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lunedì 18 novembre 2019

In che cosa Marx aveva ragione e la Thatcher no

di Rododak - novembre 10, 2019 
Grazie a un suggerimento di Luciano Barra Caracciolo (che ringraziamo per la segnalazione) proponiamo la traduzione di un articolo di Roger Scruton, filosofo conservatore, pubblicato nel 1998 su The Independent, ma di grande attualità oggi. Nel richiamare la critica marxista al capitalismo per il suo pesante costo umano e per avere sostituito la sola libertà di commercio a tutte le libertà per cui l’umanità aveva lottato, denuncia il totale asservimento ai diktat del mercato del partito Labour di Tony Blair. Oggi ci aiuta a comprendere le radici della Brexit, del decadimento globale del partito laburista e a vedere come questo si sia posto in assoluta continuità con la linea ideologica della Thatcher, sposando quel culto del mercato che ha in seguito improntato tutto il fallimentare progetto dell’unione europea.

 https://doctorwhomindrobber.files.wordpress.com/2013/08/karl-marx.jpg

lunedì 4 novembre 2019

IL SOCIALISMO AVANZA FRA I GIOVANI USA

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Marx pare stia conquistando i giovani USA. Secondo una ricerca di VOC  sette ragazzi americani su dieci si dicono disposti a votare per un partito socialista, che, nell’ottica americana significa Marxista, alle prossime elezioni. Questa ricerca vede un raddoppio della cifra rispetto alla precedente ricerca del 2018. Addirittura un millennial su tre sarebbe pronto a votare un partito comunista.
l Capitalismo è in generale, fra tutte le età, ancora visto il sistema economico migliore, con una percentuale del 61%, anche se questa percentuale è calante ed è molto più bassa fra i giovani. Il 57% dei giovani americani crede che la Dichiarazione di Indipendenza tuteli di più l’uomo rispetto al manifesto del Comunismo, percentuale che sale al 94% della “Silent Generation”, quella che precedeva i Baby Boomer. Inoltre il 22% dei Millennial crede che la società sarebbe migliore se la proprietà privata fosse abolita.

sabato 12 ottobre 2019

IL TOP MANAGER DELLE MANUTENZIONI DELLE AUTOSTRADE, UN ANNO PRIMA DEL PONTE MORANDI: ”DEVO RIDURRE AL MASSIMO I COSTI, SPENDERE IL MENO POSSIBILE, SONO ENTRATI I TEDESCHI, I CINESI…”



IL 28 APRILE 2017 ATLANTIA VENDE QUASI IL 12% DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA, E ARRIVANO 1,48 MILIARDI DA INVESTITORI CINESI E TEDESCHI.

L’INIEZIONE SERVE PER LA MEGA-OPERAZIONE CON LA SPAGNOLA ABERTIS

MICHELE DONFERRI MITELLI 
MICHELE DONFERRI MITELLI
Nella primavera 2017 vanno in scena grandi manovre in casa Atlantia e il 28 aprile si annuncia una maxi -operazione: la vendita di quasi il 12% di Autostrade per l’ Italia (Aspi), che porta nelle casse del colosso controllato dai Benetton 1,48 miliardi. Più della metà del pacchetto azionario (6,97%) è acquistato da un consorzio guidato dai tedeschi di Allianz Group, l’ altra metà è ceduto a Silk Road Fund, fondo sovrano cinese. L’ iniezione di liquidità apre a un’ altra mega -fusione, con Atlantia che acquisirà la spagnola Abertis.

domenica 30 luglio 2017

L'IDEOLOGIA DOMINANTE É IL COSMOPOLITISMO NON IL NAZIONALISMO di Domenico Moro

[ 20 luglio 2017 ]

Pubblichiamo la prima parte di un breve saggio di Domenico Moro dal titolo "Perché l'uscita dall'euro è internazionalista".




