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domenica 29 settembre 2013

Lo "stato fallito" libico

15/5/2013
Ripropongo tre articoli pubblicati a notevole distanza uno dall’altro, la cui lettura comparata offre però la possibilità di comprendere come gli Stati Uniti e i loro alleati membri della NATO abbiano gettato i semi da cui è “fiorito” l’attuale disastro geostrategico che ha consegnato la Libia al caos, ponendola sotto il controllo di bande di guerriglieri islamisti che fanno del settarismo tribale e religioso il proprio marchio distintivo.


Al-Qaeda: pedine dell’insurrezione della CIA dalla Libia allo Yemen
Di Webster Griffin Tarpley


Dopo due settimane di attacchi imperialistici, la Libia viene ora straziata dai terroristi di al-Qaeda, dalla guerra civile, dai raid aerei della NATO, dai missili Cruise, dai droni Predator e dagli aerei da combattimento C-130, tutte cose rese possibili dai ribelli della Cirenaica sostenuti dalla CIA. Commandos statunitensi, britannici, francesi e olandesi hanno assunto la leadership delle forze ribelli e le stanno armando con armamenti moderni in flagrante violazione dell’embargo sulle armi specificato nella risoluzione ONU 1973. Inoltre al-Qaeda, per conto suo, sta già rubando armi pesanti, come ha riferito il presidente del Ciad. La fatua retorica delle rivoluzioni colorate di matrice angloamericana si è dissolta, per mostrare alla luce del sole l’orrenda realtà di una cinica e brutale furia imperialistica volta a distruggere lo stesso Stato-nazione moderno.

domenica 15 luglio 2012

Missili cruise all’uranio impoverito sulla Libia : studio sulle conseguenze

JPEG - 14.4 Kb Di Massimo Zucchetti
Le questioni che riguardano l’Uranio impoverito e la sua tossicità hanno talvolta, negli anni recenti, esulato dal campo della scienza. Lo scrivente si occupa di radioprotezione da circa un ventennio e di uranio impoverito dal 1999. Dopo un’esperienza di pubblicazione di lavori scientifici su riviste, atti di convegni internazionali e conferenze in Italia, sul Uranio impoverito, questo articolo cerca di fare una stima del possibile impatto ambientale e sulla salute dell’uso di uranio impoverito nella guerra di Libia (2011). Notizie riguardanti il suo utilizzo sono apparse nei mezzi di informazione fin dall’inizio del conflitto. [1]
Per le sue peculiari caratteristiche fisiche, in particolare la densità che lo rende estremamente penetrante, ma anche il basso costo (il DU costa alla produzione circa 2$ al kg) e la scomodità di trattarlo come rifiuto radioattivo, il DU ha trovato eccellenti modalità di utilizzo in campo militare.