In questo articolo si connotano moltochiaramentealcuni
aspetti che potrebbero portare, ad una lettura che vada al di là delle
situazioni di realtà contingenti, a intravedere futuri sviluppi, che non
sono certo portatori di pace e comprensione tra i paesi, ma al
contrario di possibili nuove conflittualità, anche militari; che per ora
non sono evidenti anche se già presenti, pur se a bassa intensità,
nella realtà politica dell’est Europa. Il primo aspetto è la pressione
al riarmo dei governi che sono sotto il controllo politico della NATO e
degli USA, che incrementano politiche aggressive. Ciò avviene con
un’aperta e rischiosa strategia, fatta di ostilità politiche, culturali
e storiche, che si configura come “russofobia”. Questo accade
utilizzando spregiudicatamente le forze neonaziste e fasciste lì
presenti.
Il secondo
aspetto si verifica a causa delle contraddizioni esistenti in questi
paesi tra le forze nazionaliste più radicali; tali forze si ispirano ad
una forma di neonazismo, che portano i vari governi, per tenerle
alleate, a spingerle su temi identitari nazionali e sciovinisti, anche
se nella storia, queste posizione sono sempre state responsabili di
conflitti e guerre.