 È possibile definire realisticamente una linea politica internazionalista in Europa soltanto mettendo al suo centro il tema dell’uscita dall’euro. Eppure, a sinistra molti continuano a opporsi all’uscita dall’euro, adducendo due tipologie di motivazioni, di carattere economico e politico-ideologico. Sebbene le motivazioni economiche siano certamente importanti, ritengo che a incidere maggiormente sul rifiuto a prendere persino in considerazione l’ipotesi di uscire dall’euro, fra la sinistra e più in generale, siano le motivazioni politico-ideologiche. Infatti, le motivazioni politico-ideologiche appaiono meno “tecniche” e maggiormente comprensibili. Soprattutto, fanno riferimento a un senso comune profondamente radicato nella sinistra e nella società italiana.

lunedì 3 luglio 2017

VENEZUELA: una parte della comunità italiana prende posizione CONTRO la VIOLENTA OPPOSIZIONE!

venezuela italia
Fa molto piacere che una parte della comunità italiana residente in Venezuela abbia preso posizione a favore del governo e contro la violenza dell’opposizione filo-imperialista che mira a svendere la nazione alle corporazioni americane e ripristinare l’emarginazione delle classi povere del periodo PRE-CHAVISTA!
Purtroppo ho conosciuto diversi italiani che vivono a Isla de Margarita che sono tutti contro il governo nonostante si fossero trasferiti proprio sotto il periodo chavista. Difatti tra i firmatari della lettera, di seguito pubblicata, non risulta una persona conosciuta. 
Un ammasso di bugiardi, truffatori ed egoisti privi di umanità e di cervello che pensano solo a scroccare e rubare i soldi ai propri connazionali.
Fuggiti dal disastroso sistema capitalistico italiano per sbarcare nel socialismo progressista Venezuelano, che punta a dare dignità alle classi meno agiate, appoggiano il ritorno proprio di quel sistema che non ha dato loro alcuna dignità nella propria terra.
Che dire: l‘incredibile idiozia degli italiani non ha confini!!!
Ah Morbidelli che ne dici? Dittatura, l’esercito è con l’opposizione, il mercato nero, una volta si mangiava (ma chi?) ecc… Studiatevi il passato del Venezuela e del Sud America prima di aprire bocca! Guardate cosa sta causando, in Italia e in Europa, il sistema che appoggiate.
Ha sempre portato fame, distruzione, violenza e morte!! 

mercoledì 14 giugno 2017

I muri del capitale, le crepe della sinistra

Un nuovo seminario per gli zapatisti, che si sono ritrovati a San Cristobal per discutere delle elezioni politiche messicane del 2018, a cui EZLN e CNI hanno deciso di partecipare candidando una donna indigena.
 
19 / 4 / 2017
"Non vogliamo scegliere tra un padrone crudele e uno benevolo, semplicemente non vogliamo padroni." Subcomandante Insurgente Galeano
Dal 12 al 15 aprile il CIDECI Unitierra di San Cristobal de las Casas si è nuovamente riempito di zapatisti e di aderenti alla Sexta Declaración de la Selva Lacandona. L'occasione è stata il seminario dal titolo "I muri del capitale, le crepe della sinistra", a cui hanno partecipato in veste di ospiti Don Pablo González Casanova, María de Jesús Patricio Martínez (CNI), Paulina Fernández C., Alicia Castellanos, Magdalena Gómez, Gilberto López y Rivas, Luis Hernández Navarro, Carlos Aguirre Rojas, Arturo Anguiano, Sergio Rodríguez Lascano, Christian Chávez (CNI) y Carlos González (CNI). Questo incontro si inserisce nel percorso di avvicinamento alle elezioni politiche messicane del 2018, a cui EZLN e CNI hanno deciso di partecipare candidando una donna indigena. La prossima tappa si terrà, sempre in Chiapas, dal 26 al 28 maggio quando saranno annunciati il funzionamento, i propositi e i vincoli del Consiglio Indigeno di Governo, e se ci saranno le condizioni anche la candidata: portavoce dei popoli indigeni e di quanti si riconoscono nel percorso di ribellione dal basso a sinistra proposto dall'EZLN e dal CNI.
Il seminario si è aperto con un messaggio chiaro è inequivocabile al nuovo presidente degli Stati Uniti, letto nelle diverse lingue indigene e tradotto dallo stesso Galeano: Fuck Trump.
messico_fuck_trump
Terminati i "saluti", Galeano ha iniziato la discussione rivolgendosi a quanti definiscono lo zapatismo anacronistico: il tempo dei ribelli non è scandito da orologi digitali o da "smartwatch" ma da una clessidra con cui gli zapatisti riescono a vedere il tempo trascorso, cercando di comprenderlo, e anche il tempo che verrà. Il tempo trascorso lo racconta poi il Subcomandante Moisés il quale apre il suo intervento narrando il lungo elenco di abusi, violazioni e sfruttamenti che gli anziani zapatisti hanno tramandato. Il mondo, secondo Moisés, sempre più spesso è organizzato in fincas (grandi latifondi) piuttosto che in paesi; e nelle fincas sono i padroni quelli che comandano, mentre il potere dei governi si è ridotto alla sola amministrazione della finca stessa. La prima giornata si conclude ancora con il Subcomandante Galeano che cita alcuni vecchi scritti del defunto Marcos in merito alla rivoluzione cubana, che ha rappresentato una grande novità nelle lotte dei popoli dell'America Latina e la prima sconfitta per l'imperialismo nordamericano. Quella vittoria è una prima crepa nel muro del capitale.

