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lunedì 12 ottobre 2020

Scandalo travolge Ong, Oms e Medici Senza Frontiere: 51 donne congolesi violentate dagli operatori umanitari

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità aprirà un’inchiesta sulle violazioni sessuali che avrebbero commesso operatori umanitari nella Repubblica Democratica del Congo. Le equipe erano impegnate nell’ambito di interventi nella lotta contro l’ebola. Cinquantuno donne hanno affermato di essere state sfruttate o di avere subito abusi sessuali da uomini, per lo più stranieri, che si erano qualificati come operatori umanitari/sanitari a Beni nel Nord-Kivu, provincia fortemente colpita dalla 10ma epidemia di ebola tra il 2018 e giugno di quest’anno.


sabato 6 aprile 2019

la nuova epidemia di Ebola in Africa

http://www.lescienze.it/news/2019/03/12/news/epidemia_ebola_congo-4331308/
dall’inizio di agosto una nuova epidemia di Ebola si sta sviluppando in Africa, questa volta nella Repubblica del Congo, dopo quella da poco debellata nella sua zona occidentale; è la decima da quando il virus è stato scoperto nel 1976, ed ha colpito sinora circa 900 persone, uccidendone quasi 600, con una mortalità superiore del 60% a quella dell’epidemia precedente del 2014-16, anche se ci sono stati miglioramenti nelle possibilità di cura e nell’efficacia dei farmaci.
nonostante questo nessun allarme è stato lanciato sui media occidentali: ma nel caso precedente fecero un’enorme notizia invece alcuni casi verificatisi in America e in Europa (4 casi con un morto negli USA, 3 casi in Europa, di cui uno in Italia, senza vittime).
nella epidemia precedente ci furono quasi 30.000 casi, con più di 11.000 morti; questa volta l’epidemia è circoscritta, per ora, e anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità non intende proclamare l’emergenza sanitaria globale: affermano che è improbabile che Ebola si diffonda a livello globale, che i gruppi di aiuto stanno fornendo un aiuto sufficiente a limitare l’epidemia e che un’emergenza potrebbe indurre i paesi confinanti a chiudere le frontiere e questo potrebbe deprimere l’economia della regione.
intanto però diverse persone si stanno spostando da queste regioni del Congo al Sudan meridionale in Uganda e nel Ruanda.
. . .
ne parlo senza più nessun sussulto di indignazione (anche per non tirarmi da solo la zappa sui piedi, visto quello che ho scritto di recente sul tema): l’indignazione si addice poco all’umanità della crisi climatica globale che può darsi come unico scopo quello di finire con dignità ed evitando le sofferenze inutili, ma come un caso da manuale della vera situazione del mondo attuale, aldilà della palude dell’informazione ufficiale.
ma non che io pretenda di fare contro-informazione, intendiamoci: sarebbe soltanto ridicolo.
. . .
comunque, la zona dove si sta sviluppando l’epidemia è stravolta da diversi anni, dal 1997 ad oggi, circa un quarto di secolo, da una guerra civile tra bande armate, incendi dolosi e una lunga e dolorosa carestia che riduce alla fame una parte importante della popolazione.
così, incidentalmente, apprendiamo che questi conflitti interni hanno provocato finora sei milioni di morti.
sei milioni di morti: qualcuno ne sapeva qualcosa?
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