6 novembre 2019.
Gli americani mandano uno specialista a Belgrado dopo la notizia che il sistema russo Pancir sta arrivando in Serbia.
Venerdì,
Thomas Zarzecki, a capo del gruppo di lavoro 231 del Dipartimento di
Stato USA, arriva a Belgrado, lo scrive il Vecernje Novosti.
Secondo
il giornale, tale gruppo è incaricato di applicare sanzioni al settore
della sicurezza russo e a tutti coloro che collaborano con esso.
La
visita di Zarzecki, secondo il giornale, era programmata immediatamente
dopo l’annuncio in Serbia che il paese aveva in programma di
acquistare il sistema di difesa aerea russo “Pancir”.
Il
regolamento, di cui Zarzecki è responsabile per l’applicazione, è
ufficialmente chiamato legge sulla regolamentazione dell’opposizione
degli Stati Uniti, mediante sanzioni, e prevede la possibile punizione
di qualsiasi individuo, impresa o stato, che si sia trovato
intenzionalmente impegnato in uno “scambio significativo” con i settori
militare e dell’intelligence Russia.
Questo documento elenca
anche le aziende dell’industria russa con cui è vietato collaborare,
secondo la legge degli Stati Uniti. Tra le compagnie “proibite” ci sono
diverse compagnie con cui la Serbia ha collaborato o acquistato
attrezzature militari, scrive il giornale.
Tra le altre cose, c’è
l’ufficio KBP progettato dal Pancir e dal produttore di aeromobili
russo,MiG, nonché la società pubblica ROE, attraverso la quale vengono
effettuate tutte le vendite di armi e attrezzature militari russe.
La
lista nera include anche la “Russian Helicopters Company”, che gestisce
un noto istituto di Kazan che produce gli elicotteri Mi-17 che Belgrado
ha acquistato e il Mi-35 (killer di carri armati) che il paese slvo ha
ordinato a Mosca nell’ambito di una cooperzione nel settore militare.
“.
Traduzione By Giuspeppe Sorbello e Biljana Stojanovic
Nota: Sembra evidente che la mossa del premier di Belgrado Aleksandar Vučić (nella foto in alto con la Merkel),
di acquistare armamenti dalla Russia e stringere ad una maggiore
cooperazione fra Belgrado e Mosca, ha irritato le autorità di Washington
che da tempo stavano cercando di far rescindere i rapporti tra la
Serbia e la Russia mediante un gioco di pressioni e di ricatti.
Sullo sfondo c’è il possibile ingresso della Serbia nella UE e la
richiesta USA collegata di far entrare la Serbia nella NATO. Tutti
ormai sanno che la UE e la NATO sono due sistemi strettamente
interdipendenti. Il governo di Belgrado stava oscillando fra i due poli,
quello occidentale della UE e quello di Mosca, a cui il paese è legato
da vincoli storici, di cultura, lingua e religione.
Facile pensare che i delegati statunitensi metteranno il governo di Vučić sotto ricatto: “taglia i rapporti con Mosca”, gli diranno, “altrimenti ti giochi l’ingresso nella UE (loro sono ai nostri ordini) e ti mettiamo sotto sanzioni“.
Inoltre
non si può escludere che, in caso di diniego di Vucic, influenzato dai
nazionalisti serbi, ci si possa aspettare in tempi brevi una
“rivoluzione colorata” a Belgrado per richiedere un cambio di regime,
secondo il copione sperimentato in Ucraina. La scelta per Vucic diventa
molto difficile.
Nota di Luciano Lago
Preso da: https://www.controinformazione.info/washington-si-prepara-a-stringere-il-cerchio-intorno-alla-serbia/
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