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domenica 30 dicembre 2018

Dopo le Europee il nulla

14 dicembre 2018,
di STEFANO D’ANDREA
Dunque, immaginiamo che i sovranari italiani, i liberal-etnicisti ungheresi, Alleanza confindustriale per la Germania, i comunisti e i socialisti portoghesi, Alba Dorata in Grecia, i nazionalisti svedesi e danesi, l’alleanza di sinistra e il Front National in Francia, i liberali non cosmopoliti austriaci, gli opportunisti (sedicenti sovranisti) reazionari polacchi, e alcuni altri gruppi politici variamente critici nei confronti dell’Unione Europea, ottengano il 35% dei seggi nel Parlamento europeo. Poniamo pure che ottengano il 45% e persino il 50 o il 55%.

giovedì 17 maggio 2018

Tutti migranti, come merce dentro ai pacchi: le nuove direttive UE e Onu contro ogni sovranità


L’Europa e l’ONU si accingono a mettere nero su bianco le regole definitive sull’immigrazione, che saranno valide per tutti i Paesi. E’ la costruzione di un vero sistema per la mobilità umana, che prevede società aperte, accoglienza, e zero respingimenti. Lo scopo? Nel mondo globalizzato anche  gli esseri umani devono essere rapidamente spostabili come le merci. Opporsi? Non è previsto.
di Francesca Totolo
Partiamo dall’ultima trovata che arriva dalla Commissione Europea. I Paesi membri dell’Unione Europea che hanno mostrato più solidarietà nell’accoglienza dei migranti, come Grecia e Italia, saranno premiati dai fondi strutturali del prossimo budget UE 2021-2027. Chi invece si mostrerà refrattario a fare la sua parte a favore degli immigranti e sul rispetto dello stato di diritto, come Ungheria e Polonia, si troverà penalizzato. Continue promesse da Jean-Claude Juncker e Frans Timmermans, sempre disattese, che sembrano piuttosto voler colpire gli Stati Visegrad e l’Austria, rei di voler difendere gli interessi dei propri connazionali invece di aprire le frontiere agli stranieri indiscriminatamente.
Le dichiarazioni della Commissione Europea arrivano in seguito all’incontro pubblico del 16 aprile scorso voluto da George Soros. Durante il meeting, lo speculatore ungherese ha esposto le sue ragioni a Timmermans (Vice Presidente della Commissione Europea) contro il governo ungherese guidato dal Premier Viktor Orbán a proposito del pacchetto legislativo “StopSoros” che ha portato alla chiusura della sede della Open Society Foundations di Budapest e a quella, che sarà definitiva nel 2021, della Central European University fondata e finanziata dalla fondazione di Soros.

martedì 10 ottobre 2017

DOPO RUSSIA E UNGHERIA, ANCHE LA MACEDONIA VUOLE VIETARE A SOROS E ALLE SUE ORGANIZZAZIONI GOLPISTE DI AGIRE NEL PAESE


lunedì 23 gennaio 2017
LONDRA - Dopo Russia e Ungheria anche la Macedonia si appresta a vietare tutti gli enti non governativi finanziati da George Soros e a tale proposito e' stata lanciata l'operazione SOS, Stop Operation Soros.
In una conferenza stampa tenutasi lo scorso Martedi' il fondatore di SOS ha invitato tutti i cittadini a esporre la reale agenda dietro tutte le organizzazioni non governative finanziate dal magnate ungherese.
Secondo Nikola Srbov, giornalista del portale pro-governativo Kurir e co-fondatore di SOS le organizzazioni finanziate da Soros hanno monopolizzato la societa' civile in Macedonia e sopprimono tutte le notizie che il magnate ungherese ritiene scomode.

lunedì 21 agosto 2017

Ungheria, miracolo economico targato Orbán: ecco i 10 punti della sua ricetta

Non solo "muro" e contrasto all'invasione
Ungheria, miracolo economico targato Orbán: ecco i 10 punti della sua ricetta
Flat tax al 15%, diminuzione delle tasse, aiuti per le PMI, riduzione dei tassi: in meno di dieci anni, il governo di Budapest ha così risollevato le sorti del Paese
Ungheria, un miracolo economico targato Orbán: ecco i 10 punti della sua ricetta
Viktor Orbán

Il precedente esecutivo, a guida socialista e complice della Troika europea, aveva ridotto l'Ungheria alla fame, accumulando un debito elevatissimo in pochi anni e svendendo il futuro del Paese al Fondo Monetario Internazionale in cambio di un'intervento del valore di 20 miliardi di euro, condizionati all'adesione a programmi di integrazione europea. Schiacciati nella solita stretta mortale di Bruxelles tra debito e austerity, nel 2010 gli ungheresi hanno avuto il coraggio di ribellarsi eleggendo a proprio premier Viktor Orbán, dipinto come un mostro dalla stampa di regime, che nel 2011 ha iniziato a rivoluzionare il Paese, a colpi di riforme che andavano in senso esattamente contrario alle "raccomandazioni" europee ma basate invece sull'interesse nazionale. Una colpa gravissima, che ha portato il primo ministro ungherese a venire dipinto come un dittatore dall'opposizione e dalle istituzioni Ue. Lui non si è mai lasciato condizionare, è stato rieletto con un'ampia maggioranza e supportato dal consenso popolare non ha mai avuto paura di scontrarsi con Soros, Juncker o la Merkel su Euro, immigrazione, Ong e multinazionali, facendo rinascere in meno di dieci anni l'Ungheria che ora è una meta sicura e attrattiva per imprenditori ed investitori. Ecco di seguito dieci dei provvedimenti più significativi adottati.

lunedì 7 agosto 2017

TUTTI GLI AMICI ITALIANI DI SOROS

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di Francesca  Totolo
(MB: riprendo l’ottimo lavoro di Francesca Totolo per il sito di Luca Donadel, https://www.lucadonadel.it/soros-e-collegamenti-politici-italiani/
“Più una situazione si aggrava, meno ci vuole a rovesciarla, e più grande è il lato positivo”. George Soros

Il noto filantropo ungherese naturalizzato americano nacque nel 1930 a Budapest con il nome di György Schwartz. Presto però dovette affrontare il dolore causato dal “re di tutti i mali“, il fascismo, che costrinse lui e la sua abbiente famiglia a cambiare il proprio cognome in Soros per sfuggire dal crescente antisemitismo nel Paese.

martedì 6 giugno 2017

George Soros ha collaborato, da nazista, all’Olocausto

George Soros ha collaborato, da nazista, all’Olocausto
Quando i nazisti occuparono Budapest nel 1944, il padre di George Soros era un avvocato ebreo di successo, viveva su un’isola nel Danubio e amava andare al lavoro in barca. All’avvento di Hitler, saputo che gli ebrei erano in pericolo, fece giustamente di tutto per proteggere la sua famiglia. Comprò documenti falsi e dopo aver corrotto un funzionario di governo fece passare la sua famiglia da ebrea a cristiana.

Il giovane George Soros, che aveva all’epoca 14 anni, da neo-cristiano, mentre godeva del privilegio dell’immunità, vide centinaia di migliaia di ebrei ungheresi mentre venivano deportati nei campi di sterminio. In coincidenza con questi fatti, George Soros trovò lavoro, venne assunto in un ufficio che si occupava della confisca delle proprietà ebraiche.