l’Italia, schierandosi con Tripoli e trascurando colpevolmente Haftar, commettendo un grave errore, ottenebrati anche dall’illusione che Tripoli (pagata e rifornita di unità navali), bloccasse certi flussi. La realtà sul campo è evidente: senza il petrolio e il gas dell’entroterra, le milizie di Tripoli (fra cui alcune integraliste legate alla Fratellanza Musulmana) avranno vita molto corta. La Libia va assolutamente stabilizzata nell’interesse dei libici ma anche nostro. Come raggiungere il risultato? Complesso ma non impossibile. Di sicuro bisogna cambiare politica altrimenti rimarremmo spiazzati ed esclusi dai giochi (economici) che contano. Abbiamo appoggiato Serraj ma lui non ha forze proprie ed oramai è ostaggio di chi scorrazza per Tripoli in armi.
 
 

Secolo d’Italia: Al-Sarraj is now scared and screams “Haftar is coming”

The Address | Benghazi  – Libya
ROME – The puppet premier of Libya, Fayez al-Sarraj, is really scared now. The Presidential Council of the Libyan Government of National Accord denounced an intervention of forces of General Khalifa Haftar in the southwest of Libya.
The news portal the Libyan Address reported a “warning raid” to block an aircraft near the El Feel oil field. According to the same news site, a statement from the Council, led by Fayez al-Sarraj, claimed that there were injured people on board the aircraft that were to be transported to Tripoli. The Government of National Accord threatened to report what happened to the UN Security Council.
In the last hours, the Libyan led by General Haftar have in fact carried out a “warning raid” to block an aircraft near the El Feel oil field, in the south-west of Libya. Al-Haddath TV reported targets were hit near the field, stating that no damage was recorded at the site.
Yesterday, Haftar forces imposed a ban on flying in the skies of southern Libya. Meanwhile, the forces of General Haftar in Fezzan hit one of the three groups of Chadian mercenaries still operating in Libya. These are militiamen who have no connection with the Chadian government and both are on diametrically opposite positions. It was not for nothing that a similar group was struck, in northern Chad, by French aircraft two days earlier, with the full support of the Government of Chad.
The “premier” Al-Sarraj had been presented as a third force with respect to the militias of Tripolitania and those of the Libyan National Army. Now he has thrown the mask because he has named a character like Ali Kanna, one of the heads of the Tuareg militia, as head of the Tripoli forces in Fezzan, which Haftar’s forces are taking control of it. There have already been the first clashes and the first victims.
It is clear to everyone by now that al-Sarraj represents only the militias of Tripoli, nothing more, and at this point, seeing how he has sided, he can not declare himself “neutral”. Given the turnaround in operations, he risks losing his place because now most of the oil and gas wells are controlled by Haftar’s units. It would also be time for Italy, for too long a sponsor of Haftar thanks to the Gentiloni government, to realize the situation.
In short, we did not exactly get it when deciding to support al-Sarraj in Libya. The forces of the Libyan National Army, reinforced by its allies (Egypt, France and Russia as well as Saudi Arabia and the Emirates), are advancing significantly, taking control of large areas of the country, including oil and gas wells. If they reunite with their allies in the west of Tripoli, the capital will not be able to last long because Misurata, in which LNA has a slight military weight, will be called out.
Italy has followed Eni’s indications to protect its energy sources and the starting points of the pipeline for Italy, siding with Tripoli and committing a serious mistake by neglecting Haftar. Italy was also clouded by the illusion that Tripoli (paid and supplied with naval units), blocked certain flows.
The reality on the field is clear: without oil and gas from the hinterland, the militias of Tripoli (including some fundamentalists linked to the Muslim Brotherhood) will have a very short life. Libya must be absolutely stabilized in the interests of the Libyans but also ours. How to achieve this result? Complex but not impossible. Certainly we must change politics otherwise we would be displaced and excluded from the (cheap) games that count. We have supported al-Sarraj but he has no strength of his own and is now hostage to those who roam Tripoli in arms.
(Secolo d’Italia)
 
 

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