domenica 23 aprile 2017

Come ci portano via tutto



di Diego Fusaro 7 aprile 2017
Occorre essere vigili. Sempre. Non ci portano via tutto in una volta. No. Sarebbe altrimenti evidente il processo di aggressione frontale ad opera della aristocrazia finanziaria, la nuova classe dominante post-1989 che sta distruggendo tutte le conquiste del mondo proletario (lavoro, diritti, ecc.) e del mondo borghese (famiglia, enti pubblici, Stato: in una parola, ciò che Hegel chiamava “eticità”).

sabato 22 aprile 2017

Ecco perché il capitale vuole l’immigrazione di massa



di Diego Fusaro
Lo spettacolo pornografico televisivo, la chiacchiera vacua giornalistica, l’opinare ortodosso con tratti di lirismo servile proprio dei chierici accademici hanno come obiettivo portante la distrazione di massa e la conservazione santificante dell’ordine simbolico che superstrutturalmente legittima l’ordine strutturale dei realissimi rapporti di forza. Distrazione di massa, giacché l’attenzione delle masse pauperizzate deve senza posa essere spostata dalla contraddizione economica classista. Conservazione dell’ordine simbolico dominante, in quanto le masse asservite devono accettare le categorie e i concetti che prevedono e legittimano il loro stesso asservimento. L’obiettivo è garantire che i servi lottino sempre solo in difesa delle proprie catene e contro ogni eventuale liberatore. Perché il Capitale vincente giubila all’arrivo dei migranti? Perché, pur potendo farlo, non ne regola i flussi? AGGIUNGO IO, ANZI LI CREA. 

venerdì 17 marzo 2017

Preve: “Femminismo organico al capitalismo”



9 marzo 2017
Il patriarcalismo in Europa esiste solo come residuo di un tempo ormai trascorso, al di fuori forse di alcune comunità musulmane immigrate in cui padri-padroni cer­cano di imporre alle mogli e alle figlie le loro scelte reli­giose e matrimoniali. La tendenza generale della società capitalistica è quella del superamento del patriarcalismo, che pure ha caratterizzato non solo le società precapitali­stiche, ma anche la prima fase proto-borghese del capita­lismo stesso, in cui ci imbattiamo nel sospetto positivistico verso le donne (Comte, Nietzsche, Weininger), seguito dalla sistematizzazione psicoanalitica di Freud, che sareb­be stata impossibile al di fuori del contesto borghese e patriarcale in cui è stata concepita. Ma oggi il patriarcalismo, appunto per la sua natura vetero-borghese, è del tutto incompatibile con un dominio integrale della forma di merce, che non sopporterebbe tabù sorti in un’epoca precedente.

lunedì 6 marzo 2017

Otto miliardari ricchi quanto mezzo pianeta. L’incubo del capitalismo è realtà

 Diego fusaro 16 gennaio 2017
Otto miliardari ricchi quanto mezzo pianeta. L’incubo del capitalismo è realtà
Il noto non è conosciuto. Così diceva Hegel. E non è conosciuto perché lo diamo per scontato o rinunciamo a ragionarvi serenamente, complice la distrazione di massa che regna a ogni latitudine. Lo sappiamo da anni. Anche da prima che ce lo ricordasse Thomas Piketty nel suo studio sul capitalismo nel ventunesimo secolo.
Il mondo post-1989 non è il mondo della libertà, come ripetono i suoi ditirambici cantori: a meno che per libertà non si intenda quella del capitale e dei suoi agenti. Per il 99% della popolazione mondiale il post-1989 è e resta un incubo: un incubo di disuguaglianza e miseria.